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ULTIMATUM 4 Febbraio Feb 2015 2220 04 febbraio 2015

La Bce avverte la Grecia: «Stop al rifinanziamento delle banche»

Dopo il summit Varoufakis-Draghi. «Titoli greci non più garanzia per ottenere euro».

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Il presidente della Bce Mario Draghi.

L'incontro tra Mario Draghi e il ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis e la maratona a Bruxelles del premier Alexis Tsipras non ammorbidiscono la Bce sul debito di Atene.
La doccia fredda dalla Banca centrale europea è arrivata nella serata di mercoledì 4 febbraio quando con una nota ha spiegato che «al momento non è possibile presumere una conclusione positiva del processo di revisione del programma» di aiuti alla Grecia.
La Bce ha deciso di rimuovere la deroga, introdotta nel 2010, che consentiva alle banche greche di approvvigionarsi di liquidità fornendo a garanzia titoli di Stato. «Il consiglio direttivo» prosegue la nota pubblicata sul sito della Bce dopo la riunione di dei governatori, «ha deciso di rimuovere la deroga sugli strumenti di debito quotati emessi o garantiti dalla Repubblica ellenica».
CHIUSI I RUBINETTI DI LIQUIDITÀ ALLE BANCHE GRECHE. Quella deroga, introdotta nel 2010, permetteva alle banche greche di rifinanziarsi alla Bce nonostante fornissero a garanzia titoli di Stato greci con rating speculativo ad alto rischio. Un'eccezione sempre condizionata alla permanenza della Grecia all'interno del programma di risanamento coordinato dalla troika, attualmente in scadenza il 28 febbraio.
Con questa decisione di fatto la Bce ha chiuso - non del tutto, ma chiede regole precise - i rubinetti che permettevano alle banche greche di avere liquidità anche a fronte di una contropartita di titoli di stato senza garanzie. Il che si può riflettere, anche a breve, sulla possibilità di avere denaro per i pagamenti a partire da stipendi e pensioni.
Con il nuovo esecutivo greco deciso a non rinnovare i suoi impegni con la Troika e a portare avanti una ristrutturazione del debito, la Bce si è di fatto mossa d'anticipo e, in una sorta di déjà vu della crisi cipriota dove aveva egualmente stretto i rubinetti alle banche, ha inviato un segnale di durezza ad Atene: uno stop alle riforme e ai progressi fatti sul risanamento di bilancio sarà costosissimo.
LA REAZIONE GRECA: «LA BCE PREME SULL'EUROGRUPPO PER UN ACCORDO». Secondo il ministero delle Finanze greco, con questa scelta la Bce ha deciso di mettere pressione sull'Eurogruppo per raggiungere un accordo che benefici sia alla Grecia sia ai suoi partner.
In un comunicato diffuso poco dopo la mezzanotte italiana, il ministero diretto da Yanis Varoufakis sostiene che la decisione presa a Francoforte non è la conseguenza di sviluppi negativi per il settore bancario greco ed è stata presa due giorni dopo la sua stabilizzazione. Atene aggiunge che il sistema bancario greco rimane capitalizzato in maniera adeguata ed è totalmente protetto attraverso l'accesso all'Ela, la facility d'emergenza erogata dalla banca centrale greca.
DOSSIER GRECO ALL'EUROGRUPPO. Per il 5 febbraio è i programma un incontro tra lo stesso Varoufakis e il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schaeuble. Poi, il dossier Grecia sarà al centro dell'Eurogruppo a Bruxelles, giusto alla vigilia del Consiglio Ue del 12 febbraio. Incontrato Draghi nella mattinata del 4 febbraio, il ministro aveva definito «fruttuoso» il suo colloquio con il presidente della Bce. Draghi avrebbe rigettato la sua richiesta di convertire in bond perpetui i titoli ellenici comprati dalla Bce. Ma da fonti dell'Eurotower era anche emerso, di fronte al neoministro greco, avesse «chiarito il mandato della Bce e chiesto al nuovo governo di confrontarsi velocemente e in maniera costruttiva con l'Eurogruppo per mantenere la stabilità finanziaria». Un rinvio alla politica, insomma. E con una certa velocità.
TSIPRAS DA MERKEL PER CHIEDERE STOP ALL'AUSTERITY. Il governo di Atene è partito a testa bassa subito dopo il suo insediamento e ha in programma di presentarsi a Bruxelles, dove Tsipras deve incontare la cancelliera Angela Merkel, chiedendo uno stop all'austerity, uno swap del suo debito e la fine della troika. Ma vista la posta in ballo, con il 60% del debito greco in mano ai governi europei e una fetta consistente alla Bce, Francoforte non sta a guardare, la cancelliera ha già fissato paletti stringenti (fra cui la troika) e notato come Atene sia isolata.

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