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CRISI 19 Febbraio Feb 2015 1036 19 febbraio 2015

Ue, la Grecia invia la richiesta di proroga del prestito

Ue: «Intesa vicina». Il governo tedesco si spacca sulla richiesta. Eurogruppo decisivo il 20 febbraio.

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Alexis Tsipras a Bruxelles.

Si aprono spiragli nella trattativa sul debito greco, ma la Germania ha subito frenato gli entusiasmi. Il governo di Alexis Tsipras ha inviato all'Eurogruppo la richiesta di proroga di sei mesi dei finanziamenti, che scadono il 28 febbraio. (Leggi la lettera).
Il presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, ha vagliato la richiesta di Atene e ha convocato per il 20 febbraio una riunione straordinaria. Lo stesso Dijsselbloem ha confermato su Twitter di aver «ricevuto la richiesta della Grecia per un'estensione di sei mesi» del prestito.
BERLINO SPACCATA SULLA RICHIESTA. Il governo tedesco, che per bocca del ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble si è messo inizialmente di traverso alla richiesta inoltrata da Atene, si è poi spaccato sulla questione.
«La lettera non presenta alcuna proposta di soluzione sostanziale», ha detto il portavoce di Schaeuble.
Ma il vicecancelliere tedesco Sigmar Gabriel ha replicato al collega definendo «la proposta scritta del governo greco per le trattative sul prosieguo del programma di riforme è un primo passo nella direzione giusta».

TELEFONATA TSIPRAS-MERKEL. La tivù privata Antenna, senza precisare da chi sarebbe partita l'iniziativa, ha poi riferito che premier greco Alexis Tsipras e la cancelliera tedesca Angela Merkel si sarebbero sentiti telefonicamente.
Contatti nel pomeriggio tra il presidente del Consiglio Matteo Renzi e il primo ministro greco Tsipras. Lo rivelano fonti di governo.
E alla vigilia dell'Eurogruppo straordinario il premier italiano ha sentito anche il presidente della commissione europea Juncker
UE: «STRADA SPIANATA ALL'INTESA». La Commissione Ue ha detto di ritenere che l'idea di una proroga degli aiuti sia «un segno positivo che spiana la strada ad un compromesso ragionevole nell'interesse di tutta l'Eurozona».
COMPROMESSO PIÙ VICINO. La Grecia ha fatto comunque il primo passo verso un compromesso con l'Ue, anche se Tsipras non vuole sottoscrivere il programma di assistenza che contiene le condizioni e le misure da adottare secondo Bruxelles. Nella lettera, infatti, non c'è la richiesta di un'estensione anche del Memorandum.
TAGLIO DEL SURPLUS E USO DI RISERVE BANCARIE. La proposta di Atene prevede la riduzione del surplus primario di bilancio (atteso al 3% nel 2015 e al 4,5% del Pil nel 2016) al più abbordabile 1,5%. L'esecutivo chiede inoltre di poter utilizzare le riserve di 8 miliardi di euro del Fondo ellenico per la stabilizzazione bancaria, così da far tornare il credito alle imprese. L'allungamento del prestito di sei mesi ha come obiettivo quello di «fornire un 'ombrello' protettivo al sistema finanziario».
IMPEGNO SU EVASIONE E CORRUZIONE. La Grecia potrebbe anche frenare sulle privatizzazioni, verificando la fattibilità per ogni progetto. Con l'allungamento del prestito, il governo «si impegna all'equilibrio dei conti e, contemporaneamente, ad affrontare le riforme contro l'evasione fiscale e la corruzione».
Il ministro greco delle Finanze, Yanis Varoufakis, chiede infine di modificare la composizione dei bond con scadenza tre mesi, senza alzare il limite di 15 miliardi di euro.
FMI: «AL NOSTRO PROGRAMMA NON SERVONO PROROGHE». Da parte sua, il Fondo monetario internazionale ha precisato che «le attuali discussioni sulla Grecia riguardano l'eventuale estensione del programma europeo. Il programma del Fondo monetario scade nel marzo del 2016 e va avanti fino al 2016. In questa fase non c'è bisogno di prorogarlo». «Nel nostro programma sulla Grecia» - ha sottolineato il portavoce del Fondo - «la flessibilità c'è già».

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