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INCHIESTA 19 Febbraio Feb 2015 1830 19 febbraio 2015

Banca Carim, 26 indagati: c'è anche Riccardo Sora di Bankitalia

Indagine delle fiamme gialle per falso in bilancio. Coinvolto anche il commissario della Banca d'Italia.

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Riccardo Sora.

Gli ex amministratori della Cassa di Risparmio di Rimini (Carim) sono indagati per associazione per delinquere finalizzata al falso in bilancio e altri reati societari. Gli indagati sono 26.
Tra loro anche Riccardo Sora, commissario di Banca d'Italia impegnato in questi giorni alla verifica di Banca dell'Etruria. Sora è indagato per indebita restituzione dei conferimenti insieme a un altro commissario Bankitalia, Piernicola Carollo. Sora e Carollo sono intervenuti in Carim nell'ottobre del 2010.
REATI COMMESSI TRA IL 2009 E IL 2010. Il nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Rimini, comandata dal tenente colonnello Marco Antonucci, ha notificato il 19 febbraio l'avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti della Carim alle persone ritenute responsabili dei reati contestati e commessi negli anni 2009 e 2010.
GLI INQUIRENTI: «SODALIZIO CRIMINALE A CAPO DELLA BANCA». Secondo le indagini delle fiamme gialle e del sostituto procuratore della Repubblica Luca Bertuzzi, alla «governance» della Carim di quegli anni c'era «un sodalizio criminale», così scrivono i gli investigatori, «composto dai vertici dell'istituto, in carica nel periodo dal 2009 fino al commissariamento disposto dalla Banca d'Italia nel 2010, che, a seguito di elargizione di mutui e di finanziamenti non assistiti da adeguate garanzie, ometteva dolosamente di evidenziare nei bilanci le perdite già maturate da tempo tramite stime e valutazioni palesemente non corrispondenti alla reale situazione del credito».
Gli indagati, membri pro tempore del Consiglio di amministrazione e del collegio sindacale, secondo le indagini, «hanno partecipato attivamente e sistematicamente al processo di concessione e/o revisione delle linee di credito concesse dalla Banca Carim spa a favore di soggetti o gruppi societari da tempo insolventi». Molti di questi prestiti a causa della crisi economica e dei fallimenti sono poi diventato inesigibili e quindi «avrebbero correttamente richiesto una svalutazione dei crediti stessi vantati dalla Carim».
«VALUTAZIONI ALTERATE IN BILANCIO». La Gdf ha invece scoperto che nei bilanci Carim degli anni in esame sono state inserite «valutazioni alterate, sproporzionate ed arbitrarie, appostate dagli organi dell'istituto di credito sia nella redazione del bilancio al 31 dicembre 2009 che nella relazione semestrale al 30.06.2010». Un'alterazione dei conti, in cui si nascondevano le perdite, servita ad alterare il risultato di esercizio 2009, trasformando una perdita di 4 milioni e 300 mila euro in un utile d'esercizio (di 31 milioni e 329 mila di euro); peggioramento anche nei conti della semestrale 2010 che passa da 32 milioni e 500 mila euro a 61 milioni e 600 mila. Nei conti così addomesticati per la procura si configura il reato di false comunicazioni sociali per gli anni 2009 e 2010.

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