Economia 14 Febbraio Feb 2015 1200 14 febbraio 2015

Immobiliare, Dubai meta da mille e una notte

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Dubai Se qualcuno chiedesse a Safi Qurashi, magnate immobiliare di Dubai e finito in carcere per quasi tre anni rischiando di perdere il suo impero, perché non abbia lasciato l’emirato dopo le traversie giudiziarie, probabilmente si vedrebbe rispondere con un’alzata di spalle: perché andare via? A Dubai ci sono ancora molte opportunità. Qurashi è solo uno degli esempi: numerosi imprenditori, talora figure controverse, hanno costruito la propria fortuna e reputazione sull’ultima bolla immobiliare dell’emirato, quella esplosa nel 2008. Ora dopo alcuni anni di pausa, si ricomincia a costruire, grandi palazzi, progetti che qualcuno definisce troppo ambiziosi. E i giganti del settore sono pronti a scommettere che un nuovo boom sta per cominciare, tanto più che i prezzi delle case crescono in modo esponenziale (+30% nel 2013 e +18% nel 2014). Ecco cosa bisogna sapere.

Dubai World Central Airport 1. PROGETTI FARAONICI SONO GIÀ IN PROGRAMMA Dubai punta a fare da apripista a un nuovo trend del real estate e delle costruzioni, basato più che sulla vendita di proprietà già esistenti, sulla costruzione di nuovi progetti, sempre più costosi. A tirare le fila del discorso è il Governo, che controlla larga parte dei piani di sviluppo immobiliare e non. Tra quelli già in cantiere, il maggiore è quello per il Dubai World Central, un aeroporto che costerà circa 32,7 miliardi di dollari e dovrà fare da hub principale per la compagnia aerea Emirates Airlines, in rapida espansione. Sarà più grande dello scalo londinese Heathrow e dell’O’Hare di Chicago messi insieme e aprirà in otto anni. Altre priorità del Governo sono il Mall of the World, maxi distretto per lo shopping da 6,8 miliardi, e una sorta di parco a tema simile a Disney World da 2,72 miliardi.

The World 2. LA RISPOSTA DEI PRIVATI Gli investitori privati, come lo stesso Qurashi, rispondono con altrettanto vigore alle iniziative del Governo. È il caso per esempio di “The World”, il mondo, un arcipelago artificiale di 300 isole al largo della costa di Dubai, che gli imprenditori vorrebbero rilanciare e trasformare in un gigantesco resort a tema, ispirato alla Gran Bretagna e più in generale ai Paesi europei. Il progetto era stato concepito nel 2003 dallo sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum, ma si è poi arenato, anche se più della metà delle isole era già stata venduta, per cifre tra i 6,2 e i 36,7 milioni di dollari. A ridare nuova linfa all’idea, e a far partire i lavori, è stato il gruppo immobiliare Kleindienst Group, all’opera anche tramite una delle sue controllate JK Properties.

Petrolio 3. IL CALO DEL PETROLIO NON SPAVENTA Il recente calo del petrolio (il barile ha ceduto più del 50% dall’estate, complice anche il fatto che i Paesi dell’Opec non intendono tagliare la produzione per sostenere i prezzi) non sembra scoraggiare il settore immobiliare. Anche se il Fondo monetario internazionale ha tagliato a inizio anno le previsioni di crescita di Dubai, cosa che potrà provocare un rallentamento degli investimenti, l’economia locale dovrebbe restare forte e la crescita dovrebbe restare sostenuta. L’attesa è ora per una crescita del Pil del 4,5% quest’anno e del 4,6% nel 2016, un passo comunque più rapido rispetto al resto degli Emirati Arabi Uniti, per i quali è complessivamente previsto un +3,5% quest’anno e il prossimo.

Expo 2020 4. DUBAI PUNTA SULL’EXPO 2020 A fare da traino all’economia locale, ma anche agli ambiziosi progetti di sviluppo, è l’Expo 2020: l’emirato ha superato gli altri candidati e a fine 2013 si è aggiudicato la possibilità di ospitare l’esposizione mondiale, che sarà occasione per catalizzare nuovi investimenti. Dubai ha già convinto numerosi creditori, tra cui colossi internazionali come Hsbc e Standard Chartered e decine di banche locali, a sostenere i progetti di sviluppo immobiliare collegati alla manifestazione. “Sia che noi andiamo avanti, sia che noi facciamo passi indietro, il mondo andrà avanti, quindi è meglio tenere il passo”, ha detto Salem Almoosa, costruttore che sta sviluppando centinaia di ville e appartamenti inseriti in contesti che replicano le piramidi egiziane, la Tour Eiffel e il Taj Mahal. Per l’Expo Dubai attende 20 milioni di turisti, contro i 12 milioni del 2014 e, stando ai dati di Colliers International, per fare fronte all’aumento di domanda saranno costruite 40.000 nuove stanze d’hotel entro cinque anni.

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