Economia 10 Febbraio Feb 2015 1213 10 febbraio 2015

Conti correnti, come cambiare banca

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Cambiare il conto corrente in due settimane Cambiare conto corrente in 15 giorni, senza spese e senza troppe trafile burocratiche. E' la possibilità che avranno presto i risparmiatori italiani, grazie a un decreto-legge approvato poche settimane fa dal governo Renzi per dare attuazione e una direttiva europea e aumentare la concorrenza tra le banche. Trasferire i soldi da un istituto di credito a un altro, spostando anche le operazioni ricorrenti come l'addebito delle bollette o l'accredito dello stipendio, potrebbe diventare dunque molto facile, quasi come il cambio di un gestore telefonico o di un fornitore della luce e del gas. E' bene però non farsi troppe illusioni poiché le norme appena varate dall'esecutivo devono ancora essere convertite definitivamente in legge dal Parlamento, che deve dare il via libera entro la fine di marzo. Inoltre, secondo le associazioni dei consumatori, le nuove procedure dovranno probabilmente essere definite meglio attraverso dei decreti attuativi, visto che esistono ancora alcune zone d'ombra sulle modalità con cui avverrà nel concreto il cambio di conto. Ma ecco, più nel dettaglio, le novità all'orizzonte per milioni di risparmiatori.

Carte di credito ADDIO CARA E VECCHIA BANCA. Il decreto del governo Renzi modifica alcune norme del Testo Unico Bancario (Tub) stabilendo il diritto per tutti i correntisti a chiudere il proprio conto e a trasferire i soldi presso un altro istituto di credito entro un massimo di 15 giorni. L'operazione, secondo le nuove disposizioni, deve avvenire sempre senza costi per il cliente anche quando vi è il trasferimento di prodotti e strumenti finanziari. Dunque, se un risparmiatore è titolare anche di un conto-titoli dove sono custodite delle azioni, delle obbligazioni o dei Buoni del Tesoro, potrà   trasferirli gratis presso un'altra banca. Oggi, per questa operazione, molti istituti richiedono spesso dei balzelli di diverse decine se non centinaia di euro. La novità più importante, che dovrebbe dare   una spinta decisiva alla concorrenza, riguarda però la procedura utilizzata per il passaggio da un   istituto all'altro. In pratica, il correntista si rivolgerà direttamente alla banca in cui intende trasferire i propri soldi, la quale penserà a portare a termine tutte le trafile burocratiche per il passaggio dei titoli e delle giacenze. Il risparmiatore dovrà semplicemente compilare un modulo-standard, uguale in tutti gli istituti, specificando le proprie generalità e gli estremi del vecchio conto, oltre agli accrediti e addebiti ricorrenti che intende trasferire. Se la vecchia banca farà ostruzionismo e non rispetterà la scadenza di due settimane prevista dalla legge, sarà costretta a liquidare un risarcimento all'ex-cliente, per ogni giorno di ritardo.

Assegni OCCHIO AGLI ASSEGNI E ALLE CREDIT CARD. Non è ancora ben chiaro, tuttavia, come si comporteranno le banche quando i loro correntisti chiederanno di chiudere un conto, senza prima aver saldato gli assegni ancora in circolazione o i pagamenti effettuati nel mese precedente con la carta di credito. Oggi, per estinguere un rapporto, gli istituti di credito chiedono di solito al cliente di lasciare in giacenza una quantità di denaro sufficiente a coprire le pendenze ancora scoperte. In assenza dei fondi, infatti, le banche hanno buon gioco nel ritardare tutte le procedure per la chiusura del vecchio conto. E' bene dunque avere un po' di accortezza e cercare di evitare questi intoppi burocratici, che possono dilatare i tempi necessari all'estinzione del rapporto. COME SCEGLIERE IL NUOVO CONTO. In attesa che le nuove regole approvate dal governo entrino definitivamente in vigore, i risparmiatori italiani possono intanto guardarsi un po' in giro e vedere se , sul mercato, c'è un conto corrente meno caro rispetto a quello che possiedono oggi, con la prospettiva di cambiare banca nei prossimi mesi. Innanzitutto, per valutare quanto costa un deposito, è bene tenere d'occhio un importante parametro, che gli istituti di credito hanno l'obbligo di indicare nelle note informative di ogni prodotto. Si chiama Isc (indicatore sintetico di costo) e misura la spesa media annua sostenuta da tre diverse categorie di correntisti (giovani, famiglie e pensionati), per la gestione del proprio conto. Per trovare i prodotti che hanno l'isc più basso, può essere molto utile navigare tra le pagine web dei preventivatori online come Facile.it, Segugio.it e Sostariffe.it. che permettono di confrontare su internet, in pochi secondi, le condizioni applicate alla clientela dalle maggiori banche italiane. Tra i conti correnti meno cari segnalati in questo momento dai preventivatori, ci sono per esempio HelloMoney di Hello Bank (gruppo BnlBnpparibas), il conto di Widiba (la banca online del Monte dei Paschi di Siena), Freedom One di Banca Mediolanum, il Conto Corrente Arancio di Ing Direct, Youbanking del Banco Popolare, il conto di CheBanca! (gruppo Mediobanca) e quello di Fineco (gruppo Unicredit). Sono tutti depositi che possono essere gestiti a distanza, cioè via internet o con gli smartphone e che, per una famiglia con un'operatività bancaria media, hanno un isc pari a zero o inferiore a 30 euro all'anno.

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