Economia 24 Febbraio Feb 2015 1437 24 febbraio 2015

La finanza non è un mestiere per donne

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Le donne nei posti di lavoro sono il 40% del totale, ma solo il 17% siede nei posti di comando. Quello della parità di compensi, diritti e trattamento tra uomini e donne è un tema di forte attualità negli Stati Uniti. Le leggi ci sono, si pensi per esempio all’Equal Pay Act ratificato dall’allora presidente John F. Kennedy nel 1963, ma gli squilibri sono   una realtà di tutti i giorni: i dati del dipartimento del Lavoro americano mostrano che le donne guadagnano in media il 78% di quello che incassano i colleghi maschi a parità di mansione, un divario che si allarga ulteriormente quando si tratta di minoranze.

Marissa Mayer MOLTI TABÙ SONO CROLLATI, TANTI NE RESTANO. Nel corso degli anni sono crollati molti tabù e il cosiddetto “glass ceiling” (soffitto di   vetro, la barriera invisibile che impedisce in modo discriminatorio l’avanzamento sul lavoro) è stato infranto numerose volte, anche in settori considerati appannaggio degli uomini, come la tecnologia (Marissa Mayer alla guida di Yahoo e Sheril Sandberg direttore operativo di Google, per esempio), la politica (Hillary Clinton, ex segretario di Stato e papabile per la Casa Bianca, o Havril Haines vicedirettore della Cia), le auto (Mary Barra alla guida di General Motors), la finanza (Indra Nooyi alla guida di PepsiCo e Ruth Porat direttore finanziario di Morgan Stanley) e l’economia (Janet Yellen alla Federal Reserve e Christine Lagarde al Fondo monetario internazionale). Eppure il divario è ancora ampio e le donne in posizioni di comando continuano a essere di meno.

Janet Yellen NELLA FINANZA IL GAP È PIÙ AMPIO. La finanza è uno dei campi in cui il divario tra uomini e donne è particolarmente evidente, fatte salve alcune eccezioni di spicco, come Cathy Engelbert, prima donna a guidare il gruppo di consulenza e revisione Deloitte, o Beth Mooney, presidente e amministratore delegato di KeyCorp. Secondo Forbes, considerando le 500 maggiori società americane, le donne occupano il 17,6% delle posizioni manageriali più alte nel settore finanziario e delle assicurazioni, l’11,4% di incarichi come direttore finanziario e il 17,9% dei seggi nei consigli di amministrazione. E questo non perché siano molto meno numerose: nella finanza e nelle assicurazioni le donne sono il 40% del totale dei   dipendenti. Nel settore della gestione di fondi sono addirittura considerate una “specie in via di estinzione”: stando ai dati di Morningstar, le donne rappresentano solo il 7% dei quasi 7.300 gestori di fondi americani, in calo dal 10% del 2009. “Le donne non sono   di certo da meno dei colleghi. Guardano i problemi da una prospettiva diversa e spesso   arrivano a soluzioni migliori”, ha detto Anne Richards, direttore operativo di Aberdeen Asset Management, grande fondo europeo.

Patricia Arquette HOLLYWOOD NON È UN POSTO PER DONNE. L’ultima platea scelta per dare voce al problema è stata quella dell’87esima notte degli Oscar: Patricia Arquette, premiata come miglior attrice non protagonista per Boyhood,  ha concluso il suo discorso di accettazione del riconoscimento con un accorato appello all’uguaglianza sul lavoro: «E’ il momento che una volta per tutte ci sia parità di salari e   diritti per le donne negli Stati Uniti», ha detto l’attrice. Le sue parole sono state accolte   dalla standing ovation del pubblico in sala – Jennifer Lopez e Meryl Streep tra le più   entusiaste – ma al di là del clamore ci sono i dati di fatto: uno studio del Center for   the Study of Women in Television and Film della San Diego University mostra che le protagoniste dei film di maggiore successo al botteghino nel 2014 sono state pagate   il 12% in meno dei colleghi maschi che hanno recitato nelle stesse pellicole. Il dato è   peggiorato negli anni: nel 2013 il divario era del 9% e dell’8% nel 2002. C’è di più:   considerando i ruoli secondari, solo il 29% di quelli di un certo rilievo e il 30% di quelli   con alcune battute è assegnato a donne.

donne imprenditrici UOMINI PIÙ PAGATI ANCHE IN MESTIERI “DA DONNA”. Al di là dei lavori considerati, a torto o a ragione, più prettamente maschili, secondo il Bureau of Labor Statistics l’ineguaglianza di trattamento economico tra uomini e donne interessa sostanzialmente tutti i settori. Gli uomini che guidano autobus, lavorano nei ristoranti come cuochi o camerieri e quelli che fanno gli insegnanti o persino i babysitter guadagnano più delle colleghe con le stesse mansioni: le tabelle del dipartimento del Lavoro americano includono circa 600 tipi di lavoro e i dati del 2014 mostrano che nella   stragrande maggioranza dei casi le donne sono in media meno pagate.

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