Yanis Varoufakis 150204102722
ECONOMIA 4 Febbraio Feb 2015 1025 04 febbraio 2015

Grecia, Varoufakis: «Atene è fallita dal 2010»

Il ministro delle Finanze ellenico smentisce i segnali di ripresa. Alla Bce: «Serve un piano Merkel».

  • ...

Il ministro delle Finanze della Grecia, Yanis Varoufakis.

Yanis Varoufakis l'ha detto senza paura: «La Grecia è fallita dal 2010 e non c'è nessuna ripresa».
Arrivato a Roma al seguito del premier Alexis Tsipras, il ministro delle Finanze di Atene che sta spaventando la Germania ha svelato il piano del suo Paese per ripagare il debito.
Niente mosse a sorpresa, ma un programma che di sicuro ha fatto storcere il naso ai principali creditori come Berlino che attende i suoi 55,3 miliardi (l'Italia ne ha versati 36,8, terzo Paese creditore di Atene dietro la Francia).
ATENE NON VUOLE FAVORI. «Non abbiamo intrapreso il tour di capitali per chiedere favori a nessuno», ha spiegato Varoufakis al quotidiano La Repubblica, «ma per stabilire un programma di lavoro comune sereno e razionale, in cui le esigenze di tutti i protagonisti siano correttamente sul tavolo».
Secondo il ministro delle Finanze ellenico, infatti, tutti devono «sedere dallo stesso lato del tavolo» e «non schierati l'uno contro l'altro».
DEBITO DIVISO IN TRE PARTI. Per quanto riguarda il programma per restituire i soldi prestati ad Atene, Varoufakis ha precisato di voler «dividere il debito» di 300 miliardi di euro «in tre parti»: «Quella verso la Bce sarà saldata per intero e nei termini; per le altre tranche, Fmi e Paesi, proponiamo la sostituzione con nuovi bond a interessi di mercato con la clausola che cominceremo la restituzione per intero quando sarà riavviata in Grecia una solida crescita».
CRESCITA IN QUATTRO STEP. Per rassicurare i creditori, inoltre, il ministro di Tsipras ha chiarito che la roadmap di Atene prevede «quattro capitoli»: dalle «profonde riforme interne» fino alla «ristrutturazione del debito», passando dalla «fissazione di obiettivi realistici» e dalla «riforma del metodo di governo dell'Europa».
Secondo Varoufakis, infatti, «il problema non è la Grecia, ma la gestione complessiva dell'eurozona» che è «concepita male» e per questo «non potrà mai funzionare».

«Colloquio fruttuoso» con Draghi

L'arrivo di Varoufakis a Francoforte nella sede della Bce.

Per spiegare le sue tesi, quindi il ministro delle Finanze ellenico s'è incontrato mercoledì 4 febbraio con il presidente della Bce Mario Draghi a Francoforte e tra i due, secondo quanto ha riferito Bloomberg c'è stato un «colloquio fruttuoso».
Varoufakis, che ha smentito di voler chiedere aiuto alla Russia, ha chiarito che la Grecia «non presenterà più, al di là della spesa per gli interessi, un deficit di bilancio».
AVANTI CON LE RIFORME. Parlando con la tedesca Die Zeit, il rappresentante del governo di Tsipras ha chiarito di non voler rinunciare alle riforme, e ha detto di aver chiesto all'Ocse un aiuto «per elaborare un programma» ad hoc per impegnarsi a chiudere con un avanzo strutturale il bilancio greco dei prossimi anni.
Tuttavia, ha spiegato Varoufakis, «la Germania deve capire che 'se noi diamo altri 300 euro all'anno a un pensionato che vive di 300 euro al mese' questo non significa tornare indietro sulle riforme».
SERVE PIANO MERKEL. Alla Bce, il ministro delle Finanze della Grecia ha chiesto di «sostenere» le banche elleniche, «in modo che i titoli di Stato di Atene di breve periodo possano sopravvivere». Però questa «non sarebbe una soluzione duratura», perché il governo greco conta di aver risolto entro «inizio giugno».
«Immagino un piano Merkel, sull'esempio del piano Marshall», ha continuato nel suo colloquio con la Die Zeit. «La Germania userebbe la sua forza per unire l'Europa», ha aggiunto, sottolineando che «questa sarebbe una meravigliosa eredità della cancelliera tedesca».
NUOVO RUOLO DI BERLINO. Alla constatazione che Merkel ritenga di avercelo già un piano, Varoufakis ha replicato: «Che piano è? Un'Europa nella quale noi riceviamo dei crediti che non potremo mai ripagare? Gli Usa all'epoca hanno condonato la maggior parte dei debiti alla Germania».
Quindi il ministro di Tsipras ha argomentato che Berlino «è il Paese più potente dell'Europa» e per questo «se si sentisse egemone, l'Ue ne trarrebbe beneficio»: «Chi è egemone», ha concluso, «deve assumersi responsabilità per gli altri. Questa era l'impostazione degli Usa dopo la Seconda Guerra mondiale».

Articoli Correlati

Potresti esserti perso