Economia 10 Febbraio Feb 2015 1044 10 febbraio 2015

Mediobanca, ricavi A 1.014,2 milioni +16%

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Alberto Nagel, amministratore delegato di Mediobanca Mediobanca chiude il semestre con un utile di 260,6 milioni, rispetto ai 304,7 milioni un anno fa, quando il risultato aveva beneficiato di dismissioni per 151,2 milioni (15,3 milioni in questo semestre). L'utile operativo balza del 58% a 321 milioni. I ricavi crescono del 15,9% a 1.014,2 milioni. Il semestre, che per Mediobanca è il primo dell'esercizio 2014-2015, vede una sostenuta ripresa delle attività bancarie, sottolinea l'istituto nel comunicato. Le commissioni nette salgono del 36% a 260 milioni, il trading passa da 17 a 83 milioni e il margine di interesse cresce del 2% a 548 milioni, favorito anche dalla ripresa dei volumi di impiego (+4%). BENE ATTIVITA' CORPORATE E INVESTMENT BANK. Nell'attività corporate e investment banking i ricavi crescono del 44%, trainati dalle commissioni (191 milioni, +54%), mentre il trading è ampiamente positivo (da 8 a 79 milioni). L'utile operativo risulta quadruplicato a 171 milioni. Nell'attività retail & consumer banking l'utile operativo normalizzato cresce del 34% a 70 milioni. Nel consumer gli impieghi crescono del 10% e il margine di interesse del 9%. Nel retail la raccolta complessiva è stabile a 13 miliardi, con una crescita della raccolta indiretta (a 2,1 miliardi dagli 1,5 di giugno). Il retail vede una perdita ridotta da 10 a 8 milioni. Nel principal investing infine, dopo gli 840 milioni di partecipazioni cedute nell'esercizio 2013-2014 (con 240 milioni di utili) sono stati venduti ulteriori 80 milioni, con utili per 15 milioni. Mediobanca ha ceduto tra l'altro il 9,9% di Santè per 38,4 milioni, con un utile di 7,6 milioni. SU GENERALI PROCEDE PIANO DISMISSIONI. Per valorizzare la quota del 3% in Generali che Mediobanca secondo il piano al 2016 intende cedere per scendere al 10% circa della compagnia, «potremmo esaminare operazioni di scambio della partecipazione con asset che siano coerenti con l'iter del nostro gruppo bancario». Lo ha detto l'Ad Alberto Nagel chiarendo comunque che «la partecipazione sarà oggetto di dismissione nel prossimo esercizio». «In banca è cresciuta la convinzione - ha spiegato Nagel circa la quota in Generali - che in linea con l'andamento aziendale sarebbe interessante sostituire questa partecipazione con un asset o con attività bancarie, per accelerare quel percorso di incremento di redditività e sviluppo che una banca specializzata come noi ha potuto conseguire in un momento non molto florido dell'economia italiana". RCS: PRONTI A VOTARE LISTA CDA CONDIVISA. Mediobanca è pronta a votare una lista per il rinnovo del consiglio di amministrazione di Rcs, all'assemblea del gruppo editoriale, «che abbia qualità e autorevolezza e che sia condivisa dai principali soci. Con queste due caratteristiche sicuramente noi non faremo mancare il nostro» supporto. Lo ha detto l'Ad dell'istituto Alberto Nagel. Mediobanca ha una partecipazione "superiore al 6%" di Rcs, ha ricordato. «E' verosimile che per il nostro prezzo di carico non ci siano le condizioni per poter cedere la partecipazione in Rcs nelle prossime settimane - ha spiegato Nagel - ed è quindi possibile che si abbia un partecipazione superiore al 6% allorquando i soci saranno chiamati ad esprimersi sul rinnovo del consiglio. Noi accompagneremo volentieri il rinnovo del consiglio" purché abbia delle caratteristiche, e «sia maggiormente 'empowered' nell'affrontare e risolvere le tematiche che l'industria dell'editoria pone, così come il profilo finanziario dell'azienda pone». L'attuale consiglio, ha comunque ricordato l'Ad Mediobanca, ha già avviato in parte questo lavoro.

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