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ECONOMIA 7 Febbraio Feb 2015 0800 07 febbraio 2015

La Cina mette a lavoro i robot

Costi alti e manodopera in calo: Pechino è costretta a ricorrere alle macchine. Ed entro il 2017 diventerà il primo Paese al mondo per numero di automi.

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A Singapore in arrivo robot volanti al posto dei camerieri.

Cambia il lavoro in Cina.
Non solo le evoluzioni demografiche fanno sì che diminuisca la manodopera ma aumentano anche i costi del lavoro.
Pechino allora corre ai ripari e si meccanizza al punto che stando alle ultime previsioni, il Paese asiatico resterà al primo posto per l'uso di robot nei suoi impianti produttivi fino al 2017.
Secondo l'International federation of robotics (Ifr), la Cina sarà costretta a investire sempre più in robot per poter innalzare qualità e quantità della sua produzione industriale.
30 ROBOT OGNI 10 MILA LAVORATORI.Come riportato il 7 febbraio da La Stampa, già da ora il mercato cinese dei robot è il più grande al mondo, ma non così la densità: secondo Reuters, la Cina conta 30 robot per ogni 10 mila lavoratori contro i 437 della Corea del Sud (la più robotizzata del globo), i 323 del Giappone, i 282 della Germania e i 152 degli Usa.
A imporre un aumento esponenziale dei robot nelle aziende cinesi non saranno solo le scelte nazionali, ma anche quelle degli investitori esteri, soprattutto nel settore dell'auto.
L'Ifr ha stimato che entro il 2017 i robot attivi in Cina saranno 428 mila.
GERMANIA E SVIZZERA TRA I PRODUTTORI. Col 60% del mercato, sono i giapponesi i principali importatori di robot in Cina.
Per rispondere alla domanda in crescita, i produttori stranieri di robot che hanno aperto impianti in Cina sono già quattro: i giapponesi Fanuc e Yasakawa, i tedeschi di Kuka e gli svizzeri della Abb.

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