Catasto 141114104306
NOVITÀ 13 Febbraio Feb 2015 1631 13 febbraio 2015

Riforma del catasto, addio a distinzione tra case popolari e di lusso

Con la nuova norma tutti gli appartamenti in un'unica categoria: piano pronto entro il 2019. Chiese restano esentasse.

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La riforma del Catasto è stata prevista dalla legge delega di riforma fiscale numero 23 dell’11 marzo 2014.

È in arrivo una vera e propria rivoluzione per il catasto.
Secondo un documento dell'Agenzia delle Entrate sono numerose le novità in programma.
In primo luogo tutte le abitazioni in fabbricati residenziali saranno inserite in un'unica categoria: addio così a case popolari e immobili di lusso.
Scomparirà la classificazione A/1, A/2, A/3 e tutti gli immobili considerati appartamenti saranno inseriti in 'O/1'.
La bozza di decreto attuativo della delega fiscale sul catasto prevede poi, come si legge nella relazione illustrativa, che sia un provvedimento del Mef a disciplinare «i criteri di individuazione delle abitazioni di lusso», ossia gli immobili signorili (ora A/1), le ville (oggi in categoria A/8) e i castelli e gli immobili di valore storico-artistico (A/9), che avranno forti riduzioni.
NIENTE TASSE PER ABITAZIONI CHIESA. Con la rivoluzione del catasto sono previste tasse sul mattone per le chiese anche con il nuovo catasto.
Nella bozza di decreto delegato i «luoghi di culto» con «caratteristiche edilizie proprie dell'uso specifico cui sono destinati» rientrano tra gli immobili 'improduttivi' cui non va attribuita rendita e valore immobiliare, che sarà la base per il calcolo di Imu e Tasi.
NUOVA BASE IMPONIBILE ENTRO IL 2019. Il campionamento degli immobili dovrà partire entro il primo luglio 2015, mentre entro metà 2018 dovranno essere messe a punto le funzioni statistiche.
L'obiettivo è di aver determinato la nuova base imponibile a dicembre 2019.
Per dare il valore agli immobili nel nuovo catasto entrano anche criteri come ascensore, piano, affaccio e superficie.
Il valore di riferimento di una singola zona sarà infatti aumentato o diminuito in base ad alcuni parametri, tra cui ubicazione e conservazione, e poi moltiplicato per i metri quadrati dell'abitazione.
VALORE PATRIMONIALE PER DETERMINARE TASSE. Cambia la base imponibile per le tasse sul mattone, passando dalla rendita catastale al valore patrimoniale, con l'obiettivo di «assicurare la sostanziale invarianza di gettito complessivo delle imposte erariali e locali (Imu, Tasi, e gli altri balzelli locali)».

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