Economia 11 Febbraio Feb 2015 1907 11 febbraio 2015

Piazza Affari termina in calo: -0,77%

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Borsa Milano Piazza Affari archivia in territorio negativo una seduta dominata, anche a livello europeo, dal nervosismo e dall'incertezza sull'esito delle riunioni per risolvere la crisi del debito greco. L'indice Ftse Mib chiude in calo dello 0,77%, così come l'Allshare. Volumi nel finale per oltre 3 miliardi di euro. In Europa il benchmark Ftseurofirst300 arretra dello 0,35%. Spunti selettivi a Milano arrivano dal fitto calendario di trimestrali, che oggi vede protagoniste in primo luogo le banche con Unicredit affossata dalla pubblicazione dei conti. Fa da contraltare il balzo delle utility dopo che la Corte costituzionale ha sancito l'illegittimità della Robin tax, un'imposta aggiuntiva per le aziende del settore petrolifero ed energetico. Unicredit ha centrato il target di 2 miliardi per l'utile netto 2014 ma il mercato si è concentrato sulla discesa dei ratio patrimoniali, dovuta principalmente alla recente svalutazione del rublo, punendo il titolo con un ribasso che in chiusura si attesta al 3,5% con volumi nettamente superiori alla media. SOFFRONO I BANCARI Il settore bancario italiano lascia sul campo l'1% circa a fronte di un -0,9% del comparto europeo ma al suo interno i titoli si muovono in ordine sparso. In rialzo di circa un punto percentuale sulla scia dei risultati Pop Emilia e Pop Milano. Intesa Sanpaolo guadagna lo 0,4% mentre Mps  cede l'1,3%, Mediobanca e Ubi  l'1,2%. Snam e Terna in testa al listino principale rispettivamente con +3% circa e +2,3%. La salita dei titoli è iniziata fin dalla mattinata sull'indiscrezione, poi confermata, della cancellazione della Robin tax, l'addizionale Ires del 6,5% che grava sui settori energia e utility. BENE GLI ENERGETICI Positive anche A2A (+1,2%), Enel (+0,4%), Enel Green Power (+2,2%) e altri titoli del comparto. Gli operatori giudicano molto positivamente la notizia per il settore delle utility e in particolare per Snam e Terna, proprietarie rispettivamente della gran parte dei gasdotti e degli elettrodotti italiani. Lettera su Eni che cede oltre il 2% in un settore oil&gas europeo negativo che paga la contrazione del prezzo del petrolio. Giù anche Saipem (-2,9%). Mediolanum scivola dopo i dati 2014 chiudendo in ribasso del 2,5%. Cede l'1,4% Unipolsai e fa ancora peggio la controllante Unipol (-6,7%). Entrambe hanno dato i risultati questa mattina prima dell'apertura della borsa. Tra i minori balzo superiore al 12% per Aereoporto di Firenze e di oltre il 4% per Sat dopo gli ok delle rispettive assemblee alla fusione.  Dopo lo stop della vigilia riprende la corsa di Aedes con un progresso di più del 14%.

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