Alessia Mosca 120516185036
MUM AT WORK 14 Febbraio Feb 2015 1455 14 febbraio 2015

In questa Italia donne ai vertici solo con le quote rosa

Per avere politica e aziende al femminile servono le leggi. Mosca: «Siamo migliorati».

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Alessia Mosca.

Le donne non sono capaci da sole di riuscire a scalare i vertici aziendali? Quando fu approvata, ad agosto 2011, la legge sulle quote rosa fece discutere per mesi.
Di leadership alla rubrica Mum at work ha parlato la professoressa Elisabetta Addis, una delle fondatrici di 'Se non ora quando', che ha spiegato come in Italia manchi la cultura delle donne al lavoro.
CARENZA DI MODELLI. Riflessione condivisa anche da Martina Raffaglio - Sda Professor di leadership e team member del Diversity Lab Bocconi - che dice: «In Italia non ci sono modelli di donne in ruoli di leadership. Chi è ai vertici dedica ancora tanto tempo al lavoro e sono poche le donne e mamme che fanno questa scelta».
QUOTA NEI CDA: ALMENO 1/3. La legge sulle quote rosa sarà valida solo fino al 2022, momento in cui le donne all’interno degli organi delle società quotate dovranno essere almeno un terzo.
Si riuscirà a rompere quel muro di gomma che fa rimbalzare le donne giù dai vertici delle società? Perché è necessaria una legge che permetta alle donne, alle mamme, di posizionarsi in ruoli di leadership?
PIÙ DONNE, PIÙ ELASTICITÀ. Come già sperimentato nel resto del mondo, le aziende dove lavorano più donne sono più elastiche in temi di conciliazione tra famiglia e lavoro.
Oggi, arrivati quasi a metà percorso della legge 120/2011, una delle due firmatarie, l'europarlamentare del Partito democratico Alessia Mosca, fa il punto della situazione.
Oggi oltre il 23% delle donne sono membri dei consigli di amministrazione delle società quotate.
UN CAMBIO DI MENTALITÀ. «Le cose stanno andando bene. Le società che non avevano nell'immediato rispettato i termini, una volta diffidate, si sono adeguate spontaneamente, non perché sanzionate. Il risultato per noi è il segnale che sta cambiando anche la mentalità e questo sta avvenendo in tempi davvero rapidi», spiega Mosca.
ALTRE LEGGI PER LA POLITICA. Dopo quella legge ne sono seguite altre due: la 215/2012 sul riequilibrio di genere nelle elezioni degli enti locali e nel 2014 la legge Delrio che ha fissato percentuali precise per le giunte e nei Comuni (con più di 3 mila abitanti): nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40%.
Ma il numero dei “comuni maschilisti” rimane alto (quelli non in regola con le due leggi sarebbero 1.182).
Secondo Mosca «l'impegno delle donne nella vita politica attiva è reso ancora più complesso dalle tempistiche e dalle richieste, anche in termini economici, davvero poco conciliabili con la vita familiare».
BLOOMBERG: SITUAZIONE MIGLIORATA. Bloomberg cha sottolineato che in Italia la situazione per le donne in politica è migliorata.
Ma è davvero così? «Sì, basta pensare a quante sono alla guida di dicasteri importanti. Anche semplicemente la scelta di proporre un'alternanza e partecipazione condivisa del potere decisionale tra uomini e donne costituisce un modello», sostiene l'europarlamentare.
Stando a una ricerca diffusa da Credit Suisse a fine gennaio 2015, la situazione per la presenza delle donne in posizioni chiave in Italia è migliorata.
30 DONNE AL POSTO DI 29 UOMINI. Per la banca svizzera ci sono 30 donne subentrate a 29 uomini nei board italiani, dove il numero di donne manager è arrivato a 119 nel 2014.
E dal 2010 al 2014 la presenza femminile nei board italiani è quadruplicata. Ma secondo lo studio, in Europa mancano ancora 400 donne in posizioni chiave per raggiungere i livelli stabiliti.
«Al momento credo davvero che gli sforzi fatti siano notevoli», spiega Mosca.
«SIAMO STATI I CAPOFILA». «Da parlamentare europeo lavoro per far sì che la proposta di direttiva della ex commissaria Reding, per l'introduzione di quote nel management delle società anche a livello europeo, proceda verso la sua applicazione così da definire un ulteriore passo avanti, in questo caso ancora più dirompente perché esteso a tutta la Uu. In Italia siamo stati capofila, speriamo che il movimento innescato continui con la stessa forza dirompente di questi primi anni».

Twitter @francesca_gui

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