Economia 21 Febbraio Feb 2015 1000 21 febbraio 2015

Il Cyber-crime costa 400 miliardi di dollari

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L’ultimo caso è stato quello denunciato dalla russa Kaspersky Lab: hacker russi, o comunque persone con un’ottima padronanza della lingua, hanno messo a segno una serie di attacchi, sottraendo fino a un miliardo di dollari da oltre cento banche in oltre quaranta Paesi. Le violazioni, tra cui 37 compiute o tentate contro istituti di credito americani e 178 contro banche russe, hanno tutte le caratteristiche della rapina informatica e sono iniziate alla fine del 2013. I pirati si sarebbero infiltrati nei computer che controllano i bancomat, prelevando denaro, e nei sistemi che regolano il trasferimento di fondi tra   conti correnti. Nell’ambito della vicenda gli Stati Uniti si sono passati rapidamente da vittime al banco degli imputati, perché Kaspersky si è fermata appena un attimo prima dall’accusare la National Security Agency (l’agenzia americana di intelligence che già si era trovata al   centro delle rivelazioni della “talpa” Edward Snowden nel 2013) di essere l’architetto non tanto dei furti quanto di un complesso schema di spionaggio delle banche. Come detto, è solo l’ultima pagina di cronaca di uno scenario complesso e in continua evoluzione, al   centro di un acceso dibattito internazionale.Ecco cosa bisogna sapere in fatto di cyber- sicurezza.

Barack Obama IN USA CASA BIANCA AFFILA LE ARMI. La Casa Bianca, come aveva anticipato il presidente Barack Obama durante il discorso sullo Stato dell’Unione di gennaio, intende attrezzarsi sempre meglio contro gli hacker. Per questo è in arrivo un ordine esecutivo, che non ha bisogno dell’approvazione del Congresso, per migliorare la condivisione di informazioni tra aziende e Governo su eventuali minacce di attacchi informatici. L’obiettivo è snellire il processo burocratico del trasferimento di informazioni sui cyber-attacchi dal settore privato all’amministrazione, cosa che dovrebbe rendere più efficace il lavoro del dipartimento per la Sicurezza nazionale.Il documento non affronta uno dei punti più controversi sulla condivisione di informazioni, ovvero il fatto che le società possano finire sotto processo per non avere consegnato al Governo dati sensibili sui propri clienti. «Le minacce alla cyber-sicurezza sono minacce alla nazione e alla sicurezza economica. Gli hacker prendono di mira la nostra tecnologia militare. E lo fanno ogni giorno, per questo dobbiamo essere uniti», ha detto Obama.

Facebook Italy
FACEBOOK LAVORA A SOCIAL SU CYBER-SICUREZZA. Anche il settore privato si muove per arginare il problema. Facebook, in collaborazione con Yahoo! e Pinterest, sta per esempio lavorando a ThreatExchange, un social network per professionisti del settore della cyber-sicurezza. L’obiettivo è condividere informazioni sulle minacce che potrebbero portare ad attacchi da parte di pirati   informatici. Così facendo si spera di prevenire infiltrazioni. Come ha spiegato Mark Hammel, responsabile della sicurezza informatica di Facebook, ThreatExchange prende   spunto da un sistema interno che il social network già usa per rilevare eventuali minacce.

cyber sicurezza STATI UNITI PAESE PIÙ COLPITO, ITALIA NELLA TOP 10. Quando si parla di attacchi hacker gli Stati Uniti sono di gran lunga il Paese più colpito e, secondo gli esperti, tra i motivi c’è anche il fatto che hanno infrastrutture informatiche e a banda larga particolarmente avanzate. A stilare una classifica è stata la società di   ricerca sulla sicurezza Symantec, che ha piazzato l’America in vetta con il 23% del totale mondiale degli attacchi subiti e l’Italia al settimo posto, dopo la Spagna e a pari   merito con la Francia al 3%. Sul secondo gradino del podio, con il 9%, c’è la Cina, che però è anche tra i Paesi considerati responsabili di tentativi di violazione, seguita dalla Germania, con il 6%. Al quarto posto in termini di numero complessivo di attacchi c’è   il Regno Unito, con il 5%. Tuttavia secondo FireEye, società americana specializzata in cyber-sicurezza, la Gran Bretagna tra i Paesi europei è quella più colpita da violazioni   più articolate e catalizza il 17% dei cosiddetti “advanced persistent attack”, attacchi più sofisticati e perforanti.

CYBER-CRIME PESA SU ECONOMIA GLOBALE PER 400 MILIARDI. Se la violazione di dati sensibili e personali è il problema maggiore causato dagli attacchi   hacker, anche i costi provocati alle aziende e ai governi non è da meno. Secondo uno studio di Ponemon Institute e Hewlett-Packard, le grandi aziende americane negli ultimi cinque anni hanno speso in media 12,7 milioni di dollari all’anno per la cyber-sicurezza,  il 97% in più rispetto al quinquennio precedente. Le corporation hanno segnalato inoltre un aumento del 176% dei tentativi di violazione, con una media di 138 attacchi di entità   più o meno grande andati a buon fine. Il tempo medio per rilevare la violazione è stato di 170 giorni, con una media di 45 giorni per risolverla.L’impatto sull’economia è ancora più elevato: un rapporto della società di sicurezza informatica McAfee stima che a livello globale l’impatto del cyber-crime è di 400 miliardi di dollari, comprendendo tutti i costi, per esempio quelli per mettere in sicurezza i sistemi e legati la perdita di dati e proprietà intellettuali. È una fetta non irrilevante del Pil mondiale, che era di circa 75.000 miliardi nel 2013.

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