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ECONOMIA 14 Febbraio Feb 2015 1200 14 febbraio 2015

Elettricità, rivoluzione in bolletta: stop tariffe progressive

Proposta dell'Autorità per l'energia. La possibile svolta a partire da gennaio 2018.

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Un traliccio dell'elettricità.

Svolta sulla tariffa elettrica che non aumenterà più progressivamente in base ai consumi, come avviene, per esempio, per le aliquote Irpef in relazione ai redditi.
Ecco l'obiettivo cui vuole arrivare l'Autorità per l'energia con un documento messo in consultazione e che propone una rivoluzione delle bollette a partire da gennaio 2018.
AGGIORNARE LE POLITICHE. La scelta è stata giustificata perché la struttura tariffaria è considerata ormai obsoleta, che era stata introdotta circa 40 anni fa e che era il frutto di una particolare situazione contingente, vale a dire gli choc petroliferi degli Anni 70: si era, infatti, impostato un programma di austerità energetica che per l'elettricità prevedeva una penalizzazione per chi aumentava i propri consumi, attraverso bollette con prezzi impostati secondo una logica progressiva, con sussidi incrociati e redistribuzioni tra gruppi di clienti. Con il passare degli anni sono apparse evidenti tutte le storture di questo sistema, esemplificate dal classico caso del single benestante che, in proporzione, paga una tariffa inferiore a quella di una famiglia numerosa, e poco capace anche di sostenere consumi più efficienti da un punto di vista ambientale.
PRONTA LA RIVOLUZIONE. Il documento messo a consultazione dall'Autorità propone quindi una serie di possibili e diverse opzioni, ma ne suggerisce una in particolare, per cui le tariffe di rete sono uguali per tutti e non più progressive (applicate con un corrispettivo fisso annuo per ogni utenza, sulla potenza impegnata e sui consumi effettivi) e l'ammontare necessario alla copertura degli oneri generali viene caricato per il 50% in base alla potenza e il 50% sui consumi, differenziando tra residenti e non residenti il corrispettivo per potenza impegnata.
VANTAGGI PER I CONSUMATORI. Una soluzione del genere manterrebbe sostanzialmente invariata la bolletta del consumatore medio (residente con consumi pari a 2.700 kWh e una potenza impegnata di 3 kW), che passerebbe da 438 a 443 euro l'anno. I maggiori benefici sarebbero invece proprio per chi è residente e ha una potenza impegnata fino a 6kW e consumi fino a 6 mila kWh, categoria nella quale dovrebbero rientrare per l'appunto le famiglie numerose, che risparmierebbero la bellezza di 618 euro.
PREVISTI ANCHE SVANTAGGI. Viceversa, la categoria alla quale presumibilmente appartiene il famoso single, cioè con potenza di 3kW e consumi fino a 1.500 kWh, pagherebbe 74 euro in più: ma anche chi ha consumi leggermente superiori, fino a 2.200 kWh, sborserà un po' di più (44 euro).
La categoria più svantaggiata dal nuovo sistema sarebbe invece il cliente non residente con consumi fino a 900 kWh (+129 euro), mentre i non residenti con consumi alti (fino a 4 mila kWh) risparmierebbero 188 euro.
TEMPI LUNGHI PER LA RIFORMA. La riforma proposta dall'Autorità, comunque, non è proprio dietro l'angolo. Se i tempi della consultazione sono piuttosto brevi (c'è tempo fino al 16 marzo), quelli della vera e propria implementazione del nuovo sistema sono parecchio più lunghi: è previsto un percorso che, partendo dal 1 gennaio, si sviluppi nell'arco di due anni e consenta di introdurre la nuova struttura tariffaria a regime dal 1 gennaio 2018.

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