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PROPOSTA 3 Marzo Mar 2015 0840 03 marzo 2015

Boeri: «In pensione prima, ma con meno soldi»

Il presidente dell'Inps punta sulla flessibilità, e sul reddito minimo. Apertura di Poletti.

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Tito Boeri, presidente dell'Inps.

Il presidente dell'Inps, Tito Boeri, lancia due proposte per riformare l'ente di previdenza. Il nuovo capo dell'Istituto in'unitervista al Corriere della Sera, ha parlato di «reddito minimo per contrastare le situazioni di povertà e forme di flessibilità sull'età di uscita anticipata dal lavoro, con pensioni proporzionalmente più leggere».
Due idee da accompagnare al taglio delle direzioni centrali, «che sono troppe, una cinquantina», al cambio di governance dell' Istituto, con un cda di tre membri e un Civ (consiglio di indirizzo e vigilanza) più «snello e senza funzioni di cogestione», e a un'operazione trasparenza, con un 'pin' di accesso al proprio conto sul sito dell'Inps in modo che tutti possano conoscere la propria situazione: «nel 2015 sarà una possibilità per tutti i dipendenti privati e nel 2016 per i parasubordinati».
RASSICURAZIONI SUL DEFICIT. Il neopresidente ha assicurato che «non c'è da preoccuparsi per il deficit da 6,7 miliardi ereditato dall'Inpdap: lo squilibrio verrà gradualmente riassorbito».
A suo giudizio è da avviare una riflessione sulle spese assistenziali, «per affrontare l'aumento della povertà che, in questi anni di crisi, ha colpito di più le fasce d'età prima del pensionamento».
«REDDITO MIINIMO CONTRO LA POVERTÀ». «Bisognerebbe insomma spendere meglio le risorse pubbliche», ha proseguito, «prevedendo per esempio un reddito minimo per contrastare le situazioni di povertà, finanziato dalla fiscalità generale. Poi, dal lato della previdenza, è chiaro che, usando il calcolo contributivo, si potrebbero introdurre forme di flessibilità».
«Ma prima», ha precisato, «bisogna convincere la Commissione europea perché purtroppo i conti pubblici vengono considerati nella loro dimensione annuale anziché sul medio-lungo periodo».

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