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PRESA DI POSIZIONE 18 Febbraio Feb 2015 1748 18 febbraio 2015

Grecia, monito Usa: «Senza accordo dure conseguenze»

Atene verso la richiesta di estensione del prestito: il 19 febbraio giorno decisivo. Bce: ok a liquidità d'emergenza.

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Alexis Tsipras.

Gli Stati Uniti scendono in campo nella delicata crisi dell'Eurozona, con il caso di Atene ancora irrisolto pur con spiragli positivi.
Il segretario del Tesoro Jack Lew ha chiamato il ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis: «È il momento di passare ai fatti, bosogna trovare un sentiero costruttivo in accordo con il Fmi e i ministri europei delle Finanze».
«INCERTEZZA NEGATIVA PER EUROPA». Secondo Lew «l'incertezza non è una cosa buona per l'Europa» avvertendo di «immediate difficoltà» senza un accordo.
Il segretario Usa ha quindi insistito con Varoufakis sul fatto che un accordo della Grecia con il Fondo monetario internazionale e con l'Europa deve basarsi sul fatto che esistono i margini per fare passi in avanti sia sul fronte della crescita sia su quello delle riforme.
Il segretario al Tesoro americano ha anche assicurato il collega greco che farà di tutto per incoraggiare i creditori internazionali della Grecia a raggiungere un accordo.
VAROUFAKIS: «AVVERTIMENTO ANCHE A UE». Pronto il tweet di Varoufakis: «Il segretario del Tesoro Usa mi ha effettivamente detto che un mancato accordo danneggerebbe la Grecia ma ha aggiunto che danneggerebbe anche l'Europa. Un avvertimento a entrambe le parti».
DA BCE 68 MILIARDI DI EMERGENZA. Intanto da Francoforte sono arrivate buone notizie per il governo Tsipras.
Il consiglio della Banca centrale europea avrebbe dato via libera a fornire liquidità d'emergenza alla Grecia, in base al programma Ela, per altre due settimane, alzando la disponibilità a 68,3 miliardi dai 65 vigenti
GIORNO DECISIVO IL 19 FEBBRAIO. Ma anche il duello con Bruxelles sembra virare al sereno.
Dopo il braccio di ferro tra Alexis Tsipras e l'Unione europea Atene presenterà il 19 febbraio all'Eurogruppo la sua richiesta di estensione del prestito da parte delle autorità europee.
COMMISSIONE UE: «OK A FLESSIBILITÀ SOLO CON ESTENSIONE». Bruxelles in ogni caso era stata chiara nel corso del 18 febbraio: «L'Eurogruppo con chiarezza ha comunicato alla Grecia che si deve estendere il programma con le condizionalità connesse, solo dopo c'è la flessibilità per discuterle», ha detto il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis.
Il governo di Tsipras intanto starebbe limando il testo della lettera all'Ue, alla ricerca di una formula di compromesso soprattutto per modificare i dettagli del piano di assistenza.
MERKEL: «AIUTI SOLO CON RIFORME». E la Germania come si posiziona nel risiko ellenico?
Aiuti ai Paesi indebitati solo in cambio di riforme. Così la cancelliera Angela Merkel ad un convegno del suo partito: «Se alcuni Paesi sono in difficoltà, allora daremo loro la nostra solidarietà. Ma la solidarietà non è una strada a senso unico piuttosto, con gli sforzi dei paesi, è una faccia della stessa medaglia e sarà sempre così».
JUNCKER: «AL LAVORO PER AIUTI FINO AD ESTATE». Intanto il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker ha spiegato di star lavorando «insieme al presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, per giungere a un prolungamento dell'attuale programma che possa permettere (alla Grecia) di arrivare fino all'estate».
«Allora dovremmo essere nella condizione di trovare un'intesa con il governo di Atene su un nuovo programma di riforme e crescita per la Grecia», ha aggiunto. Juncker intervistato da un settimanale tedesco.

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