Economia 6 Febbraio Feb 2015 1913 06 febbraio 2015

Con la Grecia Draghi ci guadagna

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Mario Draghi Nel 2012 il banchiere finlandese Erkki Liikanen annunciò che «la banca centrale europea era pronta a rinunciare a ricavare profitti dai titoli di Stato greci in suo possesso». Si riferiva alle plusvalenze registrate acquistando un altissimo numero di titoli di Stato ellenici con il suo programma di acquisti mirati, con i quali Mario Draghi ha respinto la speculazione sul debito sovrano europeo e ha respinto gli eccessivi rialzi dei rendimenti che hanno messo in ginocchio molti Paesi dell’area, come Italia e Spagna. VAROUFAKIS VUOLE 190 MILIONI DI EURO. Nel suo tour tra le capitali finanziarie d’Europa (alla city di Londra come a Francoforte chez Mario Draghi) Yanis Varoufakis ha sempre tenuto toni concilianti. Ma si è infervorato soltanto, quando ha rivendicato la restituzione da parte dell’Eurotower di 190 milioni legati proprio ai rendimenti dei titoli di Stato ellenici in pancia alla Banca centrale, che in questi ultimi anni tre anni hanno sempre riconosciuto rendimenti non inferiori all’5 per cento. GLI INVESTIMENTI SICURI DI DRAGHI Da quasi un quinquennio Francoforte sostiene il debito sovrano greco. Emblematico quanto si legge nell’ultimo bilancio della Banca centrale a disposizione, quello del 2014 , che si riferisce al 2013. In quell’anno, si sono registrati «interessi attivi netti pari a 2.005 milioni di euro (2.289 milioni nel 2012). Tale importo include interessi per 406 milioni di euro (633 milioni nel 2012) generati dalla quota della Bce sul totale delle banconote in euro in circolazione e interessi attivi netti per 962 milioni di euro (1.108 milioni nel 2012) rivenienti dal portafoglio costituito nell’ambito del Programma per il mercato dei titoli finanziari, di cui 437 milioni di euro (555 milioni nel 2012) originati dalle consistenze della Bce in titoli di Stato greci». Grazie alla situazione greca, Draghi ha incassato quasi mezzo miliardo all’anno. Soldi che non sono rimasti nelle case dell’Eurotower. «Sono inoltre compresi», si legge nel bilancio, «interessi attivi netti per 204 milioni di euro (209 milioni nel 2012) derivanti dai titoli acquisiti nel quadro dei due Programmi per l’acquisto di obbligazioni garantite. La Bce ha corrisposto alle Bcn (banche centrali nazionali, ndr) 192 milioni di euro (307 milioni nel 2012) a titolo di interessi sui crediti relativi alle riserve ufficiali ad essa trasferite, mentre gli interessi attivi sulle riserve ufficiali ammontano a 187 milioni di euro (229 milioni nel 2012)». UN SESTO DEL DEBITO GRECO IN PANCIA ALLA BCE Il meccanismo è semplice nella sua complessità. Infatti già nel 2010 – quando i creditori privati accetteranno l’haircut sul debito sovrano greco – la Bce ha contribuito alla ristrutturazione rinunciando ai profitti sui bond ellenici, acquistati a prezzo nominale sul mercato secondario. In un secondo momento, con il programma Smp (quello destinato a sostenere le emissioni dell’Eurozona), la Bce avrebbe rastrellato titoli per un valore nominale di 45 miliardi di euro nominali. Tutti rimborsati in cash o con nuove obbligazioni identiche alle precedenti (per valore e cedole). Garantendo all’Eurotower lo status di creditore privilegiato. IL GUADAGNO DEGLI AZIONISTI DELL'EUROTOWER Per contribuire al buon esito dei salvataggi targati Troijka, la Bce ha anche deciso  di trasferire annualmente alle singole banche centrali europee sue azioniste gli utili incassati alla scadenza dei vari titoli in portafoglio, in caso di acquisti fatti a prezzi inferiori rispetto al facciale. al valore di rimborso. A loro volta le banche centrali hanno scelto di girare queste plusvalenze ai rispettivi governi, per “rimborsarli” dei tagli agli interessi garantiti agli ellenici. E tra i Paesi che hanno incassato le maggiori plusvalenze c’è la Germania.

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