Economia 18 Febbraio Feb 2015 1233 18 febbraio 2015

Tassisti contro Uber: Expo a rischio

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Sale la protesta dei tassisti contro Uber la compagnia privata 'low cost', gestita da una app sul cellulare. E' quasi un assalto alla sede dell'Autorità di regolazione dei Trasporti. «Siamo pronti a bloccare l'Expo», minacciano al termine dell'incontro con il presidente Andrea Camanzi. La miccia è l'annuncio ufficiale che tra i prossimi incontri conoscitivi dell'Authority ci sarà giovedì proprio quello con la società Uber. Gli animi però sono già accesi: lancio di uova, petardi e fumogeni contro le mura della sede del Lingotto, aggressione alle troupe televisive di Sky con un cameramen e il suo assistente feriti e a quella della Rai, mentre una lunga coda di auto bianche blocca il traffico.

Camanzi PRESA DI MIRA LA SEDE DELL'AUTORITY. Una ventina di tassisti cerca anche di fare irruzione nella sede dell'Authority ma intervengono le forze dell'ordine. Sono più di mille i tassisti arrivati da tutta Italia, in particolare da Genova, Roma, Milano, Napoli. Il corteo attraversa il centro di Torino: ci sono i cartelli con la scritta 'Je suis taxi legale, gli striscioni con slogan contro l'abusivismo, i nasi rossi da pagliaccio. «Chiediamo che il ministro Lupi - dichiara Walter Drovetto, responsabile dell'Ugl Taxi - intervenga per reprimere quella che anche lui definisce illegalità. Se queste persone vogliono fare il nostro lavoro, paghino anche loro il 50% di tasse come noi e si sottopongano ai controlli di sorta». LA REPLICA DI UBER: TARIFFE PIU' BASSE DEL 20%. Uber risponde provocatoriamente abbassando del 20% le tariffe nel giorno dello sciopero. «Abbiamo massimo rispetto - dice Camanzi nell'incontro - per il vostro lavoro. Segnaleremo al Parlamento e al governo le nostre osservatori sulla legge del 1992, ma è giusto ascoltare tutti. Entro le prossime settimane finiremo gli incontri con associazioni e operatori del settore, come Google, Blablacar, It.taxi. Ascolteremo anche Anci e Conferenza delle Regioni. Ai primi di aprile presenteremo un atto di regolazione del settore». L'incontro va già avanti da quasi due ore, ma quando pronuncia la parola Uber alcune associazioni dei tassisti, Uritaxi, Ugl e Cgil, si alzano e vanno via. Altre, come Confcooperative, Confartigianato e Cna, restano in sala. «Non ci sono spazi per dialogare, non riconosciamo più l'Autorità. Uber è un servizio abusivo e illegale», tuonano le associazioni più contestatrici mentre raccontano ai tassisti in presidio davanti al Lingotto quello che è accaduto.

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