Economia 23 Febbraio Feb 2015 0725 23 febbraio 2015

Fincantieri vara la Britannia

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Britannia Tra una quindicina di giorni sarà a Southampton, sua sede, come riportato a poppa, da dove comincerà la prima crociera. La Britannia è il vanto della flotta crocieristica inglese, e vanto anche della cantieristica italiana. Questo nuovo gigante del mare, con l'allegria che infonde l'enorme Union Jack disegnata a prua, le sue 144.000 tonnellate di stazza lorda, i 330 metri di lunghezza e 38 di larghezza, le 1.837 cabine (può ospitare oltre 5.700 persone), è stata costruita da Fincantieri. LA NAVE DEI RECORD PER FINCANTIERI. Doppio vanto: è la nave più grande mai costruita dal gruppo italiano. La Britannia era stata varata nel febbraio scorso, per essere ufficialmente consegnata al proprietario, P&O Cruises, brand del Gruppo Carnival, il primo operatore al mondo del settore crocieristico. Che, come tale, chiede prodotti "a prova di futuro" ("future-proof design"), per lay-out e performance, come ad esempio il sistema di sicurezza "Safe return to port". Nel corpo della nave, arredata in sobrio stile British, l'ad di Fincantieri, Giuseppe Bono, critica la burocrazia italiana che frena lo sviluppo, le leggi che non risolvono. Può permetterselo: ha saputo tenere Fincantieri in mare con timone saldo durante la tempesta della crisi; oggi, forte di 16 unità da crociera in portafoglio e di una presenza sul mercato tendente all'espansione, non chiede «aiuti al Governo ma che vengano rimossi gli ostacoli che impediscono lo sviluppo». NEL 2015 PREVISTA LA RIPRESA DEL SETTORE CROCIERISTICO. In un intervento a margine della cerimonia, annuncia che il 2015 segnerà "la ripresa del mercato crocieristico» e, con al fianco il vice ministro dell'Economia, Enrico Morando, chiede "ai governanti" norme che sostengano meglio e di più l'export italiano. Eravamo partiti bene e prima di tutti, nel 2007, ma poi la legge "è rimasta una bella incompiuta" e oggi Francia e Germania sono molto più avanti di noi. Ancora una volta non si tratta di soldi: si guardi ciò che "gli altri già fanno in Europa a favore dei propri clienti nella concessione di garanzie. Questa deve essere la priorità del Governo per aiutare gli operatori». Morando intelligentemente prende "atto delle valutazioni critiche sulle norme approvate recentemente, avanzate" da "un grande manager" come Bono, che il "governo deve ascoltare" e annuncia una revisione delle norme. D'altronde, "i riformisti veri, non quelli finti" devono "essere pronti, se c'è un errore, a correggerlo", evitando un atteggiamento di dannosa "cocciutaggine".

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