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EVENTO 20 Febbraio Feb 2015 1433 20 febbraio 2015

Expo 2015, gli appalti più strani

Documentari da 1 milione di euro. Movimenti ecclesiali e curatori strapagati. Tutte le gare più curiose. Assegnate senza la pubblicazione del bando.

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Agenzie di stampa, fondazioni di case editrici, giornali. Persino movimenti ecclesiali.
A sfogliare gli appalti assegnati nel 2012 e nel 2013 da Expo, alcune aggiudicazioni balzano agli occhi.
Spesso si tratta di gare con «procedura negoziata senza previa pubblicazione».
LA NORMATIVA SUGLI APPALTI. Secondo l'articolo 57 del codice degli appalti (Decreto lgs 163 del 2006), nei contratti pubblici questa procedura è consentita in primo luogo nel caso in cui in una precedente procedura aperta o ristretta non sia stata presentata alcuna offerta; se «per natura tecnica o artistica il contratto può essere affidato unicamente a un operatore economico determinato»; per motivi di estrema urgenza «risultante da eventi imprevedibili per le stazioni appaltanti».
E ancora, se i prodotti oggetto del contratto «siano fabbricati esclusivamente a scopo di sperimentazione, di studio o di sviluppo, a meno che non si tratti di produzione in quantità sufficiente ad accertare la redditività del prodotto o a coprire i costi di ricerca e messa a punto»; in caso di consegne complementari effettuate dal fornitore originario o per l'acquisto di forniture a condizioni particolarmente vantaggiose; infine, se il contratto fa seguito a un concorso di progettazione e, quindi, deve essere aggiudicato al vincitore.

Film senza badare a spese: 1 milione a Movie People

Sicuramente la comunicazione dell'Esposizione è stata curata nei minimi dettagli. Con spese faraoniche. A partire dall'audiovisivo.
Nel 2012, per esempio, sono stati spesi 90 mila euro per il documentario L'Expo cambia il mondo, realizzato dalla Four in the morning Srl, con autori Monica Maggioni, direttore di Rainews24, e Dario Curatolo.
OLMI REGISTA PRO BONO. Non è il solo video prodotto da Expo. Nel 2012 la società ha pagato a Movie People 185.900 euro e un anno dopo 1 milione per la realizzazione di un film sui paesaggi e sulla produzione alimentare italiana. Girato, a titolo gratuito, da Ermanno Olmi.

A Celant 750 mila euro per Food and Art

Per non parlare dell'arte.
La realizzazione dell'Expo point è costata 6.201.192 euro, centesimo più centesimo meno. Gara che si è aggiudicata, sempre senza previa pubblicazione del bando, la Triennale di Milano. E sempre alla Triennale è andato l'allestimento di Pianeta Expo per 622 mila euro.
E NEL 67 CONIARONO LA DEFINIZIONE DI ARTE POVERA. La curatela e la direzione artistica della mostra Food in Art è stata invece assegnata a Germano Celant per 750 mila euro.
E dire che fu proprio Celant a coniare nel 1967 la definizione di Arte povera.

Agenzie stampa da record: all'Ansa 405 mila euro

L'Expo di Milano prende il via ufficialmente il 1 maggio con la cerimonia d'inaugurazione.

In questa classifica non sono da meno i giornali e le agenzie stampa.
Al Sole 24Ore Spa sono andati 63 mila euro per «il Progetto Gazzettino del 2015»; e a Il Foglio 85 mila euro per la «realizzazione del secondo volume sulle Esposizioni universali dal Dopoguerra a oggi».
RASSEGNE ET SIMILIA. La copertura mediatica dell'evento è assicurata da cinque agenzie.
Selpress di Milano - «una delle aziende leader nel monitoraggio (stampa, audio-video e web), nelle analisi quali-quantitative dei media», si legge nella presentazione - si è aggiudicata una gara da 69.900 euro a cottimo fiduciario (riservato a lavori, servizi e forniture in economia). Lo stesso vale per Press Index che, per 75 mila euro, si occuperà del servizio telematico di rassegna stampa internazionale.
265 MILA EURO A TMNEWS. La parte del leone la gioca l'Ansa che, nel 2012 e 2013, ha portato a casa contratti per un totale di 404.800 euro. LaPresse, invece, si deve «accontentare» di 312.500 euro.
Una fetta leggermente più dietetica è andata a TmNews (sempre per servizio di copertura testi, foto e video): 265 mila euro, con procedura negoziata senza pubblicazione del bando e semplificata.

Alla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli 1.840.000 euro

Un'altra voce quantomeno curiosa è rappresentata dalle Fondazioni di case editrici.
La Giangiacomo Feltrinelli, per esempio, per la partecipazione alla realizzazione «di una serie di progetti a risvolto scientifico volti a valorizzare i temi dell'Expo» si è aggiudicata contratti da 1.840.000 euro alla voce di «sponsorizzazioni e assimilabili».
850 MILA EURO PER MONDADORI. La stessa procedura è stata applicata anche alla fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori che, per la realizzazione di Woman for Expo, si è intascata 850 mila euro.
Non manca la Fondazione Corriere della Sera che per la «la massima visibilità di Expo 2015» ha incassato 160.000 euro.

Quegli 80 mila euro al Rinnovamento nello spirito

Infine sono da segnalare gli 80 mila euro andati al movimento ecclesiale Rinnovamento nello Spirito per la performance in piazza Duomo: Dieci piazze per 10 comandamenti.
UN PARTERRE D'ECCEZIONE. Cerimoniere Massimo Giletti. E, nel parterre, l'immancabile amministratore delegato Expo Giuseppe Sala, il sindaco Giuliano Pisapia, il cardinal Angelo Scola, Pippo Franco e il presidente del movimento Salvatore Martinez.

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