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CRISI 21 Febbraio Feb 2015 0800 21 febbraio 2015

Confcommercio: niente prestiti a famiglie e imprese

Dal 2011 il credito bancario si è ridotto del 7,1%. E la capacità di acquisto è diminuita del 10,3%.

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Prestiti in calo in Italia.

Nonostante la crescita di nuovi prestiti nell'ultima parte del 2014 (+12,1% tendenziale dei nuovi crediti alle imprese nell'ultimo trimestre), il credito bancario si è ridotto nel 2014 rispetto al 2013 di 11 miliardi di euro e di oltre 107 miliardi rispetto al 2011 con una riduzione facciale del 7,1%.
Secondo Confcommercio i flussi di restituzione dei prestiti da famiglie e imprese al settore bancario hanno superato i nuovi flussi di erogazioni a famiglie e imprese.
In termini di quantità di beni d'investimento e di consumo che lo stock di prestiti è in grado di acquistare, cioè escludendo l'effetto dell'inflazione, le consistenze tra il 2011 e il 2014 sono diminuite del 10,3%.
Per Confocommercio la riduzione nominale dei prestiti alle imprese nello stesso periodo è stata del 9,5%, quella alle famiglie è stata limitata al 3,5%.
IL PESO DELLE IMPRESE. Le quote dei due settori sui prestiti complessivi continuano a modificarsi rapidamente: le imprese assorbivano oltre il 67% del credito bancario nel 1998, quota scesa al 59,1% nel 2011 e oggi sotto il 58%.
Anche i prestiti alle famiglie si sono ridotti e a questo trend non fa eccezione lo stock in essere di mutui (da 361,4 miliardi del 2013 a 359,1 miliardi del 2014), anche se il tasso di riduzione appare modesto e per Confcommercio potrebbe preludere a un cambiamento di direzione.
In questo caso, come per i prestiti alle imprese, i nuovi mutui erogati sono inferiori alle rate pagate dalle famiglie per restituire i debiti già in essere.

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