Economia 20 Febbraio Feb 2015 1056 20 febbraio 2015

Grecia, l'intesa con l'Ue è vicina

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Jean Claude Junker con Alexis Tsipras La Grecia scopre le sue carte e prova ad andare incontro alle richieste europee: chiede l'estensione degli aiuti, come voleva l'Eurogruppo, ma rifiuta l'annesso 'Memorandum', che per i tedeschi è invece imprescindibile, unica garanzia di rispetto degli impegni. IL COMPROMESSO DELLA COMMISSIONE. Se quindi per Berlino non è ancora abbastanza, la Commissione Ue vede un compromesso possibile e il presidente dell'Eurogruppo Dijsselbloem convoca in fretta i ministri per giocare domani l'ultimo tempo della partita che tiene l'Eurozona con il fiato sospeso. Il clima da resa dei conti è ben descritto anche dalle telefonate che si susseguono in queste ore: Tsipras chiama la cancelliera Merkel e parlano attraverso i traduttori per essere più chiari possibile. PADOAN VOLA A BRUXELLES. Il premier Matteo Renzi sente il collega greco e il presidente della Commissione Jean Claude Juncker, e dopo la telefonata cambia il programma del Cdm: il ministro Padoan sarebbe dovuto restare a Roma per discutere la delega fiscale, e invece volerà a Bruxelles per partecipare al delicato negoziato. Anche perché in gioco ci sono sempre i 40 miliardi circa di esposizione italiana in Grecia. LA GRECIA SI OPPONE AL MEMORANDUM. La lettera con cui il ministro delle finanze Yanis Varoufakis prova ad accontentare l'Eurogruppo è difficile da interpretare, ammettono fonti europee, consapevoli che i greci stiano giocando con le parole per rottamare il Memorandum, senza irritare i partner dell'Eurozona. Di certo non è il testo chiaro e semplice con cui l'Eurogruppo voleva vedere la richiesta di estensione dell'attuale piano, alle stesse condizioni. E' piuttosto "un cavallo di Troia" come lo definiscono fonti tedesche dell'Euro Working Group (la riunione che prepara l'Eurogruppo) perché sembra una richiesta di estensione degli accordi ma in realtà nasconde la possibilità di smarcarsi dagli impegni connessi. Ovvero dall'odiato Memorandum. Per la Commissione è comunque un passo avanti che "spiana la strada ad un compromesso ragionevole", anche se c'è ancora molta strada da fare. Del resto, lo stesso Juncker ha contribuito a guidare il Governo greco, sentendo Tsipras anche a tarda notte, nella speranza di limare insieme un testo accettabile. IL MINISTRO DELLE FINANZE TEDESCO SI OPPONE. Nonostante questo, per il ministro tedesco Wolfgang Schaeuble "la lettera di Atene non presenta alcuna proposta di soluzione sostanziale, mira a un finanziamento ponte, senza adempiere alle richieste del programma, e non corrisponde ai criteri stabiliti nell'eurogruppo di lunedì". Il timore tedesco è che Atene prenda i soldi e scappi: un accordo che la svincoli dal Memorandum le consentirebbe di varare misure 'costose', a beneficio dei greci, ma sulle spalle dei contribuenti dell'Eurozona. TIMIDE APERTURE DA PARTE DI BERLINO. Ma anche Berlino ha le sue contraddizioni, e nel Governo c'è chi la pensa diversamente dal falco Schaeuble: "La proposta scritta del governo greco è un primo passo nella direzione giusta", ha detto il vicecancelliere tedesco Sigmar Gabriel, che invita ad andare al negoziato senza pregiudizi. Anche la Merkel, riporta la tv greca, sarebbe stata più morbida del suo ministro delle Finanze nella telefonata con Tsipras.

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