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FOCUS 6 Febbraio Feb 2015 1048 06 febbraio 2015

Evasione fiscale, il confronto tra l'Italia e gli altri Paesi

Solo 156 condannati in carcere. E un rapporto nero-Pil da record. Da noi rubare all'Erario conviene. E la soglia del 3% rischia di peggiorare le cose.

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Herr Uli Hoeness non sarebbe finito in carcere se in Germania fosse in vigore 'la regola del 3%'.
Il presidente del Bayern Monaco, già stella del calcio tedesco, ha invece rinunciato all'Appello ed è entrato nella patrie galere per evasione fiscale, portandosi nello zaino, insieme con calze e mutande, una condanna a tre anni e sei mesi di reclusione per aver nascosto all'Erario 26 milioni di euro di entrate.
CON IL DDL UNA VALANGA DI DEPENALIZZAZIONI. In Italia, la soglia del 3% di evasione sul totale del reddito - contenuta del disegno di legge del governo Renzi - se approvata porterà a depenalizzare anche reati fiscali di enormi proporzioni, come l'evasione di circa 400 milioni della quale è stato dichiarato colpevole Silvio Berlusconi.

Nei Paesi Ue l'evasione vale 1.000 miliardi: un quinto viene dall'Italia.

1. I numeri: in Italia solo 156 evasori condannati in carcere

Secondo il rapporto 2013 dell’Institut de criminologie et de droit pénal dell'Università di Losanna, il rapporto del numero di detenuto per reati fiscali tra Italia e Germania è di uno a 55.
Nel 2011, gli evasori nelle carceri italiane condannati con sentenza definitiva erano appena 156, ovvero lo 0,4% della popolazione carceraria contro una media del 4,1% dell'Unione Europea.
RUBARE AL FISCO ITALIANO? NON È GRAVE. Rubare al Fisco, sottrarre alla comunità dei cittadini il denaro per ospedali, scuole, trasporti in Italia non è considerato grave.

2. Il rapporto tra nero e Pil: il 27% italiano è un record

Secondo i dati della Corte dei conti di Roma e quelli del parlamento europeo, in Italia l'evasione fiscale vale circa il 30% del Prodotto interno lordo, ovvero la misura della ricchezza di un Paese.
Per ogni 100 euro fatturati o comunque dichiarati, circolano (tra il 2010 e il 2013) tra i 34 e i 38 euro di pagamenti nascosti al Fisco. Nell'insieme degli Stati dell'Ue, l'evasione vale attorno ai 1.000 miliardi l'anno (fonte Ue), circa 180 miliardi (pari a 350 miliardi di imponibile nascosto), un quinto del totale, sono frutto del malaffare italiano, con un rapporto tra il nero e il Pil pari a circa il 27%, il più alto tra i Paesi occidentali dell'Unione (tolti quindi gli ex socialisti).
IN GERMANIA 16%, IN GB IL 12. In Germania l'evasione vale il 16% del Pil, in Francia il 15, in Spagna il 22, in Belgio il 22 e in Gran Bretagna il 12. Quando entrerà in vigore la regola europea che permette di computare nel Pil anche gli affari in nero, allora l'economia italiana parrà più ricca mentre invece si tratterà soltanto di un incentivo all'evasione, come rischia di essere anche la franchigia del 3%.

3. Le pene in Europa: la gogna a Londra, la galera a Parigi

In Francia vige già una soglia al di sotto della quale l'evasione non ha effetti penali (il 10% del reddito), ma è anche vero che per reati fiscali si rischiano fino a cinque anni di carcere.
Ma la vera differenza è che, secondo il rapporto 2013 dell'Università di Losanna, le prigioni francesi ospitavano 4.969 detenuti per reati fiscali, quelle del nostro Paese come detto appena 156.
FOTO DEI GRANDI EVASORI SUI GIORNALI. In Gran Bretagna, periodicamente, il governo ricorre alla gogna e fa pubblicare sui giornali le foto dei grandi evasori smascherati dalla polizia e condannati dai tribunali.

4. Le pene negli altri continenti: dal Giappone agli Usa, la severità è la norma

Cambiando continenti, arriviamo in Giappone, Paese nel quale la sola idea di condoni o soglie è ritenuta abominevole, quindi negli Usa, dove non ci sono sconti né franchigie e i detenuti per evasione, elusione e frodi fiscali varie sono circa 11 mila: ma si tratta solo di quelli costretti nelle carceri federali, mentre ogni singolo Stato ne custodisce diverse centinaia.
FINO A CINQUE ANNI DI PRIGIONE. Per l'evasione il massimo della pena è di cinque anni, ma la vita in prigione può essere veramente dura: decine di condannati per aver nascosto redditi al Fisco sono spediti nelle carceri dell'Alaska, dove vengono tenuti i criminali considerati più pericolosi.

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