Economia 10 Febbraio Feb 2015 1633 10 febbraio 2015

Bitcoin, come vivere con la moneta virtuale

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Francis Pouliot Quello di bitcoin è considerato un mondo astratto, per molti versi incomprensibile, se non addirittura una moda passeggera o un esercizio per speculatori. In realtà la valuta   digitale, come abbiamo spiegato anche su queste pagine, può essere un’opportunità di  investimento, soprattutto se troverà maggiore stabilità. In futuro, dicono i suoi sostenitori, potrà sostituire le monete tradizionali e già oggi è utilizzabile anche per pagare una serie di servizi e beni tangibili. È dunque possibile creare un ponte tra il mondo digitale di bitcoin e quello reale? Quelli di Bitcoin Embassy, l’ambasciata di bitcoin, il primo spazio fisico al mondo dedicato alla criptovaluta, sono convinti di sì. EconomiaWeb.it ne ha parlato con Francis Pouliot, direttore affari pubblici della Bitcoin Embassy e vive a Montréal, in Canada. D. Cos’è Bitcoin Embassy e quali sono i suoi obiettivi? R. In sintesi la Bitcoin Embassy è un palazzo che ospita una comunità di imprenditori che puntano su bitcoin. Bitcoin Embassy è un palazzo di tre piani nel centro di Montréal. La sua attività va in due direzioni: da un lato promuovere, dall'altro facilitare l’adozione di bitcoin il che significa spiegare al pubblico, fare lobby al governo per evitare leggi discriminatorie e sensibilizzare i media e accelerare lo sviluppo delle infrastrutture necessarie a bitcoin. D. E come fate a ottenere questi due obiettivi? R. Per fare questo abbiamo identificato persone di talento e progetti promettenti, portandoli tutti sotto lo stesso tetto. Abbiamo uno spazio condiviso come ufficio e offriamo un quartier generale permanente a professionisti, sviluppatori e startup. Abbiamo anche un laboratorio per sperimentare nuovi modelli aziendali e tecnologie in  grado di portare la criptovaluta a un livello superiore. L’Ambasciata è anche “miner”,   ovvero può “produrre” bitcoin.

Francis Pouliot all'ambasciata del bitcoin a Montreal D. Quali sono gli errori, i luoghi comuni e i pregiudizi più comuni? R. In termini di percezione, l’errore più frequente è che bitcoin non è garantita da nulla, dunque non ha valore. La realtà è che il suo valore è assicurato dal fatto che è necessaria per effettuare transazioni nella rete bitcoin e dal fatto che, come un metallo prezioso, non ne circola una quantità abbondante (è emessa in numero finito, 21 milioni di monete generate in modo automatico dal 2009 al 2140, n.d.r). D. Dicono che non sia sicura. R. Questo è un altro luogo comune. In realtà, la rete bitcoin ha standard incredibili di sicurezza come sistema di pagamento, per esempio non ha intermediari, è crittografata dunque più sicura, le transazioni sono istantanee, gratuite e non devono essere approvate da un istituto, cosa molto utile nell’era digitale. Inoltre, il fatto che banche o governi non possano appropriarsene mette al riparo gli utenti durante un’eventuale crisi finanziaria o monetaria, scenario non improbabile per esempio in Europa nel breve termine. D. Circa la questione dell'anonimato? R. Anche il fatto che bitcoin sia anonima è falso: ogni transazione è registrata in una sorta di libro contabile virtuale, chiamato Blockchain, e questo consente di tracciare il percorso di ogni bitcoin da quando è stato creato. Ci possono essere frodi e violazioni, ma né più né meno di come succede con le valute tradizionali. D. Si può vivere usando bitcoin, percepire un salario, acquistare cose? O bisogna convertire bitcoin in denaro “reale”? L’idea che bitcoin non possa essere spesa è un altro pregiudizio. Personalmente uso servizi che mi consentono di usare bitcoin per qualunque cosa. E quando dico ogni cosa   intendo proprio qualunque cosa.

L'ambasciata del bitcoin a Montreal, Canada D. Può fare un esempio di cosa paga in bitcoin? R. Pago le bollette del telefono, di internet e dell’elettricità tramite il servizio Bylls, che prende i miei bitcoin e paga le compagnie di utility   direttamente. Ho una carta di debito collegata a un “wallet” (portafoglio elettronico, un   indirizzo crittografato sul proprio computer), posso usarla per prelevare contante o per spendere. Posso usare la carta per pagare, esattamente come una normale carta di credito. D. Ma bitcoin non è denaro reale R. Dal mio punto di vista, Bitcoin è denaro reale, mentre il dollaro canadese è un voucher temporaneo che mi consente di comprare alcune cose. Attualmente ricevo parte del mio salario in dollari canadesi e parte in bitcoin. Una teoria economica dice che quando “denaro buono” è introdotto nel sistema, la gente tende ad accumulare questo e a usare il “denaro cattivo”. Per me bitcoin è il denaro buono e le altre valute quello cattivo, quindi cerco di usare i dollari e se posso li converto in bitcoin, che secondo me hanno più valore. Uso bitcoin quando voglio effettuare un pagamento privato e sicuro online o quando voglio trasferire fondi a un’altra persona. D. Cosa l’ha convinta a lasciare il lavoro come analista per il Montreal Economic Institute? R. Analizzando il sistema economico e politico, ho capito che l’intero sistema economico è inefficiente, ha una serie di barriere commerciali e i governi hanno un desiderio sempre crescente di controllare ogni aspetto della vita economica dei cittadini. Consentendo alle persone di partecipare all’economia, bitcoin è un lubrificante che cerca di fare ripartire un motore. D. In che senso? R. Bitcoin renderà il sistema economico più efficiente e aiuterà il libero mercato a prendere il suo corso naturale. Penso inoltre che l’attuale sistema monetario sia corrotto,   completamente irrazionale, inefficiente e con grandi ingiustizie. Stampando moneta le banche centrali danno agli istituti finanziari euro e dollari, cosa che aumenta l’inflazione e riduce il valore del denaro, aumenta il debito personale e consente ai governi di  sottrarre ricchezza alla popolazione e ridistribuirla alle banche. L’intera economia può   collassare se il sistema monetario, controllato da pochi banchieri e burocrati, fallisce. L’offerta di bitcoin, viceversa, è fissata da regole matematiche incorruttibili, come   l’offerta di oro è limitata dalle leggi della fisica e della chimica.

Un bancomat di bitcoin D. Bitcoin è un buon investimento? R. Non sono un consulente finanziario e non credo in formule magiche per stabilire il futuro di un mercato. Guardo agli elementi fondamentali: bitcoin deve essere pensata come un concorrente diretto sul mercato delle valute nazionali e su quello dei pagamenti. D. Quindi può avere successo? R. Può accaparrarsi un’ampia fetta del mercato. Le domande da porsi sono: bitcoin sta crescendo più rapidamente degli altri metodi di pagamento? Diventerà più popolare come meccanismo di pagamento? Diventa ogni giorno più forte? D. E lei cosa risponde? R. La mia risposta è sì, bitcoin continuerà a rubare quote di mercato ai concorrenti nel campo dei pagamenti. Penso inoltre all’oltre un miliardo di persone senza accesso alle banche: bitcoin non richiede documenti o permessi ed è quindi ideale per chi vuole integrarsi nell’economia globalizzata. Esiste la possibilità che sia un fallimento o che la gente perda interesse, cosa che provocherebbe una stagnazione o un declino del valore, ma secondo me un collasso di bitcoin non è probabile. D. Ha parlato delle garanzie e delle sicurezze della criptovaluta, ma ci sono rischi per chi usa e investe in bitcoin, anche a causa della sua volatilità? R. Alcuni rischi ci sono. Il primo è proprio la volatilità di breve e medio termine, determinata più che altro dal fatto che i mercati non hanno molta liquidità in questo   momento e quindi il prezzo di bitcoin può cambiare rapidamente, a volte anche del 5- 10% in una giornata (passata tra la fine del 2013 e l’inizio del 2014 da 15 dollari circa   a oltre 1.200, nel 2015 bitcoin si è stabilizzata attorno a 240 dollari, n.d.r). Tuttavia, mi aspetto che la volatilità cali rapidamente con l’aumento di strumenti finanziari, come i derivati.

Bitcoin D. Il secondo rischio? R. L’altro rischio è legato alla sicurezza: bitcoin dà piena libertà di gestione dei fondi, ma questo significa averne anche responsabilità. È facile rendere sicura la valuta   in sé, ma poi bisogna fare in modo che le persone la usino in modo appropriato: finora abbiamo delegato alle banche e ai governi il compito di prendersi cura del nostro denaro,   quindi non viene spontaneo farlo da soli. Tuttavia, credo che sia un punto superabile e   che bitcoin possa essere resa più sicura del contante, dell’oro o degli oggetti preziosi. D. Negli Stati Uniti è stata lanciata Coinbase, il primo exchange con licenza del Paese. Realtà come questa possono aprire il mercato di bitcoin a nuovi investitori? R. È sicuramente un buon passo avanti. Dobbiamo riuscire a creare più punti di accesso a   bitcoin per investitori e trader. Il problema è che bitcoin è difficile da comprare per via   di tutti i controlli, restrizioni, regolamentazioni a cui la criptovaluta si deve attenere. Mi piace molto Bitcoin Etf, il progetto dei fratelli Tyler e Cameron Winklevoss (resi famosi   dalla guerra legale sulla “paternità” di Facebook portata avanti contro il fondatore del social network Mark Zuckerberg, n.d.r), che consentirà a grandi investitori istituzionali   di accedere in modo facile a bitcoin. Il Canada tiene il passo: vari exchange hanno già   ottenuto licenza e ci sono punti di accesso fisici per comprare bitcoin in tutte le maggiori   città del paese. Bitcoin Embassy fa la sua parte: è una delle location fisiche più importanti   per comprare e scambiare bitcoin.

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