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NODO 11 Febbraio Feb 2015 1304 11 febbraio 2015

Aiuti Grecia, Berlino frena sull'accordo

Prima dell'Eurogruppo intesa sulle riforme tra Tsipras e Ocse. La Germania: «Non si cambiano regole».

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Alexis Tsipras.

Ottimismo ellenico e freddezza teutonica.
L'emergenza greca si muove su queste due direttrici nel giorno dell'Eurogruppo a Bruxelles. Tutti i ministri delle Finanze sono in Belgio, ma Atene e Berlino sembrano ancora lontane e probabilmente servirà il summit del 12 febbraio con i capi di Stato per arrivare a una vera intesa.
DIJSSELBLOEM PRENDE TEMPO. «Non mi aspetto risultati subito, per noi il punto di partenza è il programma che già i greci hanno e ritengo che debbano attenersi a quello mandando avanti le riforme», ha dichiarato il presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem. Mentre il commissario Ue Pierre Moscovici ha spiegato che si lavora «a un buon accordo», che «tenga conto del risultato elettorale, ma anche il governo deve riconoscere che esiste un programma». Si lavorerà a un «compromesso» basato «sull' ascolto degli elettori e sul rispetto pieno e intero degli impegni».
GRECIA AL LAVORO CON OCSE. Intanto, la Grecia ha le idee chiare. Il ministro dell'economia Yanis Varoufakis ha intenzione di chiedere una soluzione ponte di sei mesi per il debito, pur conoscendo l'avversione del collega tedesco Schaeuble. Che, ancora una volta, ha ribadito: «Ognuno è libero di fare quello che vuole, ma un programma esiste e o viene portato a compimento o non abbiamo più un programma». L'11 febbraio, intanto, si sono incontrati il primo ministro greco Alexis Tsipras e il segretario generale dell'Ocse Angel Gurria. Si è trovata un'intesa sul fatto di lavorare insieme per la revisione delle riforme imposte alla Grecia dai creditori. Inoltre un nuovo comitato di riforme dovrebbe lavorare con l'Ocse in una prospettiva di lungo termine.
BERLINO FRENA SU ACCORDO. Ma nonostante i passi avanti della Grecia continua la diffidenza tedessca.
«Cerchiamo una soluzione. Non ci dobbiamo aspettare che oggi si arrivi a conclusioni definitive. Ora bisogna ascoltare dal governo greco le proposte», ha detto il portavoce del ministro delle Finanze tedesco Martin Jaeger.
«Il tempo è limitato», ha aggiunto, «ma non è necessario arrivare oggi a una conclusione».
Inoltre Jaeger è stato chiaro: «A proposito della Troika o del memorandum, si può parlare dei concetti ma non cambierà la sostanza dei regolamenti».
SPUNTANO AIUTI DALLA RUSSIA. Ma la Grecia potrebbe avere un'ultima carta per mettere pressione all'Ue: la Russia.
Infatti il ministro degli Esteri del Cremlino Serghiei Lavrov ha detto che il Cremlino prenderà in considerazione «la possibilità di concedere aiuti finanziari alla Grecia se tale richiesta arriverà da Atene».

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