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ANNUNCIO 22 Febbraio Feb 2015 2100 22 febbraio 2015

Rai, Renzi: riforma al via a marzo

Il premier: governo pronto a un decreto. Stop a norme di Gasparri. L'ex ministro: «Imbecille».

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La sede romana della Rai di Viale Mazzini.

Riforma della Rai, avanti tutta. «Si parte a marzo», insiste Matteo Renzi, che spiega come la via maestra per modificare la governance resti il disegno di legge, purché lo si porti a casa in tempi brevi. Altrimenti, «se ci sono le condizioni di necessità e urgenza», non si esclude il ricorso al decreto, «come prescrive la Costituzione», sottolinea il premier.
NODO GOVERNANCE. Il governo lavora a un testo articolato su più fronti: la revisione delle norme sulla governance, con la creazione di un vero amministratore delegato, un cda ridotto, forse a cinque membri, nominato in base a criteri che lascino la titolarità al parlamento, ma prevedano meccanismi per garantire indipendenza dai partiti; la riforma del canone, per ridurre l'evasione; l'anticipo del rinnovo della convenzione, in scadenza nel 2016.
IRA DI GASPARRI. Il punto di partenza è la convinzione che il governo dell'azienda, «oggi nelle mani di procedure burocratiche complicatissime, diventi più efficiente e più efficace», ripete Renzi. L'obiettivo è la radicale modifica delle norme vigenti: «Pensiamo che la Rai debba essere il grande motore dell'identità educativa e culturale del Paese e in quanto tale non possa essere normata da una legge che si chiama Gasparri. Lo dico perché ho un'idea dell'identità educativa e culturale diametralmente opposta a quella di Gasparri». Affermazioni che provocano la reazione durissima dell'ex ministro («Matteo Renzi è un vero imbecille», twitta) e di tutta Forza Italia.

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