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ECONOMIA 10 Febbraio Feb 2015 2000 10 febbraio 2015

Crisi, industria e mutui: segnali di ripresa

Istat: la produzione sale da 2 mesi dopo un anno. Abi: prestiti per la casa +32,5% nel 2014.

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Secondo i dati Istat la produzione di auto è cresciuta a dicembre 2014 del 30,4% e nell'intero anno del 9,2%.

Da industria e mercato immobiliare arrivano i primi segni di ripresa. Se infatti gli ultimi dati Istat mostrano un calo della produzione dello 0,8% nel 2014, registrano anche un aumento a dicembre, sullo stesso mese del 2013, dello 0,1% e dello 0,4% su novembre.
Un nuovo rialzo dopo quello congiunturale dello stesso novembre. Era da oltre un anno che non si verificavano due mesi consecutivi con il segno più.
L'Abi, intanto, ha segnalato una forte crescita dei mutui alle famiglie con un aumento del 32,5% delle nuove erogazioni nel 2014: hanno raggiunto 25,2 miliardi di euro superando anche il livello del 2012.
PRODUZIONE DI AUTO SU DEL 9,2% NEL 2014. Tornando all'industria, i tecnici Istat hanno sottolineato inoltre la «performance molto positiva dei mezzi di trasporto» con la produzione di auto che è cresciuta a dicembre del 30,4% e nell'intero anno del 9,2%. Fa ben sperare anche l'aumento dei beni strumentali (+6,5% a dicembre e +0,2% nel 2014) che potrebbe indicare una ripresa degli investimenti aziendali.
CONFINDUSTRIA: «A GENNAIO CRESCITA DELLA PRODUZIONE INDUSTRIALE DELLO 0,2%». Il centro studi di Confindustria ha parlato di «prospettive favorevoli» e per gennaio «stima un incremento della produzione industriale dello 0,2%» rispetto a dicembre. Questa stima «porta la crescita acquisita della produzione industriale nel primo trimestre a +0,6%».
LA UIL METTE IN GUARDIA CONTRO GLI ECCESSI DI OTTIMISMO. Invece il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, ha messo in guardia dagli eccessi di ottimismo e ha sottolineato che l'aumento della produzione a dicembre «è minimo».
LE ASSOCIAZIONI DI CONSUMATORI: «SITUAZIONE DRAMMATICA». Si sono spinti oltre Federconsumatori e Adusbef secondo i quali la situazione è «drammatica» e la produzione «subisce i contraccolpi negativi della carente domanda interna, alimentando a sua volta la disoccupazione».
Più ottimistica l'analisi del senior economist di Intesa Sanpaolo, Paolo Mameli: «L'industria già nella parte finale del 2014 ha cominciato a beneficiare degli effetti dell'indebolimento del cambio e del calo delle quotazioni delle materie prime», ha affermato, e «il trimestre in corso potrebbe essere per l'industria il più positivo degli ultimi quattro anni».

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