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ECONOMIA 7 Febbraio Feb 2015 0800 07 febbraio 2015

Fisco, i lombardi sono i più tartassati

Secondo la Cgia il gettito versato arriva a una media pro capite di 11.386 euro. Seguono Lazio ed Emilia-Romagna. Risultato dimezzato per la Campania: 6.041 euro.

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Un modello 730.

Sono i lombardi i contribuenti più tartassati d'Italia.
Secondo quanto reso noto il 7 febbraio dalla Cgia che ha messo a confronto il gettito fiscale versato dai lavoratori dipendenti, dagli autonomi, dai pensionati e dalle imprese di tutte le regioni d'Italia, ogni residente di questa regione corrisponde all'erario e ai vari livelli di governo locali mediamente 11.386 euro.
Seguono i residenti del Lazio (10.763 euro) e quelli emiliano-romagnoli (10.490 euro).
Appena fuori dal podio i residenti del Trentino Alto Adige (10.333 euro pro-capite) e quelli della Liguria (10.324 euro pro-capite).
CAMPANIA E SICILIA IN FONDO. Chiudono la classifica i campani (6.041 euro pro-capite), i calabresi (5.918 euro) e infine i siciliani (5.598 euro).
La media nazionale si attesta sugli 8.824 euro per abitante.
A livello di macro aree, primeggia il Nordovest (10.828 euro), seguito dal Centro (9.868 euro) e dal Nordest (9.819 euro).
Chiude, molto staccato, il Sud, con 6.137 euro pro capite.
Per quanto riguarda la distribuzione del gettito fiscale tra i vari livelli di governo, la Cgia ha rilevato che, su un totale nazionale di 8.824 euro pro-capite di entrate tributarie registrate nel 2012, ben 7.124 euro finiscono nelle casse dello Stato (80,7%); 902 euro sono destinati alle Regioni (10,2%) e solo 798 euro (9%) confluiscono nelle casse degli Enti locali (Comuni, Province e Comunità montane).
PRESSIONE FISCALE AL 43,2%. La Cgia ha ricordato che per i 2015 la pressione fiscale è destinata ad attestarsi al 43,2%: 0,1 punti in meno rispetto al dato toccato nel 2014, mentre nel 2016 dovrebbe salire al 43,7%.
Tale aumento sarebbe il risultato di una diminuzione di 0,6 punti di Pil dei contributi sociali, più che controbilanciata dall'incremento di quasi un punto della pressione tributaria. Quest'ultimo è in gran parte dovuto alle imposte indirette, per effetto, in particolare, dell'aumento dell'aliquota Iva dal 2016 e delle clausole di salvaguardia sulle accise, misure introdotte con la legge di Stabilità 2015.

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