Economia 9 Febbraio Feb 2015 1010 09 febbraio 2015

Agricoltura, car sharing anche per i trattori

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Car sharing per i trattori Non c'è solo il car sharing tra le abitudini che si stanno affermando nella vita degli italiani, ora oltre all'auto c'è anche il trattore condiviso. Complice la crisi e la necessità sempre più impellente di tagliare i costi di produzione nei campi, da qualche tempo si sta diffondendo tra gli agricoltori la consuetudine a condividere trattori ma anche lavoratori, facendo assunzioni congiunte. CONTRATTI DI RETE. Si chiamano contratti di rete e si realizzano stipulando un particolare accordo tra aziende che permette di preservare l'autonomia imprenditoriale e al contempo accrescere la capacità innovativa e la singola competitività. Secondo gli ultimi dati Unioncamere-Infocamere su quasi 10 mila imprese italiane che aderiscono ad un contratto di rete, una su dieci appartiene al settore agro-alimentare; su poco meno di mille aziende, quindi, 600 riguardano l'agricoltura e 353 l'agroalimentare. Introdotto oltre 4 anni fa, questo strumento nasce per unire le forze. Dopo una prima fase di rodaggio, le reti di imprese nella filiera agro-alimentare si stanno diffondendo, anche se in misura diversa, in tutte le Provincie e le Regioni, con la Lombardia in testa (16,4%), seguita da Sardegna (15.7%), Emilia Romagna (6,5%) e Toscana (9,1%). Tre, al momento, i settori più attivi in questo speciale gioco di squadra: la zootecnia, la risicoltura e l'agriturismo, dove la prima chiave di successo è poter abbattere i costi aziendali fino al 20%, grazie alla possibilità di costituire delle vere e proprie centrali di acquisto. ASSUNZIONI DI PERSONALE. A piacere è anche la possibilità di fare assunzioni congiunte di personale, a patto che almeno il 50% delle imprese della rete siano del settore primario; altro punto a favore riguarda la possibilità di predisporre il contratto anche in modalità telematica, con sottoscrizione digitale delle parti contraenti e assistenza da parte dell'associazione di categoria. Pochi i paletti per poter costituire una rete: non c'è un numero minimo di imprese e tanto meno limiti di natura territoriale o merceologica, per cui alla medesima rete possono partecipare aziende di settori diversi; libera anche la durata del contratto. Unica condizione essenziale per farne parte è l'obbligo per tutti i partecipanti di essere iscritti al Registro delle Imprese. E a stabilire le regole per dare vita ad una rete sono gli imprenditori stessi.

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