Economia 16 Febbraio Feb 2015 1040 16 febbraio 2015

Tesco pensa a 10.000 licenziamenti

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Uno store della catena Tesco Tempi duri per la grande distribuzione britannica. E ancora di più per i dipendenti dei colossi del settore. Colpiti dal successo delle vendite online e dalla costante, ma inesorabile, crescita dei supermercati discount tutti i quattro big del comparto stanno soffrendo per recuperare il terreno perso. Nei mesi scorsi Sainsbury's ha annunciato l'intenzione di tagliare 500 posti di lavoro, dopo che Morrisons ha annunciato 2.600 licenziamenti e Asda ne ha messi in conto altri 1.360. PREVISTA LA CHIUSURA DI 43 STORE. Numeri che fanno paura, ma ancora bassi in confronto a quelli a cui starebbe lavorando il numero uno della distribuzione del Regno Unito: Tesco, secondo quanto riporta il Sunday Telegraph, starebbe approntando un drastico piano di riorganizzazione, che prevede la chiusura di 43 punti vendita, un ampio cambiamento nelle modalità di gestione di quelli rimanenti ma soprattutto il taglio di 10.000 posti di lavoro, fra cui anche molte posizioni dirigenziali presso il quartier generale di Cheshunt, in Hertfordshire. Il progetto sarebbe sulla scrivania del nuovo Ceo, 'Drastic' Dave Lewis, Dave il Drastico, come è soprannominato dopo la sua permanenza in Unilever, dove ha approntato un deciso taglio di costi e personale, riuscendo però a rimettere in carreggiata i conti della multinazionale anglo-olandese. LO SCANDALO DEI CONTI TRUCCATI. Dopo lo scandalo dei conti truccati, che nell'autunno scorso è costato un tracollo in Borsa, la sospensione di 4 dirigenti e le successive dimissioni del presidente, Richard Broadbent, qualcosa sembrava iniziare ad andare nella giusta direzione per Tesco. Il titolo, che a metà dicembre aveva dimezzato il proprio valore rispetto a febbraio 2014, è risalito leggermente; le vendite di gennaio, per la prima volta in un anno, sono tornate a crescere, seppure di un modesto 0,3%. Ma il quadro evidentemente resta fosco, con le azioni che restano comunque ad un prezzo inferiore del 25% ad un anno fa e le vendite che crescono ma a tassi infinitamente inferiori a quelli dei discount: Aldi, Lidl e Waitrose in Gran Bretagna hanno registrato un rialzo delle vendite del 43% e la quota di mercato è salita dal 12,1% al 13,6%, mentre quella di Tesco si è fermata al 29%, in lieve calo dal precedente 29,2%. Evidentemente una performance non ancora adeguata per 'Drastic Dave', che potrebbe stringere ulteriormente la cinghia al personale per tornare a crescere.

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