Economia 17 Febbraio Feb 2015 1301 17 febbraio 2015

Lavorare a New York, i settori in crescita

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Il mercato del lavoro americano viaggia da molti mesi sulla via di una costante ripresa e la città di New York non fa eccezione: nel 2014 il tasso di disoccupazione è calato al 6,3% dall’8% dell’anno precedente (nello stesso periodo il dato nazionale è calato al 5,6% dal 6,7% del 2013) e sono stati creati 94.600 posti di lavoro, +2,3% rispetto al 2013. Dalla fine del 2009 la città ha visto salire di 425.000 unità la forza lavoro complessiva, a un totale di 4,1 milioni. «Siamo in una fase di significativa e duratura ripresa dell’occupazione», ha detto Mark Zandi, capo economista di Moody’s Analytics, spiegando che c’è ancora margine di miglioramento perché “non siamo ancora in una fase di piena occupazione». Rispetto al passato però il mercato del lavoro newyorkese è meno dipendente dall’alta finanza, con altri settori che “tirano” di più. Ecco quali.

1. BENE TECNOLOGIA E SERVIZI PROFESSIONALI Per le startup del settore tecnologico il 2014 è stato un anno positivo: fondi comuni, banche e società di venture capital hanno investito abbondantemente nel settore, cosa che ha fatto salire le valutazioni a livelli record, con un aumento che non si è visto neppure durante la bolla dot-com degli anni Novanta. Questo si riflette anche sulle assunzioni: società come Facebook, Google e Microsoft stanno assumendo sempre più personale. Per altro Google da alcuni mesi sta cercando a Manhattan un nuovo spazio di almeno 55.000 metri quadri e in grado di ospitare fino a 3.000 persone: è vero che non li riempirebbe tutti in un colpo, ma sarebbe il preludio di una delle maggiori espansioni aziendali a New York negli ultimi anni, visto che solitamente le aziende fanno spazio per 500 dipendenti ogni 9.000 metri quadrati. Bene anche il campo dei servizi professionali, che nell’ultimo anno ha visto aumentare la forza lavoro di oltre 42.000 persone, più di qualunque altro settore.

2. OSPITALITÀ E RISTORAZIONE VANNO PER LA MAGGIORE New York sta diventando meno dipendente dall’alta finanza e riscopre la sua anima turistica: nel 2014 hanno visitato la città 56,4 milioni di persone, una cifra superiore al picco di 54,3 milioni dell’anno precedente, con un impatto positivo di 61,3 miliardi di dollari sull’attività economica. Proprio per questo il settore è tra quelli che assumono a passo più rapido: stando ai dati del dipartimento al Lavoro dello Stato di New York, l’anno scorso il settore intrattenimento e ospitalità ha aggiunto oltre 25.000 posti di lavoro. Il settore risulta allettante, anche se i compensi medi sono molto più bassi rispetto agli altri comparti (tecnologico oltre 85.000 dollari, finanziario 350.000 dollari) e rispetto alla media cittadina (87.640 dollari, in rialzo ma ancora al di sotto dei picchi del 2007, prima della crisi finanziaria).

3. EDUCAZIONE E SANITÀ PRIVATA IN ESPANSIONE Sebbene i salari non siano tra i più alti e di certo non paragonabili a quelli dell’alta finanza, istruzione e sanità sono tra i settori che tra dicembre 2013 e lo stesso mese del 2014 hanno assunto di più. Stando ai dati del dipartimento al Lavoro dello Stato di New York, nel periodo scuole e ospedali privati hanno visto crescere di 38.400 unità la propria forza lavoro, segno che la richiesta in questo campo è piuttosto alta. Storia diversa però per la sanità e l’istruzione pubblica, che nell’ultimo anno hanno visto calare il numero di dipendenti (complessivamente i dipendenti pubblici nello stato di New York nel 2014 sono stati 9.000 in meno rispetto all’anno precedente).

La borsa di Wall Street. 4. WALL STREET ASSUME DI MENO Negli ultimi cinque anni la città di New York ha creato più posti di lavoro che in qualunque altro quinquennio dell’ultimo mezzo secolo, ma l’apporto di Wall Street è molto inferiore rispetto al passato: negli anni Novanta banche di investimento e società di brokeraggio catalizzavano più del 10% dei posti creati nel settore privato, ora la percentuale è inferiore all’1%. Per gli economisti e per l’amministrazione cittadina questa è in realtà una buona notizia, nel senso che la città dimostra di potere crescere anche senza Wall Street.

Un operaio della General Motors 5. MANIFATTURIERO SEMPRE MENO RILEVANTE Un altro settore che “tira” meno a New York è quello manifatturiero. Le statistiche dicono che nel 1950 gli occupati in questo comparto erano oltre un milione, negli anni Novanta erano diventati circa 200.000 e ora sono appena 76.000. Anche i salari medi sono in ribasso, dai quasi 60.000 dollari all’anno del 2007 agli attuali 51.600 (misurati considerando un dollaro costante). Pesa l’avvento delle nuove tecnologie, ma anche per gli imprenditori è più vantaggioso spostare la produzione altrove, dove gli sgravi fiscali sono maggiori e il costo del lavoro meno elevato. “Il manifatturiero negli anni Sessanta era il motore dell’economia locale, in seguito sono state tagliate migliaia di posti di lavoro e il settore ha perso sempre più rilevanza”, ha detto Kathryn Wylde, numero uno dell’organizzazione Partnership for New York City, che raccoglie 200 amministratori delegati di aziende che hanno sede nella Grande Mela.

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