Economia 3 Marzo Mar 2015 0956 03 marzo 2015

Autonoleggio, Avis acquista Maggiore

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Avis Avis Budget si rafforza in Italia. Il colosso dell'autonoleggio acquista Maggiore per 170 milioni di dollari. Dall'unione, che dovrebbe completarsi nel secondo trimestre del 2015, nascerà il più grande gruppo di autonoleggio in Italia. I sindacati assicurano che seguiranno l'operazione continuando a mobilitarsi per la ''salvaguardia di tutti i 400 posti di lavoro''. "Maggiore ha una forte presenza sul mercato italiano per il noleggio di auto e van, e questo la rende un'ottima aggiunta alle nostre attività esistenti», afferma l'amministratore delegato di Avis Budget, Ronald Nelson. Maggiore opera in Italia con una rete di 140 punti ed e' il maggiore operatore di autonoleggio indipendente del paese. L'acquisizione, una volta completata, si tradurrà per Avis Budget in un aumento di 160 milioni di dollari dei ricavi annuali e di 30 milioni di dollari dell'ebitda. Maggiore opera in Italia dal 1947 e Avis dal 1957. LE STRATEGIE DEL NUOVO GRUPPO. «Consegniamo Maggiore nelle mani di Avis, contenti che il marchio sarà sviluppato e rafforzato nel lungo termine sul mercato globale», mette in evidenza Vittorio Maggiore, presidente del gruppo, precisando che «Avis è da sempre impegnata a un eccellente servizio clienti, una filosofia in cui Maggiore ha sempre creduto. Sono sicuro che questo approccio beneficerà i nostri clienti in futuro». Dopo che l'operazione sarà completata, Avis intende perseguire una strategia di sviluppo dei marchi Budget-Maggiore sulla base della forza di Maggiore sul mercato italiano e per accelerare quella di Budget. Per Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti «cambia il nome ma non la sostanza e in attesa di conoscere i dettagli dell'operazione rimangono in piedi tutti i canali istituzionali attivati in questi mesi di mobilitazione». «Un'altra azienda italiana - mette in evidenza la segretaria nazionale di Filt Cgil, Tatiana Fazi - passa nelle mani di un gruppo multinazionale e questa operazione avviene dopo che, attraverso il ricorso ai contratti di solidarietà, l'azienda è stata risanata a spese dei lavoratori che oggi sono a rischio, subendo una vera e propria beffa».

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