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SCANDALO 9 Febbraio Feb 2015 2011 09 febbraio 2015

Swissleaks, gli italiani hanno evaso 741 milioni

La Finanza ha condotto 3.200 verifiche: 101 gli evasori totali. Scudo fiscale per 1.200.

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Il logo della banca Hsbc.

Primi sviluppi della maxi inchiesta Swissleaks, l’indagine portata avanti dal quotidiano francese Le Monde e da altre 44 testate internazionali (per l’Italia L’Espresso), secondo cui circa 180 miliardi di euro, appartenenti a oltre 100 mila clienti (dei quali quasi 7 mila italiani), sarebbero stati depositati nella banca svizzera Hsbc tra il novembre 2006 e il marzo 2007.
Tra gli italiani apparsi sulla cosiddetta 'lista Falciani' - l’elenco completo dei clienti che prende il nome dal un funzionario italo-francese di Hsbc, Hervé Falciani, scappato con file riservati - ci sono imprenditori, finanzieri, sportivi e stilisti.
EVASI 741 MILIONI. A fronte di 5.439 nominativi di italiani segnalati ai reparti della Guardia di finanza inclusi nella ' lista Falciani', sono stati conclusi 3.276 interventi ispettivi, con la constatazione di elementi positivi di reddito non dichiarati per 741.755.879 euro e per 4,5 milioni di Iva. A comunicarlo fonti della stessa Gdf, spiegando che altre posizioni non sono state approfondite in considerazione del fatto che i soggetti indicati risultavano non aver effettuato movimentazioni.
DENUNCIATI 190 SOGGETTI. L'attività ispettiva svolta dalle Fiamme gialle ha portato alla denuncia di 190 soggetti per reati tributari e alla scoperta di 101 evasori totali. Ad oggi l'attività svolta dalla Guardia di finanza ha consentito di riscuotere circa 30 milioni di euro, di cui 3.300.000 a seguito di iscrizione a ruolo.
SCUDO FISCALE PER 1.264. Tra i 3.276 interventi ispettivi conclusi nei riguardi di persone incluse nella 'lista Falciani', infine, 1.264 «controllati» hanno opposto l'adesione allo scudo fiscale per un ammontare di capitali rimpatriati pari a 1.669.075.253 euro.

Diversi nomi emersi già negli anni scorsi

Hervé Falciani.

L'inchiesta Swissleaks, tuttavia, promette nuove rivelazioni, che potrebbero aprire un nuovo fronte d'indagine e portare alla luce altre centinaia di nominativi di italiani, sconosciuti e vip, che hanno sottratto redditi a tassazione. In realtà, sia il nominativo di Valentino Rossi, sia quello di Flavio Briatore e dello stilista Valentino erano già emersi anni fa, assieme a quelli degli altri stilisti Renato Balestra, Sandro Ferrone e Giuseppe Lancetti, del gioielliere Bulgari, della soubrette Elisabetta Gregoraci, del presidente della Confcommercio di Roma Cesare Pambianchi, dell'attrice Stefania Sandrelli, della principessa Fabrizia Aragona Pignatelli, di Francesco D'Ovidio Lefebre e di tanti altri, tra cui anche società come Telespazio, colosso specializzato in armamenti e sistemi di difesa.
LA DIFESA DI BRIATORE. I conti erano in Svizzera in «modo perfettamente legale, rispettando tutte le leggi e i regolamenti fiscali», ha detto Briatore, «non sono residente in Italia da oltre 25 anni e dunque non soggetto al fisco italiano. I conti tenuti presso la Hsbc sono da anni noti alle autorità giudiziarie italiane che non hanno mai rilevato irregolarità fiscali in merito».
IN PRIMA FILA I PM DI TORINO. Capofila dei nuovi accertamenti, ancora una volta, potrebbe essere la procura di Torino, che fu la prima nel 2010 ad aprire un fascicolo e che successivamente inviò le carte a 120 procure, competenti in base al principio del luogo di residenza della persona indagata. Un anno fa, infatti, i magistrati piemontesi si erano rivolti ai colleghi spagnoli chiedendo di poter consultare i dati in loro possesso dal 2013 e provenienti anch'essi dall'archivio sottratto alla Hsbc da Hervé Falciani. Si tratta di oltre 121 mila conti correnti aperti negli anni in diverse filiali della banca britannica - Ginevra, ma anche Lugano, Montecarlo, Lussemburgo, Zurigo e isole del Canale - e gli inquirenti sospettano che tra loro si nascondano migliaia di italiani. Bisognerà ora capire se si tratta di nominativi già contenuti nelle liste precedenti esaminate dagli investigatori o se siano personaggi completamente sconosciuti: allo stato i magistrati hanno ipotizzato il reato di riciclaggio, ma nel fascicolo non risultano indagati.
DUE LISTE CONSEGNATE NEL 2010. Nel 2010, quando scoppiò lo scandalo, l'Italia ottenne ufficialmente due diverse liste, entrambe dalle autorità francesi. La prima è quella che arrivò alla Gdf nel maggio del 2010 attraverso la cooperazione amministrativa ai fini fiscali e conteneva, appunto, oltre 5.400 nominativi. Oltre 2.100 non sono stati presi in considerazione: i soggetti indicati non avevano fatto alcuna movimentazione. Per gli altri 3.276 sono partiti i controlli ispettivi che hanno consentito di accertare redditi non dichiarati per 741 milioni e Iva dovuta e non versata per 4,5. Ma oltre un terzo di questi soggetti (1.264) non è stato perseguibile in quanto aveva aderito allo scudo fiscale varato dal governo Berlusconi nel 2009.
RECUPERATI DAI FINANZIERI 30 MILIONI. I finanzieri hanno dunque recuperato 30 milioni, mentre 190 persone sono state denunciate per reati tributari e 101 evasori totali sono stati scoperti. Anche le procure, nella quasi totalità dei casi, si sono viste costrette ad archiviare i procedimenti aperti dopo che la procura di Torino aveva smistato a seconda della competenza territoriale l'elenco ricevuto dalla magistratura di Nizza e contenente 7.094 conti correnti nella disponibilità di italiani, 5.595 soggetti e 133 società.

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