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ANTICIPAZIONI 28 Febbraio Feb 2015 1741 28 febbraio 2015

Telecomunicazioni, il piano del governo per la fibra ottica

Le anticipazioni sul progetto per la Rete: controllo dei prezzi e servizio universale a 30 mega. Palazzo Chigi frena.

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Passaggio alla fibra ottica entro il 2030 e non entro il 2024, connessione a 30 mega per tutti e investimenti coordinati per raggiungere gli obiettivi dell'agenda digitale. Sono queste, secondo fonti vicine al dossier, alcune delle novità contenute nel piano sulla banda larga Ring (Rete italiana di nuova generazione) atteso in consiglio dei ministri per martedì 3 marzo.
Il Corriere della Sera citando la bozza di un eventuale decreto aveva anticipato che lo switch off (l'abbandono) di tutta la rete in rame è stato spostato al 2030, rispetto al 2024 ipotizzato in precedenza.
METÀ RETE FIBRA ENTRO IL 2020. Ma se il passaggio integrale è stato rinviato al 2030, sarebbero previsti dei passi intermedi per lo spegnimento della rete in rame Telecom, anche per l'ultimo tratto, da realizzarsi per metà già intorno al 2020.
Il testo del provvedimento parla poi di un'architettura 'Fttb/Ftth' (Fiber to the building e to the home, cioè la fibra fino almeno al palazzo) che sia «passiva, neutra e liberamente accessibile».
Secondo alcune stime imporre la connessione in fibra fino a ciascuna singola unità abitativa (gli addetti ai lavori ne parlano come di Ftth, 'Fiber to the home, cioè la fibra fino al palazzo) comporta un costo quadruplicato della rete, visto che l'ultimo tratto oggi in rame, in media lungo 2-300 metri, ha un costo importante.
PER OPERATORI MIX DI ONERI E SGRAVI FISCALI. Il 3 marzo, secondo quanto filtrato, dovrebbe arrivare non solo il piano 'Ring', ma anche il decreto attuativo dello Sblocca Italia con gli sgravi fiscali per gli operatori e un terzo provvedimento che indica che saranno a carico degli operatori stessi tutti gli oneri del provvedimento.
'Ring' prevede poi per l'utente uguaglianza di costi tra il servizio che viene offerto adesso da tutti gli operatori anche utilizzando il rame, e quello che verrà offerto con la fibra, stabilendo in pratica il prezzo finale del servizio. Oggi l'autorità per le telecomunicazioni non stabilisce i prezzi finali applicati dalle società, mentre viene regolato solo il prezzo di accesso di operatori terzi alla rete Telecom.
PIANI DI INVESTIMENTO COORDINATI. Secondo fonti vicine al dossier il piano sulla Rete italiana di nuova generazione, 'Ring', dovrebbe prevedere che il governo stabilisca i piani di investimento di ciascun operatore di tlc in modo da coordinarli e renderli più consoni al raggiungimento degli obiettivi dell'agenda digitale.
30 MEGA COME SERVIZIO UNIVERSALE. Il piano prevede poi come 'servizio universale', e garantito a chiunque ne faccia richiesta, una connessione a 30 mega al secondo, viene spiegato da chi ha visto il documento. Per un confronto, si tratta di una velocità di connessione oggi nella media e per Telecom rappresenta ad esempio il prodotto di punta o più venduto. Attualmente un servizio universale è previsto solo per la telefonia di casa (ed è fornito da Telecom). Non è chiaro quale operatore dovrebbe fornire il servizio universale di banda larga a 30 mega.
IL GOVERNO FRENA. Immediata la replica di Palazzo Chigi: «Sul piano della banda ultra larga le bozze di documento, o presunte tali, che in queste ore vengono anticipate, non corrispondono al testo che il governo discuterà martedì al Consiglio dei ministri». Fonti governative hanno definito «falsa» ogni anticipazione: il testo, si rende noto, sarà disponibile da martedì pomeriggio.

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