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NOMINE 20 Febbraio Feb 2015 1556 20 febbraio 2015

Amministratore delegato Rai: Andreatta in pole

Parte la corsa alla poltrona più ambita: la figlia di Beniamino è in pole position. Piace a Renzi. E ha i contatti giusti. Veltroni possibile presidente.

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Eleonora Andreatta.

Alla scadenza dei vertici Rai, e con loro dei consiglieri di amministrazione (incluso quell'Antonio Verro finito nella bufera per la vicenda del presunto Editto Bulgaro bis), mancano poco più di due mesi. La cartellina Matteo Renzi ce l'ha già pronta sulla propria scrivania. E la rosa dei papabili è ricca di petali.
Il perno dell’intero ragionamento riguarda la scelta del capo azienda, che non sarà più un direttore generale ma un amministratore delegato. E potrebbe essere donna, come piace tanto al presidente del Consiglio che delle quote rosa ha fatto un cavallo di battaglia.
Su tutti infatti spicca il nome di Eleonora Andreatta, potente direttore di Rai Fiction che sta vivendo un momento magico con le serie prodotte per Rai Uno.
FIGLIA DELL'EX MINISTRO BENIAMINO. La figlia prediletta di Beniamino, ex ministro e fondatore dell’Ulivo, è una che vive di lavoro e non concede spazio al gossip e al chiacchiericcio da bar. Perfetto sommergibile in un mondo di navi e navicelle.
La donna che descrivono ascetica, cinefila, riservata e poco incline ai sentimentalismi sta lavorando senza sosta, nella convizione che quello che conta sono solo i risultati.
E se i maligni dicono che per lei sia molto più prestigioso restare a capo della fiction, un dipartimento che va a gonfie vele e che dà un potere vero, piuttosto che assumere un incarico burocratico, c’è chi va raccontando come Tinny (il nome vero lo ricordano in pochi visto che tutti la chiamano cosi) si vada muovendo nel mondo della politica.
VICINA AL CERCHIO MAGICO RENZIANO. Con passo felpato e stile old british, la Andreatta ha stretto rapporti molto saldi con alcuni esponenti del cerchio magico renziano, rimasti folgorati dalla sua capacità di produrre senza fare danni. Non solo. Ha sempre frequentato l’ambiente veltroniano, tanto da avere buoni rapporti con il ministro Marianna Madia. Insomma potrebbe essere davvero la donna giusta al momento giusto.
Aziendalista quanto basta e politicamente corretta quanto serve nell’anno uno dell’era renziana. La Rai che Tinny porterebbe in dote al governo sarebbe sicuramente meno avvinta come l’edera alla politica, soprattutto nell’ambito dell’informazione, e proiettata nella dimensione della narrazione televisiva che piace tanto a Renzi. Perché è proprio questo ciò che non ha capito l’attuale direttore generale Luigi Gubitosi: non puoi battere la politica usando l’antipolitica fatta dai politici che stanno in Rai. In particolare i direttori che stanno nel cerchio magico del numero uno di viale Mazzini.
TRA I PAPABILI ANCHE TRE DIRIGENTI INTERNI. Nel resto della rosa dei papabili figurano Valerio Fiorespino (attuale direttore delle Risorse Umane), Paolo Del Brocco (ad di RaiCinema) e Luigi De Siervo (ad di RaiCom). Tre dirigenti interni che si prestano bene al ruolo.
Guardando all’esterno fra i nomi che contano ci sono quelli di Vincenzo Novari e Antonio Campo Dall’Orto. Il primo, dopo aver rilanciato sul mercato Tre Italia, la compagnia controllata da H3g, sta portando a termine la partita più importante, ovvero la fusione con Wind. Un’impresa che una volta terminata gli consentirà di uscire dalla compagnia come un trionfatore. E siccome la Rai gli era già stata proposta in passato questa potrebbe essere la volta buona.
VELTRONI PUNTA ALLA POLTRONA DI PRESIDENTE. Il nome di Campo Dall’Orto, da sempre accostato ai renziani, riemerge come un fiume carsico ogni qualvolta si parla di Rai.
La sua visione del mondo televisivo piace molto a Renzi, ma non è detto che lo voglia spostare dal Cda delle Poste dove i lavori in corso richiedono competenza e analisi strategica del mercato.
Di sicuro rappresenta una candidatura molto forte e di prima scelta per quanto riguarda la qualità professionale.
E per la poltrona di presidente è sempre pronto Walter Veltroni, rimasto a bocca asciutta nella corsa per il Quirinale.

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