Economia 11 Febbraio Feb 2015 1148 11 febbraio 2015

Ubi Banca, la Finanza perquisisce le sedi

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Giovanni Bazoli Perquisizioni nelle sedi di Ubi banca sono state effettuate l'11 febbraio da parte della Guardia di finanza. Nell'occhio del ciclone sono finiti i vertici dell'istituto e il presidente del consiglio di sorveglianza di Banca intesa San Paolo Giovanni Bazoli nella qualità di presidente dell'Associazione banca lombarda e piemontese. I nomi emersi tra i vertici sono quelli di Franco Polotti, presidente del consiglio di gestione di Ubibanca, Andrea Moltrasio, presidente del consiglio di sorveglianza, Victor Massiah, amministratore delegato, Mario Cera, vicepresidente vicario dle consiglio di sorveglianza, e Emilio Zanetti, consigliere di amministrazione della Banca Popolare di Bergamo e della Banca Popolare Commercio e industria. Per i sei il reato ipotizzato è ostacolo alla vigilanza. IL NODO DELLE ASSEMBLEE. Per illecita influenza su assemblea, invece, sono stati inseriti nella lista degli indagati Antonella Bardoni, presidente della Confiab (Confederazione artigiani di Bergamo) e componente il consiglio di sorveglianza di Ubi Banca, Giuseppe Sciarrotta, responsabile del servizio rapporti con i soci dell'istituto, Guido Marchesi, consulente dello stesso servizio, Marco Mandelli, direttore generale della Banca Popolare Commercio e Industria (gruppo Ubi),e Rossano Breno, in passato presidente della Compagnia delle Opere di Bergamo. PERQUISITA LA COMPAGNIA DELLE OPERE. Oltre che nelle sedi di Ubi banca le perquisizioni, operate da militari del Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza, sono state estese anche nella sede di Bergamo della Compagnia delle Opere e della Confiab (Confederazione degli artigiani di Bergamo). Secondo quanto si apprende ai vertici di Ubi banca vengono contestate nuove ipotesi di reato rispetto a quelle già attribuite nel maggio del 2014. BAZOLI: «ESTRANEO A INDAGINE». Dopo il blitz è arrivato il commento di Bazoli: «La recente attività investigativa disposta dalla procura di Bergamo, di cui ha dato notizia la stampa, afferisce al medesimo procedimento in corso dall'anno passato». Il presidente del Cds di Intesa ha dichiarato quindi «la propria totale estraneità ai fatti che sono oggetto delle nuove prospettazioni di indagine». L'inchiesta della procura aveva contestato ai vertici di Ubi banca e anche di Ubi leasing i reati di ostacolo alle funzioni di vigilanza e solo a Ubi leasing quelli di truffa e riciclaggio. Il reato di ostacolo all'attività di vigilanza si riferiva a presunte, gravi anomalie nella modalità di comunicazione riguardo alle indicazioni dei vertici di Ubi-Banca, nata dalla fusione di Banca Popolare di Bergamo e altre Banche Popolari. TRA DELEGHE FALSE E RICICLAGGIO. Secondo l'accusa, due gruppi di azionisti di Ubi-Banca - l'Associazione Amici di Ubi e l'Associazione Banca Lombarda e Piemontese, quest'ultima presieduta da Bazoli - avrebbero messo in campo, senza che le autorità di vigilanza ne avessero compiuta conoscenza, un sistema di regole tale da predeterminare i vertici di Ubi-Banca, con deleghe in bianco e false. Quanto ai reati di truffa e riciclaggio contestati agli ex dirigenti di Ubi-Leasing la magistratura ipotizza gravi irregolarità nella compravendita di beni di lusso, tra i quali imbarcazioni e aeromobili. Tali beni - sempre secondo le ipotesi dell'accusa - venivano ceduti in leasing a persone fisiche e società.

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