Economia 19 Febbraio Feb 2015 1746 19 febbraio 2015

Fondi pensione, ecco su quali puntare

  • ...

Un guadagno di oltre il 7%. E' la performance media messa a segno nel 2014 dai fondi della previdenza integrativa che hanno il compito di costruire una pensione di scorta per milioni di   lavoratori italiani. Nell'anno appena trascorso, questi prodotti finanziari sono riusciti a stracciare   letteralmente il Tfr (trattamento di fine rapporto), ovvero la quota di stipendio accantonata per la liquidazione, che si è rivalutata nello stesso periodo di appena l'1,3%. Poiché i lavoratori   dipendenti possono destinare il proprio Tfr ai fondi pensione, anziché tenerselo così com'è, il   confronto sopra evidenziato non sembra lasciare spazio a dubbi: aderire alla previdenza integrativa è stata una mossa azzeccata, almeno a giudicare dai dati del 2014. Meglio però non farsi prendere troppo dall'entusiasmo perché, a ben guardare, i recenti risultati positivi dei fondi pensione   hanno un ragion d'essere ben precisa.

fondi borsa LA RIPRESA DEI MERCATI FINANZIARI. Tutto è merito della ripresa dei mercati finanziari che, negli ultimi 12 mesi, hanno viaggiato a lungo con il vento in poppa. Ma i mercati, si sa, sono   spesso ballerini e non sempre, in passato, hanno avuto gli stessi risultati del 2014. Per questo, occorre non dimenticare mai un'avvertenza importante: le performance dei fondi pensione vanno giudicate nell'arco di almeno un decennio, visto che l'adesione alla previdenza integrativa obbliga il lavoratore ad attuare un piano di investimento che dura per tutta la carriera. Dunque, sorge spontaneo un interrogativo: quali sono i fondi che hanno reso di più e quali hanno reso di   meno di più nel lungo periodo? Ecco, di seguito un confronto effettuato utilizzando il database di Morningstar, società statunitense specializzata nell'analisi sui prodotti del risparmio gestito.

I fondi pensione FONDI CHIUSI. Prima di passare in rassegna i dati, però, occorre fare due premesse importanti. Innanzitutto, le performance analizzate non vanno oltre l'ultimo decennio, poiché moltissimi fondi pensione italiani sono stati istituiti soltanto dal 2004-2005 in poi. Inoltre, il confronto sui rendimenti non prende in esame i prodotti previdenziali che hanno una storia recente alle spalle, cioè sono nati da pochi anni. Fatte queste precisazioni, si può innanzitutto vedere quali sono stati migliori fondi pensione chiusi o negoziali, cioè quelli a cui possono aderire esclusivamente i lavoratori dipendenti che vi destinano il proprio tfr. Il palmares delle performance, secondo il database di Morningstar, se lo aggiudica la linea azionaria di Fopen, il prodotto della previdenza integrativa riservato ai dipendenti del gruppo Enel che ha avuto un rendimento annuo del 5,09%. Segue a breve distanza Fondenergia Dinamico, destinato ai lavoratori del comparto energetico,   che ha guadagnato il 4,9% annuo. Buoni risultati anche per Solidarietà Dinamico (sottoscrivibile   dai dipendenti delle aziende artigiane venete), per Fondosanità Espansione (riservato ai medici,   odontoiatri e infermieri liberi professionisti), e per Foncer bilanciato (addetti del settore della   ceramica), che hanno avuto tutti rendimenti superiori al 4,7-4,8% ogni 12 mesi. Tradotto in soldoni, una somma di mille euro depositata dieci anni fa in questi prodotti oggi si è rivalutata fino a 1.500-  1.600 euro.

Tfr FONDI APERTI. Tra i fondi pensione aperti, destinati per lo più ai liberi professionisti e ai   lavoratori autonomi, la classifica decennale dei rendimenti viene guidata oggi da due prodotti   che fanno capo al gruppo Unipolsai. Si chiamano Previ-Global e Previ-Europa e hanno una linea di investimento prevalentemente azionaria. In un decennio, questi prodotti hanno guadagnato, rispettivamente, il 6,7 e il 6,4% annuo. Seguono leggermente distanziati Previgest Mediolanum Fund Azionario (+5,49% annuo) e Giustiniano azionario di IntesaPrevidenza (+5,3% circa annuo). Un rendimento annuo sopra i 5 punti è stato infine messo a segno anche da Conto Previdenza   Azionario, altro prodotto della galassia UnipolSai. Le performance migliori nell'arco di due lustri,   dunque, sono state realizzate dai fondi che investono prevalentemente in azioni.

PRUDENTI MA AVARI. Discorso diverso, invece, per gli strumenti previdenziali che hanno un   portafoglio composto per lo più da titoli a reddito fisso, cioè da Buoni del Tesoro e da obbligazioni. Tra i fondi con più di 10 anni di vita alle spalle, ve ne sono infatti alcuni come Azimut Previdenza   Protetto, Axa Conservativo e Axa Mps Previdenza per Te Garantita che, nell'arco di due lustri, hanno registrato in media un rendimento inferiore all'1% all'anno. Colpa della loro linea di investimento a basso rischio che, per proteggere il capitale dagli alti e bassi dei mercati, obbliga i gestori a impiegare il portafoglio in bond di alta qualità. Si tratta di titoli sicuri ma che rendono ben poco, soprattutto da quando i tassi d'interesse sono in picchiata. Ciò non significa, tuttavia, che i fondi pensione a basso rischio vadano snobbati. Anzi. IL CONSIGLIO DEGLI ESPERTI. Il consiglio degli esperti è di solito quello di sottoscrivere questi prodotti quando la data della pensione è vicina, cioè tra meno di 5 o 6 anni, per mettere al riparo il capitale da eventuali scossoni delle borse. A chi invece è ancora giovane e vuole costruirsi una rendita più alta in vista della terza età, viene invece suggerito di acquistare all'inizio della carriera dei fondi più rischiosi, cioè azionari o bilanciati. Nel breve periodo, questi prodotti possono registrare anche delle perdite significative ma, nel lungo termine, hanno maggiori chance di registrare buone performance, soprattutto quando i mercati finanziari mettono il turbo come negli ultimi anni.

Correlati

Potresti esserti perso