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AFFARI 8 Febbraio Feb 2015 0940 08 febbraio 2015

Cinema: la Polonia chiama, Bollywood risponde

Da Kick a Bangistan: la Polonia apre alle produzioni cinematografiche indiane. L'obiettivo? Attirare i turisti del subcontinente. Ma la burocrazia è un freno.

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Accadono strane cose a Varsavia. Un autobus a due piani lanciato a folle velocità su un ponte sterza e precipita nella Vistola. Un uomo mascherato si getta dalla cima del Palazzo della Cultura aggrappato al tubo snodabile di un idrante. Ma niente paura: entrambe le scene fanno parte del film d'azione indiano Kick, girato nell'aprile scorso nella capitale polacca, in location e senza alcun uso di computer grafica Cgi.
KICK, 50 MILIONI DI EURO IN TUTTO IL MONDO. Kick è stato il secondo film di Bollywood più visto nel 2014 e ha incassato circa 50 milioni di euro nel mondo nel giro di quattro mesi. Un successo di pubblico e guadagni che parla anche polacco.
La pellicola è stata infatti realizzata da una troupe indo-polacca in seguito a un accordo fra la casa di produzione Nadiadwala Grandson Entertainment e Film Polska Productions di Cracovia. Durante le riprese, ai circa 100 fra operatori, tecnici e attori arrivati dall'India si sono aggiunti 120 polacchi assunti per l'occasione.
BOLLYWOOD PRODUCE 1.000 FILM ALL'ANNO. «Prima di cominciare ogni progetto con case di produzione indiane», spiega Maciej Żemojcin, cofondatore di Film Polska, «diciamo ai componenti della nostra squadra di non giudicare il lavoro dei loro colleghi asiatici. Ai loro occhi ciò che fa la troupe indiana può apparire sbagliato, ma è solo eseguito in modo diverso».
Dopotutto, aggiunge, «l'industria di Bollywood sforna circa 1.000 film all'anno, mentre la Polonia ne produce a malapena 30 e qualcosa vorrà pur dire».

Nel 2006 le prime scene, nel 2010 la svolta: Bollywood arriva in Polonia

Fondata nel 2008 da Maciej - un passato da tuttofare sul set di documentari - e dall'ex ballerino professionista Krzysztof 'Kris' Sokoł, Film Polska ha iniziato lavorando su serie e programmi televisivi australiani, inglesi e tedeschi.
SHAHJAHAN PORTA AAZAAN A CRACOVIA. Già allora, però, i due fondatori guardavano con interesse al mercato indiano. Una scelta, quella di avvicinarsi a Bollywood, fortemente voluta da Maciej e Kris che per due anni hanno contattato via mail case di produzioni indiane, spesso senza ottenere risposta.
La svolta nel 2010, quando il celebre produttore esecutivo indiano M.R. Shahjahan (Gandhi, Sette anni in Tibet) scelse di girare a Cracovia anziché in Repubblica Ceca alcune delle scene più spettacolari del blockbuster Aazaan affidandosi proprio a Film Polska.
NIENTE KASHMIR? SI GIRA SUI MONTI TATRA. Non era la prima volta che un film indiano si gira in Polonia. Nel 2006 Kunal Kohli, regista di Fanaa, aveva trasformato i monti Tatra polacchi nelle turbolente alture del Kashmir dove era difficile riprendere per via delle tensioni fra India e Pakistan. Nei tre anni seguenti altre pellicole minori dell'industria cinematografica di Bollywood fecero tappa in Polonia.
Aazaan è stato solo il primo tassello di un mosaico che nei quattro anni successivi ha visto Film Polska lavorare su una mezza dozzina di pellicole in Hindi e Tamil, due serie televisive bollywoodiane e una trentina di spot pubblicitari. L'ultima fatica del 2014 sono state le riprese di Shaandaar che uscirà nelle sale indiane il 4 settembre e le cui scene polacche sono ambientate nel palazzo Kozłówka, presso Lublino, e nel castello di Książ, non lontano da Breslavia.

Da Bangistan a Mardaani: si moltiplicano le produzioni made in Poland

L'anno appena iniziato dovrebbe essere ancora più intenso: «Nel 2015 lavoreremo su almeno quattro film bollywoodiani oltre a una serie tivù indiana. Una delle pellicole in lavorazione avrà almeno due attori polacchi nei ruoli principali e sarà ancora più spettacolare di Kick», preannuncia Maciej.
L'APPOGGIO DELLA CAMERA DI COMMERCIO. Le proficue collaborazioni con Bollywood hanno permesso a Film Polska di espandersi.
Oggi per la casa di produzione di Cracovia lavorano 13 persone a tempo pieno che l'anno scorso hanno lanciato Choice, un'agenzia di talenti che, assicura Maciej, «è ancora piccola ma punta a promuovere attori e tecnici europei sul mercato asiatico e viceversa».
Grazie anche all'appoggio di istituzioni come la Camera del commercio e dell'industria Indo-polacca (Ipcci) e l'Ente nazionale per il Turismo (Pot), Film Polska è riuscita ad aprire la strada alle collaborazioni fra Bollywood e la Polonia.
BOOM DI COLLABORAZIONI IN DUE ANNI. Lo dimostra il fatto che la casa di Cracovia non è più la sola realtà cinematografica made in Poland a lavorare con l'India. Due anni fa Alvernia Studios, con sede fra Katowice e Cracovia, ha collaborato alla post-produzione di Bhaag Milkha Bhaag, sesto maggiore incasso di Bollywood nel 2013.
L'estate passata, invece, la varsaviana Zorg Werke e l'indiana Excel Entertainment hanno ripreso a Cracovia la maggior parte di Bangistan, commedia politicamente scorretta nelle sale di New Delhi il 17 aprile. Mercoledì 28 gennaio, infine, a Varsavia si è tenuta la premiere di Mardaani, poliziesco al femminile girato in India, ma il cui direttore della fotografia è il polacco Artur Żurawski.

Le criticità: troppa burocrazia e assenza di rimborsi e incentivi fiscali

Una relazione giovane, quella fra India e Polonia, che non si nutre soltanto di produzione, post-produzione e distribuzione cinematografica. «I rapporti economici e commerciali fra i due Paesi sono ottimi e in crescita», assicura J.J. Singh, presidente dell'Ipcci. «Basti dire che nel 2013 le aziende indiane hanno investito circa 2,5 miliardi di dollari in Polonia, mentre le imprese polacche hanno fatto altrettanto in India per un totale di circa 350 milioni di dollari».
Fondata nel 2007, l'Ipcci vanta 105 aziende registrate, il 20% polacche. Si tratta perlopiù di piccole e medie imprese che operano in vari settori: dal tecnologico al tessile sino all'elettronico e alla ricezione turistica.
L'UNGHERIA RIMBORSA IL 20% DEI COSTI. Restano tuttavia alcuni ostacoli da superare per fare della Polonia il set preferito di Bollywood. La burocrazia è uno di questi: «Solo per ottenere i permessi di girare la scena di Kick in cui l'autobus precipita nella Vistola abbiamo dovuto interpellare sei autorità locali, compreso lo Zoo di Varsavia», sottolinea Maciej.
A peggiorare le cose è la mancanza di rimborsi e incentivi fiscali. Una lacuna che convince molte produzioni straniere a fare rotta su Ungheria, Romania o Repubblica Ceca dove il 20% dei costi di realizzazione è rimborsato dallo Stato. «Se introducessimo simili misure anche qui l'intera industria cinematografica polacca, così come il turismo, ne trarrebbero immediato vantaggio», prosegue il cofondatore di Film Polska.
LA PELLICOLA DIVENTA SPOT. Il motivo è presto detto. «Cosa c'è di meglio di un grande successo cinematografico per promuovere un Paese? Kick è un film di 140 minuti, 90 dei quali sono in pratica un gigantesco spot pubblicitario per la Polonia e per di più con Salman Khan, una stella di Bollywood, come protagonista».
E in effetti la Varsavia mostrata in Kick è una versione edulcorata e idealizzata di quella reale, con diversi monumenti che vengono utilizzati come sfondo alle vicende del film spesso sacrificando la geografia cittadina alle esigenze cinematografiche.

Il cinema per promuovere il turismo: i visitatori sono già in aumento

«L'indiano medio spesso ancora confonde la Polonia (Poland) con l'Olanda (Holland)», dice Maciej, «ma dopo Kick sarà capace di associare questo film al Paese nel quale è stato girato».
Come afferma Emilia Kubik, responsabile della campagna 'I like Poland' dell'Ente per il Turismo, «stiamo proponendo la Polonia come destinazione turistica in India sin dal 2008. Tuttavia solo fra 2013 e 2014 siamo entrati nel mercato con una campagna promozionale online e cartacea incentrata su Varsavia, Cracovia, Danzica e Breslavia, i nostri siti Unesco oltre che su alcune bellezze naturali polacche come i monti Tatra e i laghi Mazuri».
FLUSSO CRESCIUTO DEL 28% IN 12 MESI. Non solo. Il Pot ha invitato a sue spese produttori di Bollywood in Polonia e fornito supporto logistico e mediatico alle produzioni di Kick e di Bangistan.
Una tattica che sta pagando. Nei primi nove mesi del 2014 il numero di turisti indiani è aumentato del 28% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. E anche se oggi i numeri mostrano appena 20 mila presenze indiane l'anno (circa un decimo di quelle registrate in Italia), l'effetto Bollywood promette di fare della Polonia una delle nuove mete preferite in Europa dei turisti provenienti da New Delhi e dintorni.
SULLE ORME DI SPAGNA E SVIZZERA. L'obiettivo è quello di imitare la Spagna o la Svizzera, dove il numero di visitatori indiani è cresciuto a seguito del successo ottenuto da hit bollywoodiani girati sul posto.
E oggi tutto lascia presagire che l'effetto combinato di blockbuster come Kick, Bangistan e Shaandaar possa produrre risultati simili, se non migliori, in Polonia.

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