Economia 12 Febbraio Feb 2015 2315 12 febbraio 2015

Banche, tutti i dossier sul tavolo di Padoan

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Pier Carlo Padoan La trasformazione delle Popolari in Spa. La Bad bank per liberare gli istituti dai 181 miliardi di sofferenze. L’istituto del papà del ministro Maria Elena Boschi (Banca Etruria) da commissariare. L’ingresso del Tesoro nel capitale di Mps. Sono tanti i dossier bancari sulle scrivanie di Matteo Renzi e di Pier Carlo Padoan. Perché se il premier vuole rottamare “un’Italia con troppi banchieri e poco credito”, il ministro dell’Economia vede nelle stesse banche il bug che blocca la ripresa italiana: infatti hanno troppe esposizioni su bad loans e titoli di Stato per potere aumentare i prestiti a famiglie e imprese.

Banca Popolare Milano LA RIVOLUZIONE DELLE POPOLARI. I primi riscontri dell’inchiesta della Consob sugli strani movimenti in Borsa sui titoli delle Popolari hanno portato risultati alquanto imbarazzanti per il governo: già una settimana prima che il governo annunciasse la trasformazione di queste banche in Spa, c’era chi rastrellava titoli di questi istituti. Secondo Giuseppe le speculazioni hanno portato a guadagni superiori ai 10 miliardi. E a rendere ancora più insostenibile la situazione per Palazzo Chigi sia il fatto che tra i maggiori raider ci sia stato quel Davide Serra (Algebris), renziano a tutto famoso per aver chiesto una restrizione del diritto di sciopero, sia quello che Banca Etruria dove è vicepresidente Pier Luigi Boschi (padre del ministro delle Riforme) ha visto crescere la sua capitalizzazione tra il 19 e il 23 giugno del 65 per cento. Su ispirazione di Ignazio Visco - il quale, in verità, sperava in un provvedimento più profondo - Renzi e Padoan hanno eliminato il voto capitario negli istituti con attivi superiori agli 8 miliardi. Così facendo hanno colpito l’ultimo baluardo della finanza cattolica, tanto da aver scatenato le ire di larghe fette del Pd e dei centristi della maggioranza. Assopopolari lavora a un’autoriforma, anche se sperano che le pressioni di parlamentari amici spingano il governo a inserire un tetto azionario per limitare il peso dei futuri soci finanziari. E non è detto che non succeda. Intanto la Banca d’Italia ha di «riformare con rapidità» anche il sistema delle banche di credito cooperativo, portandole verso «una maggiore integrazione» con le Popolari.

Banca Etruria L’IMBARAZZANTE CASO DI BANCA ETRURIA. L’11 febbraio la Banca d’Italia e il ministero dell’Economia hanno disposto il commissariamento di Banca Entruria. La Vigilanza e il Tesoro hanno motivato la decisione per le "gravi perdite del patrimonio" e per le "consistenti" rettifiche sui crediti emerse in alcune ispezioni nel 2014, che portarono anche a una salata multa per i vertici dell’istituto. Tra i quali c’è Pier Luigi Boschi. Negli ultimi giorni questa banca è tornata alla ribalta della cronaca per i guadagni in Borsa prima dell’annuncio di Renzi sulla riforma della Popolari: negli ultimi 18 giorni, e prima di essere sospesa dal listino di Piazza Affari, Banca Etruria ha visto passare la sua capitalizzazione dai 79 milioni di euro ai quasi 127 milioni di euro di ieri.

Antonio Patuelli LA BAD BANK DI SISTEMA. Il primo a parlare di un calderone dove buttare i 181 miliardi di sofferenze (prestiti non rimborsati, mutui di creditori insolventi, incagli…) è stato il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco. Il quale, anche senza nominarla, aveva suggerito una Bad Bank sul modello spagnolo, dove lo Stato e i privati condividono i rischi della smobilitazioni di queste cartolarizzazioni. Anche Padoan è convinto che serva un intervento per rilanciare la dinamica dei prestiti. Ma i suoi piani sono diversi. Non a caso Antonio Patuelli, presidente dell’Abi, ha dichiarato: «Non si sta costruendo nessuna ipotesi di bad bank. Il governo studia due ipotesi e si va verso altre misure di sollecitazione per la ripresa e che regali alle banche non ci sono mai stati e mai ci saranno». Infatti si lavora su norme procedurali per creare in Italia quel mercato dei collaterali , che da noi è minimale. Da un lato sarebbe prevista un’equiparazione fiscale tra il nostro sistema e quello europeo sulle minusvalenze legate alle cartolarizzazioni, un’altra sulle garanzie per le imprese che comprano questi titoli. Le banche italiane, che nel 2014 hanno realizzato 8 miliardi di accostamenti proprio in questa direzione, si dividono sul da farsi: Intesa sta creando un soggetto in proprio con Unicredit, la Ubi di Victor Massiah aspetta di vedere il decreto. Intanto la scorsa settimana Padoan è volato a Bruxelles per incontrare i Pierre Moscovici, Valdis Dombrovskis e Margrethe Vestager per avere l’avallo sulla bad bank italiana. Il ministro avrebbe messo sul tavolo la riforma delle popolari, che sta molto a cuore a Bruxelles: potrebbe essere un precedente per scalfire il sistema delle Landsbank e delle Sparkasse tedesche, da tempo nel mirino della Ue per la sua scarsa trasparenza.

La sede Monte dei Paschi di Siena LA NAZIONALIZZAZIONE DI MPS. Nonostante tutti i tentativi fatto per evitare la cosa, il Tesoro sarà costretto a entrare in Monte dei Paschi di Siena, dopo essere uscito dal settore vent’anni fa. Complice la maxiperdita nel 2014 da 5,34 miliardi (dei quali 4,2 miliardi nel solo quarto trimestre), i vertici dell’istituto senese hanno annunciato di non poter pagare gli interessi sui Monti Bond sottoscritti per salvare Rocca Salimbeni. Si tratta di 240 milioni che daranno diritto allo Stato di controllare il 10 per cento dell'istituto diventando così l'azionista di riferimento. Quota che già tra qualche mese, con l’aumento di capitale previsto da 3 miliardi, dovrebbe dimezzarsi. E non è detto che via XX settembre speri di riuscire a piazzare la quota entro la fine dell’anno. Il 12 febbraio il titolo, che era arrivato a perdere il 5 per cento sull'onda della nuova maxi-perdita annunciata 24 ore prima, ha preso il volo arrivando a guadagnare quasi il 19 per cento prima di essere bloccato per eccesso di rialzo.

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