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FACCIAMOCI SENTIRE 16 Febbraio Feb 2015 1235 16 febbraio 2015

Ferrero, un genio italiano coi vizietti all'italiana

Sede in Lussemburgo, cure a Montecarlo, azienda famigliare: ci è cascato anche lui.

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Michele Ferrero, aveva 89 anni.

È morto un (vero) genio dell'imprenditoria italiana: Michele Ferrero.
È lui che ha inventato la Nutella, i Mon Chéri, gli ovetti Kinder, i Tic Tac, l’Estathé o i Ferrero Rocher.
Rilevando l’azienda dai genitori di origini contadine, il signor Ferrero, partito con una piccola pasticceria, ha portato l’azienda di Alba a circa 8 miliardi di euro di ricavi l’anno senza peraltro mai sentire la necessità di doverla quotare.
Si tratta di una bellissima storia italiana, ma che contiene in sé alcuni aspetti del modo di fare italico.
LA SEDE? ALL'ESTERO, OVVIO. Pur parlandone con il dovuto rispetto, e togliendosi tanto di cappello di fronte a un signore che ha trasmesso una positiva immagine del nostro Paese in tutto il mondo, va ricordato che la sede della Holding Ferrero International S.a., che controlla tutte le attività dell’azienda non solo in Italia, ha sede in Lussemburgo per ovvie ragioni di carattere fiscale.
Nell’ultimo bilancio disponibile la Holding ha registrato 800 milioni di euro di utili (2013-2014) e l’anno prima circa 400.
Utili tassati naturalmente sulla base della fiscalità lussemburghese.
D’altro canto la nota rivista Fortune ha sempre classificato il signor Ferrero come l’uomo più ricco d’Italia.
Personalmente non ho mai avuto il piacere e l’onore di incontrarlo, ma tutti coloro che conosco e che ci sono entrati in contatto me ne hanno parlato in modo entusiasta: per la sua genialità, per la sua correttezza, per la sua umanità, per il “low profile” che ha sempre contraddistinto la sua vita privata e anche per la convinta fede religiosa.
PERFETTAMENTE LEGALE, PERÒ... Anche un grande genio come lui, dotato a detta di tutti di caratteristiche umane non facilmente riscontrabili, ha tenuto però la sede della Holding in Lussemburgo.
Non è certamente l’unico (recentemente anche Fca è uscita dall’Italia), ma è l’unico che godeva di una generalizzata positiva considerazione oltre che come straordinario imprenditore anche come uomo, usando questa espressione nel più nobile dei modi.
Tutto perfettamente legale, ci mancherebbe altro.
L’azienda Ferrero paga molte tasse in Italia e negli altri Paesi dove opera e offre lavoro a circa 34 mila dipendenti.
POTEVA AIUTARE LE SCUOLE ITALIANE. Il tema è più di stile e riguarda solo i dividendi della famiglia che vengono appunto tassati in Lussemburgo.
Alcuni potrebbero osservare che, anche sulla base del suo credo religioso, pagando qualche euro in più di tasse in Italia si sarebbe potuto imbiancare o rifare l’intonaco a qualche scuola pubblica o a qualche ospedale.
Altri potrebbero invece sostenere che le eventuali maggiori entrate per il nostro Stato avrebbero finanziato solo qualche ruberia in più o qualche portaborse di riserva.
Sono chiari i due livelli: uno è prettamente fiscale (o giuridico) e da questo punto di vista credo che il comportamento sia dell’azienda Ferrero sia personale del signor Michele sia inappuntabile.
C’è poi una dimensione etica individuale per la quale ognuno risponde alla propria coscienza anche se va a messa tutti i giorni.
HA DECISO DI CURARSI A MONTECARLO. Io credo inoltre che in Italia ci si possa curare per qualunque tipo di patologia ai massimi standard internazionali soprattutto per chi può vantare grandi possibilità economiche.
Curarsi a Montecarlo, come ha deciso lui, fa sempre parte di quelle scelte individuali che vanno comunque rispettate proprio in quanto tali.

La Ferrero potrebbe quotarsi per finanziare lo sviluppo internazionale

La celebre crema al gianduia Nutella venne creata nel 1964.

In ogni caso quello che dobbiamo augurarci in termini di “sistema Paese” è che con la scomparsa del grandissimo Michele Ferrero non rischiamo di perdere un’altra eccellenza italiana.
Anche se Ferrero è la più grande azienda dolciaria del nostro Paese è piccola rispetto ai peers internazionali.
Tra l’altro si confronta con grandi conglomerate del settore alimentare che la rendono ancora più piccola.
Una Nestlé, tanto per fare un esempio, sarebbe in grado di mangiarla in un sol boccone.
Ma qui scatta l’altra caratteristica del genio italico.
MAI FATTE ACQUISIZIONI. L’azienda è sempre e solo cresciuta organicamente e non ha mai fatto acquisizioni.
Generando molta cassa e non avendo il problema della crescita per linee esterne ha potuto fare a meno di quotarsi e ha potuto perseguire una gestione prettamente famigliare.
Non che l’azienda non disponga di ottimi manager ma, come noto, la managerialità nelle aziende familiari non può andare oltre i limiti strategici fissati appunto dalla famiglia.
Certo sarebbe bello vedere la Ferrero quotarsi per finanziare lo sviluppo internazionale anche attraverso acquisizioni per poter assumere una dimensione in linea con i giganti del settore.
Avrebbe tutte le caratteristiche e i mezzi per potervi riuscire.
ORA LA PALLA PASSA AL FIGLIO. Ora queste decisioni sono sulle spalle di Giovanni Ferrero dopo la morte dell’altro figlio Pietro avvenuta nell’aprile del 2011.
Ecco un ulteriore aspetto della cultura italica: il passaggio generazionale.
Avrà il papà Michele trasmesso al figlio Giovanni cosa fare dell’azienda? Lo avrà preparato alle sfide che attendono la Ferrero nel prossimo futuro?
Concedetemi l’eresia: la Ferrero non è solo della famiglia che ne controlla le azioni.
È di tutti gli italiani che sono cresciuti a pane e Nutella, è parte della cultura di questo Paese ed è una delle aziende che ci rende ancora orgogliosi di essere italiani.
UNA STORIA 'TROPPO ITALIANA'. Personalmente non sono molto ottimista: la storia è “troppo italiana”.
Il genio italico, l’azienda che rimane famigliare con la holding in Lussemburgo, il fondatore che dopo aver guidato l’azienda fino a 89 anni (anche se le cariche ufficiali le aveva lasciate prima) cessa di vivere in un ospedale straniero.
Un figlio che potrebbe essere arrivato impreparato al vertice dell’azienda.
Al di là delle caratteristiche individuali degli interessati è, purtroppo, un film che abbiamo visto tante altre volte e la conclusione quasi mai è stata quella auspicata.
LORO PIANA E BULGARI SCOTTANO. Scottano ancore le “perdite” di Bulgari e di Loro Piana tanto per fare i casi più recenti. Ferrero è un'azienda straordinaria, orgoglio di questo Paese e deve rimanere italiana.
Questa volta “la solita storia italiana” deve concludersi in modo diverso. Sarà questo sì uno dei segnali che potranno confermare che qualcosa sta cambiando.
Io sono laico ma, come Michele Ferrero, non esiterei a pregare la Madonna affinché questa volta ce la si possa fare.

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