Economia 18 Febbraio Feb 2015 2326 18 febbraio 2015

Banche Popolari, due possibili scenari

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Banche Entrambi vengono dalla scuola di Giovanni Bazoli. Uno ha rimesso in sesto i conti del Banco di Napoli. L'altro ha reso grande la Banca lombarda permettendole di presentarsi in piena forma nel matrimonio con Bpu. Il mercato è convinto: saranno proprio Giuseppe Castagna, ad di Bpm, e Victor Massiah, consigliere delegato di Ubi Banca, i grandi player del risiko delle popolari che si sta per aprire dopo la riforma del settore voluta da Matteo Renzi e Pier Carlo Padoan. E nessuno dei due fa mistero delle proprie mire. Entrambi si propongono al mercato come "soggetti aggreganti".

Giuseppe Castagna LE MIRE DELL'EX BANCO DI NAPOLI Molto franco in questa direzione è soprattutto Castagna. Nei giorni scorsi ha preso le distanze dai suoi colleghi di Assopopolari più critici verso la riforma Padoan, spiegando che offriva al comparto un'occasione unica per rimettersi in discussione. Nelle ultime ore ha fatto un passo avanti e spiegato la strategia alla quale sta lavorando. «Non c'è una ricetta per il terzo polo ma credo che il Paese abbia bisogno di poli importanti perché ci sono solo due banche grandi», ha detto a margine dell'ultimo esecutivo Abi. L'ad di Bpm nega di avere iniziato a tirare le file del suo progetto, ma i bene informativi dicono che stia già sondando le prese e i compagni di viaggio. «Vedremo se ci sono le condizioni per mettersi insieme», ha concluso Castagna, "Non ha senso parlare di chi saranno gli aggreganti e gli aggregati, ciò che conta è fare qualcosa di importante per il Paese». E proprio giocando sul concetto di progetto Paese, l'uomo di piazza Meda spera di ottenere l'appoggio del mercato, iniziando da quei fondi che si muovono sulla piazza di Londra (stando almeno alle prime indagini della Consob), che hanno già rastrellato titoli della popolare e che in futuro potrebbero fare da collante per la Superpop italiana.

Victor Massiah L'UNDERSTATEMENT DI MASSIAH Si muove più nell'ombra Victor Massiah. E non soltanto per l'inchiesta aperta dalla procura di Bergamo, che vede indagato anche Giovanni Bazoli. E non potrebbe essere diversamente per l'allievo che più ha appreso in understatement dal maestro, cioè lo stesso Bazoli. Sempre all'ultimo direttivo dell'Abi il consigliere delegato dell'Ubi ha spiazzato i cronisti, spiegando: "Prima il consolidamento delle regole, poi quello delle banche. Per il resto non c'è assolutamente niente". Anche Massiah si starebbe guardando intorno per capire con chi allearsi e cosa comprare. Ma a differenza di Castagna si starebbe dando da fare soprattutto per modificare il decreto Padoan per blindare meglio il settore. Infatti il testo prevede soltanto la cancellazione del voto capitario, mentre le banche guardano all'introduzione di voto multiplo, tetto azionario e loyalty shares.

Bpm PRIMI MOVIMENTI DEL RISIKO BANCARIO. Per Mediobanca Bpm è - per attivi e radicamento - quella che può guidare il processo di riorganizzazione del settore. Ma il progetto è talmente ambizioso che molto probabilmente avrà bisogno di un partner. Martedì 17 febbraio ha bollato come illazioni i rumors su possibili accordi con la Bper. Che a sua volta vorrebbe coinvolgere la Popolare di Sondrio. Al di là delle smentite già in passato ambasciatori di Castagna e quelli di Alessandro Vandelli avevano discusso di una grande aggregazione. Il mercato poi tifa per un matrimonio che potrebbe avere grandi ripercussioni territoriale: quello tra gli "aspiranti soggetti aggreganti" Ubi e Bancopopolare. Secondo gli analisti, una volta assieme, Massiah e Pier Francesco Saviotti avrebbero la forza di conquistare le spoglie di Mps e Carige, creando un sistema bancario forte su tutta la dorsale tirrenica.

Giovanni Pitruzzella, presidente dell'Autorità Antitrust. STRANIERI PRONTI A VENDERE. Che qualcosa si muova nel mondo delle popolari, e che le spinte portino a una concentrazione tricolore, lo si capisce leggendo gli aggiornamenti agli internal deal sulle partecipazioni in Borsa alla Consob. Norges Bank ha comunicato di aver ridotto la propria partecipazione nel capitale del Banco Popolare scendendo dal 2,033 all'1,744 per cento. Ubs ha limato la propria partecipazione in Mps portandola dal 2,41 al 2,371 per cento del capitale. Gli stranieri vendono e gli italiani comprano? LA SCOMUNICA DELL'ANTITRUST. Intanto, dopo le bordate, di Bankitalia, il settore fa i conti anche con gli strali di Giovanni Pitruzzella. Il presidente dell'Antitrust ieri ha fatto sapere: "Le popolari hHanno perso le peculiarità che ne motivano la differenziazione rispetto alle società per azioni. Risultano invece caratterizzate da un'operatività non coerente con il principio mutualistico, che dovrebbe ispirare il loro funzionamento". Per poi concludere in un'audizione alla Camera: "Gli istituti risultano avere una dimensione non sempre localizzata in un'area territoriale circoscritta. Svolgono un'attività che in prevalenza appare destinata al mercato e non ai soci".

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