Economia 26 Febbraio Feb 2015 1016 26 febbraio 2015

Enel, il Tesoro incassa 2,2 miliardi

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Il Tesoro fa cassa con Enel. Il ministero dell'economia ha ceduto il 5,7% delle sue quote, pari a 540 milioni di azioni, scendendo al 25,5% del capitale e incassando così 2,2 miliardi di euro. L'operazione lampo è stata annunciata dalla società statale e conferma come il governo, nell'impossibilità di ridurre il debito pubblico, continua nella cessione dei gioielli di famiglia. SOTTO LA SOGLIA DI OBBLIGO DI OPA. La quota di controllo scende così sotto il 30%, la soglia oltre la quale è obbligatorio lanciare una offerta pubblica di acquisto, rendendo così la società più contendibile sul mercato. Ora, liquidata la cessione di un'ulteriore partecipazione Enel, il Tesoro può concentrarsi sulla privatizzazione forzata di Poste e Ferrovie. LO STATO CONTINUA A FARE CASSA. Rispetto al piano originario messo nero su bianco dal governo Letta e sostanzialmente confermato da quello Renzi, sono state ultimate la quotazione di Fincantieri, la vendita del 35% di Cdp Reti (la scatola che contiene le partecipazioni di Terna e Snam) a State Grid of China e quella del 40% di Ansaldo Energia a Shanghai Electric. C'è stata poi la quotazione di Rai Way, proprio oggi oggetto di un'offerta pubblica da parte di Ei Towers (Mediaset). Recentissimo, e ancora da concludere formalmente, è infine il passaggio di Ansaldo Breda e Ansaldo Sts ai giapponesi di Hitachi. IN VISTA POSTE E FERROVIE. Quanto alle quotazioni di Poste e Ferrovie, pochi giorni fa il Tesoro ha confermato l'intenzione di aprire il capitale delle due società entro il 2015, «purché le condizioni dei mercati - ha precisato il ministro Pier Carlo Padoan - consentano di realizzare valore adeguati». L'iter, quindi, procede a tappe forzate e proprio questa settimana è prevista una riunione al Mef in particolare sul dossier Poste. Su Ferrovie, per la quale la deadline è fissata al 2016, sta lavorando la task force formata dai Ministeri dell'economia e delle infrastrutture. Sembrano invece in stallo le operazioni relative a Sace, Stm e soprattutto Enav: il relativo Dpcm è stato approvato insieme a quello per Poste e fino a prima dell'estate la società sembrava pronta ad andare in Borsa a novembre, dopodiché si è avuto un rallentamento, aggravato anche dai problemi relativi al rinnovo del cda.

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