Economia 20 Febbraio Feb 2015 1852 20 febbraio 2015

Jobs Act, via libera al decreto

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Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti. Il Consiglio dei ministri ha approvato definitivamente il decreto attuativo del Jobs Act sul contratto a tutele crescenti. Nel provvedimento che modifica l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori sono compresi anche i licenziamenti collettivi (non sono state quindi ascoltate le richieste delle Commissioni lavoro di Camera e Senato). RENZI: «RICONOSCIUTI DIRITTI A GENERAZIONE». Entusiasta Matteo Renzi dopo il Cdm: «Una generazione vede finalmente riconosciuto il proprio diritto ad avere tutele maggiori. Parole come mutuo, ferie, buonuscita, diritti entrano nel vocabolario di una generazione fino ad ora esclusa». Il segretario dem ha ricordato che «con il via libera definitivo ai primi due decreti del Jobs Acy su tutele crescenti e sul Naspi, quello che accadrà da ora che nessuno resta più solo quando perde il lavoro o viene licenziato». 200 MILA «STABILI». Il premier ha rivendicato che con le nuove norme «circa 200 mila persone passeranno presto da contratti di collaborazione a un contratto di lavoro stabile». NUOVE NORME DAL 2016. Intanto dal Consiglio dei ministri era emerso in precedenza che Llabolizione dei contratti a progetto e dell'associazione in partecipazione e la rimodulazione delle altre tipologie contrattuali dovrebbero andare in vigore dal 2016. Per il 2015, si è appreso, sarà ancora possibile stipulare questi contratti mentre anche dopo il 2016 sarà possibile stipulare co.co.pro con accordi sindacali. «VIA ALIBI PER ASSUMERE». Il governo ha «tolto gli alibi» a chi dice che assumere in Italia non è conveniente. «Abbiamo ridotto le tasse e tolto incertezze. Il lavoro presenta più flessibiltà in entrata e più tutele in uscita», ha spiegato con orgoglio il premier italiano.

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