Economia 28 Febbraio Feb 2015 0929 28 febbraio 2015

Lavoro, le 5 professioni più sopravvalutate

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Harvey Specter è il protagonista di Suit, la serie dedicata agli avvocati Soldi, viaggi, party esclusivi, prestigio sociale, benefit di ogni tipo. Sono alcuni dei vantaggi che ci immaginiamo di conquistare con un bel lavoro. Complice anche la tv che spesso “infiocchetta” la realtà: a guardare le serie, per esempio, la vita di un avvocato è fatta di eleganti tailleur di Armani, clienti appassionanti indagini da brivido e discorsi strappalacrime. Certo, ci sono lavori ben peggiori: ma capita che alcuni mestieri siano decisamente sovrastimati. Al punto che si rischia di inseguire un sogno che, nella realtà, può diventare il peggior incubo della vostra vita. Ecco i cinque lavori che nella realtà sono assai meno attraenti di quello che sembrano.

Gli scrittori che si occupano di turismo non sempre hanno la libertà di scrivere quello che pensano LO SCRITTORE DI VIAGGI È un sogno comune: scrivere di luoghi esotici e fantastici, passare  la vita perennemente in vacanza, con una valigia in mano, e magari serviti e riveriti in hotel a cinque stelle. Ma prima di presentare domanda, forse è il caso di approfondire quello che c’è dietro le immagini patinate delle brochure sulle Maldive. Prima di tutto, i soldi. Le retribuzioni nel giornalismo sono crollate negli ultimi 15 anni, ma scrivere di viaggi, oltre a questo, presenta problemi specifici. Innanzitutto, se si è freelance e si vogliono visitare i posti di cui poi si scriverà, vi serviranno almeno 40mila euro l’anno, per un articolo a settimana. Certo, dal punto di vista economico andrebbe meglio se lavoraste in una redazione, ma a quel punto non potreste più passare la vita scrivendo e viaggiando, e non sarebbe più un lavoro dei sogni. Non solo. Nella realtà, per la maggior parte del tempo parteciperete a viaggi a stampa e, per essere sicuri di essere invitati ancora, dovrete cercare di essere “gentili” nel descrivere le vostre avventure. Inoltre, i viaggi stampa non sono proprio il massimo del divertimento: alla lunga, vi troverete a passare la vita in vacanze di gruppo con persone che conoscete e probabilmente non vi piacciono nemmeno. La cosa peggiore? Non importa quanto impegno ci mettiate, dovrete sempre concorrere con Tripadvisor.

Carl Casper è lo chef protagonista del film The chef LO CHEF Se prima mettersi ai fornelli era un sacrificio - per gli uomini, soprattutto - oggi cucinare è diventato il non plus ultra delle professioni. Programmi come Masterchef hanno contribuito in maniera decisiva a rendere il mestiere dello chef estremamente accattivante. Guardiamo Cracco e ci immaginiamo una vita fatta di successo, riconoscimenti, contratti milionari intervallati da un paio di urla in cucina e la creazione di ricette geniali e acclamate da tutti i commensali. La realtà è è parecchio diversa. Lavorare in una cucina è duro e sottopagato, e le chance di diventare il nuovo Barbieri assai limitate. Se proprio è il vostro sogno, tentate pure, sapendo però che il rischio di pelare quintali di patate e dietro l’angolo. Altrimenti la cosa più saggia da fare è riservare le proprie abilità culinarie agli amici.

Don Darper della serie dedicata al mondo della pubblicità Mad Man IL CREATIVO PUBBLICITARIO L’advertising è sempre stato visto come un settore davvero cool, e otto anni di Mad Men sugli schermi non hanno fatto altro che rafforzare l’idea, a suon di sketch e cocktail. Ma come il resto dei media “tradizionali” anche la pubblicità ha sofferto parecchio nell’ultimo decennio, e i suoi giorni di gloria si sono in definitiva conclusi da un bel pezzo, qualcuno dice addirittura dopo gli anni Ottanta. Inoltre, la globalizzazione e la tecnologia hanno reso il lavoro molto meno divertente. I viaggi in prima classe, l’idea del copy come di un’artista commerciale sono ormai lontani, e il presente è fatto di ore alla scrivania, inseguendo classifiche Seo pur di ottenere uno slogan di tre parole che significa più o meno la stessa cosa in 15 lingue diverse. Anche le retribuzioni sono cambiate. Tanto che secondo il sondaggio annuale del sito statunitense Career Cast, quello del dirigente pubblicitario è il lavoro più sopravvalutato del mondo.

Il nuovo pavimento di vetro sopra al Tower Bridge di Londra L'ARCHITETTO Sulla fama di questo mestiere pesano i grandi nomi degli archistar che disegnano progetti fantastici - vedi Calatrava, Fuksas e via dicendo - con retribuzioni ancora più fantastiche. La realtà è fatta, più facilmente, di progetti per cucine o bagni e una retribuzione media di 50mila euro l’anno. Senza contare la forte competizione, visto che c’è un sacco di gente che vuole fare questo mestiere e l’elevata sensibilità all’andamento economico: in periodo di crisi, le commissioni si possono ridurre sensibilmente. Il percorso per diventare un architetto è lungo, e il risultato rischia di non essere ugualmente soddisfacente: meglio ripiegare sull’ingegneria. Passerete comunque un sacco di tempo a disegnare progetti che rischiano di non essere mai costruiti, ma le possibilità di essere pagati sono più alte.

Leonardo Di Caprio in The Wolf of Wall Street IL BROKER Certo, è il primo passo nella scintillante carriera del mondo dell’altra finanza, ma l’inizio di questo viaggio è più duro, più stressante e anche molto più noioso di quanto si racconti. Tutti si immaginando di vivere come Leonardo Di Caprio nei Wolf of Wall Street. Nella peggiore delle ipotesi si mette in cantiere di passare qualche settimana a far fotocopie prima di essere promossi a concludere affari e guadagnare un sacco di soldi. Falso: la realtà è che farete il lavoro sporco di quelli sopra di voi per anni. La vostra vita non sarà più vostra. Sarete a loro completa disposizione e niente sarà più importante del vostro lavoro: la norma sono 90 ore di lavoro a settimana. Le relazioni, ovviamente, ne risentiranno, e infatti chi lavora nel settore spesso finisce per socializzare solo con i colleghi, visto che nessun altro capisce le pressioni cui sono sottoposti. Le paghe sono buone, ma non se ne ha nemmeno la percezione perché si tende a rapportarsi agli altri: e quelli sopra di voi guadagnano cinque volte tanto. Infine, se prima a lavorare negli investimenti si era considerati molto “cool”, oggi le persone sono più propense a considerarvi sanguisughe. Non sorprende che molti aspiranti finiscano per concludere che il prezzo non economico del mestiere sia troppo altro, rispetto alle promesse di eventuali ricchezze.

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