Economia 26 Febbraio Feb 2015 0859 26 febbraio 2015

PA, arriva la fattura elettronica

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Due scadenze per cambiare la Pubblica Amministrazione: la prima molto ravvicinata, il 31 marzo, con l'addio alle fatture cartacee; la seconda più distanziata, il primo gennaio 2017, ma non di minore impatto visto che cancella le collaborazioni coordinate e continuative, oltre 33 mila stando all'ultimo aggiornamento della Ragioneria generale dello Stato. LA FATTURA DIGITALE. Procedendo in ordine cronologico, tra poco più di un mese le imprese che lavorano per la P.A. dovranno presentare la fattura digitale, perché tutti gli uffici riceveranno solo conti in versione elettronica. Le fatture tradizionali, su foglio, non saranno ritenute valide e quindi non verranno neppure pagate. Da aprile, infatti, la e-fattura diventerà obbligatoria per tutti i presidi dello Stato sul territorio: ben 21 mila amministrazioni, a cui corrispondono 50 mila 'sportelli'.

Assistenza fornita gratuitamente da 1.500 "digital champion" A DISPOSIZIONE 1.500 DIGITAL CHAMPION. L'Agenzia per l'Italia digitale (Agid) assicura che la pubblica amministrazione "è pronta" alla novità, d'altra parte il sistema è già a regime in 40 amministrazioni centrali. Ora si tratta di estendere il modello a tutto il resto delle amministrazioni, comprese quelle locali. Un'operazione quindi complessa, basti pensare alle difficoltà che possono incontrare i micro-comuni o le piccole aziende fornitrici. Per questo è stata già formata una squadra di 1.500 volontari ('digital champion'), pronti a prestare assistenza sul territorio. I primi due-tre mesi saranno di rodaggio poi si andrà a regime con tutto ciò che ne conseguirà in termini di certezza nella tracciabilità dei pagamenti a di velocizzazione nel procedere agli esborsi (sia per l'arretrato che per quel che verrà).

Nel processo saranno coinvolte oltre 2 milioni di imprese. UNA RIVOLUZIONE CHE COINVOLGE 2 MILIONI DI AZIENDE. Un altro effetto è la spinta alla digitalizzazione sia della P.A. sia delle aziende, che dovranno dotarsi di sistemi in grado di emettere fatture elettroniche, il che presuppone anche una connessione internet. Stiamo parlando di circa 2 milioni di aziende che lavorano per il pubblico e molti di questi fornitori sono Pmi. Anche in questo caso niente panico, la dirigente dell'Agid responsabile per la P.A, Maria Pia Giovannini, fa sapere che sono disponibili software gratuiti che consentono di adeguarsi alla e-fattura. Sul fronte della pubblica amministrazione, la dirigente dell'Agid, riconosce che ci sono "mille" amministrazioni ancora non accreditate, che non hanno comunicato il loro indirizzo elettronico, ma garantisce: "abbiamo certezza che la fattura digitale può essere spedita anche se l'ente non ha ancora completato il percorso di trasformazione".

Impiegati CONTRATTI COCOCO DA STABILIZZARE ENTRO IL 2017. L'altra data da fissare in agenda è il capodanno del 2017, quando i co.co.co. del pubblico dovranno essere stabilizzati, secondo lo schema del decreto attuativo del Jobs act sulle forme contrattuali. A chiarire il punto è lo stesso ministro della P.A Marianna Madia, che sul futuro dei collaboratori statali, spiega "Si faranno i concorsi e si ricomincerà da un approccio sano di entrata». Il ministro rassicura che «sarà ragionevole prevedere delle tutele, delle riserve" per "il precariato storico" anche se "dobbiamo ancora vedere come». E a riguardo ricorda come la delega P.A. preveda un riordino delle forme contrattuali. Sempre in quel provvedimento c'è più di un articolo dedicato alle partecipate pubbliche, con un progetto per ridurne il numero. Un taglio che, sottolinea il sottosegretario Angelo Rughetti, potrà passare per «piani industriali-territoriali con cui si stabilisce quali e quante società di servizi sono necessarie per erogare prestazioni ai cittadini». Così da determinare, aggiunge, "una diminuzione drastica di poltrone inutili».

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