Economia 7 Febbraio Feb 2015 1000 07 febbraio 2015

Libretti e buoni fruttiferi postali, quanto rendono

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Fino all'1,5% lordo annuo che, al netto di tutte le tasse, corrisponde a meno di un punto percentuale. E' l'interesse che oggi si può ottenere investendo nei libretti e nei buoni fruttiferi postali (Bfp). Si tratta di due categorie di prodotti finanziari molto amati dalle famiglie italiane che, al momento, vi tengono depositati complessivamente più di 200 miliardi di euro dei loro risparmi. Il calo del costo del denaro in Europa, inchiodato da tempo al minimo storico dello 0,15%, ha lasciato il segno anche sui rendimenti dei Bfp e dei libretti, che sono diventati ben poco redditizi ma presentano comunque una qualità non trascurabile: sono garantiti dallo stato italiano e, soprattutto, sono esenti da qualsiasi commissione sulle operazioni di deposito e di rimborso delle somme di denaro. L'unica voce di spesa a carico dei risparmiatori è rappresentata dalle tasse che, nel caso dei buoni fruttiferi, sono tuttavia un po' più basse rispetto a quelle applicate sui conti correnti e su gran parte degli altri strumenti finanziari venduti in Italia, dalle azioni alle obbligazioni sino fondi comuni di investimento. Ecco, di seguito, una panoramica su come funzionano e quanto rendono i prodotti del risparmio postale. LIBRETTI: TASSO DELL'1,5% (MA CON MOLTI VINCOLI). Un tasso dell'1,5% in promozione fino all'estate. E' questo il rendimento offerto dai libretti postali della serie Smart, che sono attualmente i più redditizi, assieme a quelli dedicati ai minorenni (che offrono lo stesso tasso dell'1,5% lordo). Occorre tener presente, però, un particolare importante: su questa percentuale di interessi, grava purtroppo una tassazione di ben il 26%, la stessa prevista per i conti di deposito, a  cui va aggiunta l'imposta di bollo di 34,2 euro all'anno, fatta eccezione per quelle inferiori a 5mila   euro che sono invece esenti. Al netto di tutte i prelievi fiscali, dunque, il rendimento lordo dell'1,5% si riduce ad appena l'1,1%. Inoltre, non va dimenticato che l'interesse di un punto e mezzo dei libretti Smart, pur essendo espresso su base annua, viene riconosciuto in via promozionale soltanto fino al 30 giugno prossimo, cioè per meno di un semestre. Dal primo luglio in poi (a meno che non vengano decise delle variazioni sui tassi) il rendimento scenderà infatti a un risicato 0,15% lordo, che si azzera completamente una volta sottratte tutte le imposte. Conti alla mano, investendo oggi  una somma di 100mila euro in un libretto Smart, si ottiene un guadagno di poco superiore a 450   euro in circa 5 mesi. Un altro particolare importante da non trascurare è la presenza di alcuni vincoli sulle giacenze dei libretti. I soldi depositati possono essere ritirati dal risparmiatore in qualsiasi momento e senza spese ma, per avere il tasso dell'1,5%, bisogna rispettare 3 condizioni. La prima è l'obbligo di attivare, entro la fine di marzo, una carta elettronica gratuita collegata al libretto, che serve per effettuare i prelievi e i versamenti di denaro. L'altro vincolo da rispettare, un po' più importante, consiste nell'obbligo di mantenere aperto il libretto fino al 31 dicembre prossimo e di lasciarvi in deposito, almeno fino al 30 giugno, più del 90% della somma versata inizialmente. Altrimenti, il risparmiatore non ha diritto al rendimento dell'1,5% ma soltanto il tasso-base dello 0,15%. BUONI FRUTTIFERI, TASSI BASSI MA MENO VINCOLI. Comprendere bene come funziona un libretto Smart, dunque, sembra un po' un rebus, almeno per un piccolo risparmiatore che non mastica troppo di finanza. Un po' semplice, invece, è investire nei Buoni Fruttiferi Postali (Bfp), che sono titoli garantiti dallo stato (come i libretti postali) e che assicurano sempre la piena restituzione del capitale investito, più il pagamento di un interesse periodico. Uno dei maggiori punti di forza dei Bfp è rappresentato dalle agevolazioni fiscali di cui godono. Sui rendimenti maturati ogni anno con i buoni fruttiferi, infatti, grava un prelievo di appena 12,5%, lo stesso previsto per i titoli di stato, inferiore di oltre 13 punti rispetto alla tassazione del 26% applicata agli altri prodotti finanziari, compresi i libretti postali. Anche i Bfp sono però soggetti all'imposta di bollo dello 0,2%, fatta eccezione per le somme investite di importo inferiore a 5mila euro, che sono esenti. Purtroppo, chi acquista oggi i buoni postali deve accontentasi davvero di interessi ridotti all'osso. I Bfp ordinari, per esempio, danno un rendimento di appena lo 0,25% lordo nei primi 12 mesi (0,21% netto), che sale progressivamente fino al 3,25% annuo (2,84% netto) se il risparmiatore tiene investite le proprie somme di denaro per lungo tempo, cioè per ben un ventennio. Tra tutte le categorie di buoni emessi presso gli sportelli delle Poste (in totale sono una dozzina), i più redditizi nel breve periodo sono i Bfp a 3 anni Extra, che danno subito un interesse dell'1,25% lordo (0,9% circa al netto di tutte le tasse, compreso il bollo). Questi prodotti sono però sottoscrivibili esclusivamente con un piano di accumulo del capitale che si chiama riparmiodisicuroExtra e che prevede l'accantonamento di una somma di denaro predeterminata ogni mese, per un periodo di un triennio.

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