Casero 130916170630
ECONOMIA 11 Febbraio Feb 2015 1527 11 febbraio 2015

Delega fiscale, il governo chiede sei mesi di proroga

Il viceministro Casero: «É indispensabile». Slitta la norma 'Salva-Berlusconi'.

  • ...

Luigi Casero, viceministro dell'Economia.

Il governo chiederà una proroga di sei mesi della scadenza della delega fiscale prevista per il 27 marzo.
Lo ha annunciato il viceministro dell'Economia Luigi Casero, in audizione alla commissione Finanze della Camera, giudicando la proroga «indispensabile». «Il governo» - ha detto Casero in audizione - «vuole riprendere lo spirito della delega e dei primi decreti, approvati con un ampio dibattito delle commissioni, delle quali sono stati recepiti i pareri». Con i primi decreti insomma, si sono rispettati «i tempi lunghi della tempistica legislativa».
«SERVE DIBATTITO AMPIO». Lasciando la scadenza del 27 marzo, invece, «non sarebbe stato possibile approvare i decreti con un minimo dibattito parlamentare e noi - ha ribadito - riteniamo che il dibattito debba essere anzi ampio». Secondo il viceministro, la richiesta di «3 + 3» può quindi far fronte «all'esigenza di dare norme al Paese entro l'anno e allo stesso tempo di rispettare il dibattito parlamentare».
Nel Consiglio dei ministri del 20 febbraio arriveranno i decreti delegati sui giochi, sulle imprese e per l'attrazione dei capitali, poi toccherà a «contenzioso, accertamento e alla parte sanzionatoria», ha detto Casero alla Camera. Il governo punta così a presentare «due scaglioni di provvedimenti omogenei».
SLITTA LA 'SALVA BERLUSCONI'. Il decreto sulle sanzioni, che il viceministro dell'Economia ha rimandato a una data successiva a quella del 20 febbraio inizialmente fissata dal premier Matteo Renzi, è quello già approvato il 24 dicembre, quello che contiene cioè il tetto del 3%, la cosiddetta norma 'Salva-Berlusconi'.
CRITICHE DA FASSINA. Il decreto ha sollevato infinite polemiche, spingendo il governo a ritirarlo per studiare una modifica. I tempi sembrano però allungarsi rispetto a quelli previsti. Per Stefano Fassina il rinvio è da considerarsi «un segnale negativo, non se ne capisce il senso: sul piano tecnico il provvedimento è pronto». «Resta», ha aggiunto, «un decreto con effetti potenziali sul capo dell'opposizione: mi rifiuto di pensare che il governo lo usi per condizionare Berlusconi».

Articoli Correlati

Potresti esserti perso