Hsbc 121112161142
SCANDALO 11 Febbraio Feb 2015 1000 11 febbraio 2015

Hsbc, i torbidi giri d'affari del colosso bancario dal 2012

Riciclaggio di denaro dal traffico di droga. Ricchi clienti finanziatori di al Qaeda. Silenzi, ammissioni, multa da 1,9 miliardi. Le ombre sulla banca di SwissLeaks.

  • ...

Una sede della banca svizzera Hsbc.

È accusata di aver reso possibile, attraverso le sue filiali in Svizzera, una maxi evasione da oltre 180 miliardi di euro.
Denaro sottratto al Fisco che transitava sui conti di Ginevra, oltre 100 mila clienti coinvolti, i nomi di 20 mila società offshore nel mirino.
Ma ora la Hsbc - colosso bancario con sede a Londra e testa a Hong Kong, il più grande istituto di credito in Europa - potrebbe finire nei guai con altre gravi accuse.
OMBRE GIÀ NEL 2012. Nulla di nuovo, in un certo senso. Nel 2012, in base alle risultanze dell'indagine effettuata dal dipartimento di giustizia americano sulle attività della holding, il Senato Usa concluse che la banca inglese aveva permesso il riciclaggio di denaro proveniente dal traffico internazionale di droga, dei cartelli colombiani e messicani; ospitato conti correnti riconducibili a finanziatori del terrorismo islamico (sotto accusa finirono anche i rapporti con la banca saudita di Al Rajhi, sospettata di sovvenzionare al Qaeda); consentito ad alcune aziende di effettuare transazioni con l'Iran violando l'embargo.
MULTA DA 1,9 MILIARDI. «È giusto accettare la responsabilità ed è giusto rimediare agli errori commessi», si scusò allora l'amministratore delegato di Hsbc, Stuart Gulliver.
La banca fu condannata a pagare una multa da 1,9 miliardi di dollari per evitare l'incriminazione e il caso fu chiuso.
L'inchiesta di Le Monde e dell'International Consortium of Investigative Journalists, che ha svelato, ancora solo parzialmente, i nomi dei correntisti schermati dal segreto bancario, ha spinto le autorità americane a riprendere in mano il file Hsbc, per verificare se tra gli evasori ci siano anche cittadini americani.
Ma il dipartimento di Giustizia potrebbe non fermarsi qui, riferisce la Reuters, e riaprire anche l'inchiesta chiusa nel 2012.

Una banca che rafforzò gli scambi Usa-Europa-Asia

Una sede del colosso bancario svizzero Hsbc.

Per capire le dimensioni della vicenda, bisogna fare un passo indietro e muoversi verso Est, fino a Hong Kong.
Fu nell'ex colonia britannica che, nel 1865, il finanziere scozzese Thomas Sutherland, membro del Liberal party, decise di fondare la Hongkong and Shangai banking corporation, con l'idea di rafforzare gli scambi commerciali tra l'Europa, gli Stati Uniti e l'Asia.
Nel giro di poco tempo la scommessa di Sutherland si rivelò vincente. La banca cominciò ad aprire sedi in tutta l'Asia, divenendo la più grande istituzione finanziaria dell'area, e successivamente in America, Europa e Medio Oriente.
ESPANSIONE NEGLI ANNI 70. Colpita dalla depressione economica della Seconda guerra mondiale, a partire dagli Anni 70 avviò una nuova fase di espansione con una serie di operazioni di mergers and acquisitions.
Fino al 1991, quando fu creata la Hsbc Holding a Hong Kong, la mente del gruppo che ha il suo quartiere generale a Londra.
DA MOZZO A NUMERO UNO. Presidente è stato dal 1988 al 2006 sir John Bond, un inglese nato a Oxford nel 1941 che, dopo il college, non avendo superato i test di ammissione alla prestigiosa università della sua città natale si trasferì per un anno in California, negli Stati Uniti, prima di imbarcarsi come mozzo su una nave che da Long Beach l'avrebbe portato a Hong Kong.
A 19 anni entrò nella Hsbc e sotto la sua direzione la banca continuò la politica d'espansione cara al suo fondatore.
Nel 2005 Bond annunciò le sue dimissioni (è entrato poi in Vodafone) cedendo il posto all'allora amministratore delegato Stephen Green.
GREEN CONTRO BLOOMBERG. Pochi mesi dopo un'inchiesta di Bloomberg rivelò per la prima volta le responsabilità della banca nell'aver consentito, se non volontariamente coperto, il riciclaggio di denaro sporco proveniente dal traffico di stupefacenti e nell'aver offerto la possibilità di transazioni finanziarie a ricchi uomini d'affari accusati di finanziare il terrorismo internazionale.
Green reagì piccato accusando la rivista di infangare la reputazione della banca con un «attacco irresponsabile» e infondato.
Rifiutò però di rispondere alle domande della Bbc che aveva cominciato a indagare sulla vicenda.
MA GULLIVER POI AMMISE. L'inchiesta di Bloomberg e quelle che seguirono sono finite agli atti del dipartimento di giustizia e nel 2012 il nuovo amministratore delegato dell'Hsbc, Stuart Gulliver, ammise in una lettera al suo staff che «tra il 2004 e il 2010» i sistemi di controllo anti-riclaggio della banca non avevano funzionato e che il comportamento del management era stato «inaccettabile».

Pesci troppo grossi per finire in carcere

Nel dossier Falciani dell'inchiesta SwissLeaks anche 7 mila italiani.

Green intanto era diventato ministro del commercio nel governo conservatore di David Cameron (è rimasto in carica fino al 2013).
Due anni fa, il giornalista Matt Taibbi, noto per le sue inchieste sulla finanza internazionale, dedicò alla vicenda Hsbc un lungo reportage investigativo sulla rivista Rolling Stone, dal titolo eloquente: 'Gangster Bankers: Too Big Too Jail'. ('Banchieri gangster: troppo grandi per andare in galera').
SESTA SOCIETÀ AL MONDO. Oggi la Hsbc presieduta da Douglas Flint ha 6.200 uffici sparsi in 74 Paesi del mondo, 254.066 dipendenti, una capitalizzazione da 192 miliardi di dollari (fonte: Forbes) che la rende il primo gruppo bancario europeo e la sesta società più potente del mondo.
COLOSSI TRA GLI AZIONISTI. La proprietà è divisa tra azionisti istituzionali e fondi di investimento privati. Colossi come Credit Swiss, i fondi di investimento Usa Dodge&Cox e Capital Research Global Investors, Lazard Asset Management detengono quote azionarie.
Il 10 febbraio Le Monde ha svelato che tra i correntisti “protetti” dalla banca inglese ci sarebbero anche una ventina di nomi dei principali finanziatori di al Qaeda.

Correlati

Potresti esserti perso