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ECONOMIA 25 Febbraio Feb 2015 1917 25 febbraio 2015

Grecia, Draghi: «Bce pronta a deroga su bond»

Il presidente dell'Istituto centrale all'Europarlamento: «Via libera se ci sono tutte le condizioni».

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Il presidente della Bce Mario Draghi.

La Bce «è pronta a ripristinare la deroga sui bond greci se ci sono tutte le condizioni». Ad assicurarlo è stato il presidente dell'Istituto centrale, Mario Draghi, all'Europarlamento.
Nel suo intervento Draghi ha voluto anche sottolineare i primi «effetti positivi» delle misure della Bce e ha assicurato che «il quantitative easing andrà avanti fino a quando non si vedrà una correzione nell'andamento dell'inflazione».
Ma Draghi ha lanciato anche l'ennesimo appello alle riforme strutturali per gli Stati membri membri dell'eurozona le cui «economie devono diventare più resistenti». E ribadito la necessità di una maggiore governance sovranazionale.
«MIGLIORANO CONDIZIONI FINANZIARIE E FIDUCIA». In tema di progressi compiuti Draghi ha citato in particolare il miglioramento delle «condizioni finanziarie sul mercato dei bond nell'eurozona» e il calo dei tassi dei prestiti a famiglie e imprese, oltre un «miglioramento sensibile» della fiducia di imprese e consumatori.
Per far fronte al «rischio» cui è ancora sottoposta l'unione monetaria servono «conti pubblici in ordine e, in particolare nell'attuale congiuntura, riforme decisive delle strutture economiche» degli stati membri dell'eurozona le cui «economie devono diventare più resistenti», ha sottolineato il presidente della Bce Draghi all'Europarlamento.
«NECESSARIA CONDIVISIONE DI SOVRANITÀ CON LE ISTITUZIONI COMUNI». «Nel medio-lungo periodo, dobbiamo muoverci da un sistema di regole e linee guida per fare politiche economiche nazionali a un sistema di ulteriore condivisione della sovranità con le istituzioni comuni in modo da rafforzare la nostra governance economica». Così il presidente della Bce Draghi all'Europarlamento.
«QE AVANTI CONTRO LA BASSA INFLAZIONE». «La necessità di uno stimolo più forte» per rilanciare la ripresa «ha innescato il Qe, che partirà a marzo», ha aggiunto Draghi.
La Bce, come deciso a gennaio, «incomincerà ad acquistare sul mercato secondario security emessi dai governi dell'eurozona, agenzie pubbliche e istituzioni europee», ha spiegato il presidente sottolineando che «gli acquisti combinati delle securities di pubblico e privato ammonteranno a 60 mld al mese», e il programma continuerà «sino a fine settembre 2016» o comunque sino a quando il consiglio dei governatori della Bce vedrà un «aggiustamento sostenuto» nel trend dell'inflazione.

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