Economia 3 Marzo Mar 2015 1308 03 marzo 2015

Warren Buffett cerca il suo successore

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Manager successione Per cinquant’anni Warren Buffett, soprannominato “l’Oracolo di Omaha” per la sua lungimiranza negli affari, ha guidato Berkshire Hathaway, una conglomerata con interessi   che spaziano in qualunque settore, dalle bevande, alle assicurazioni e alle ferrovie, una capitalizzazione di mercato di quasi 353 miliardi di dollari e titoli che valgono oltre   220.000 dollari ognuno a Wall Street. Buffett, secondo la classifica Forbes, è il terzo uomo più ricco del mondo, dopo Bill Gates e Carlos Slim. Sebbene sia in ottima forma, “l’Oracolo” compirà 85 anni il prossimo agosto, non stupisce dunque che il piano di successione di Berkshire sia uno dei temi che più appassionano il mondo della finanza. Nell’ultima lettera agli investitori, pubblicata come ogni anno, qualche indizio finalmente c’era: Buffett ha detto di avere scelto il successore, una persona pronta “ad assumere l’incarico nel momento in cui morirò o mi dimetterò” e “in grado di fare un lavoro migliore di quello che sto facendo io”. Per sapere il nome bisognerà dunque aspettare, nel frattempo ci si può dilettare con i piani di successioni di altri colossi, come Berkshire guidati da magnati un po’ avanti con gli anni.

Warren Buffett PER IL TRONO DI BUFFETT È UNA CORSA A DUE Per la guida di Berkshire gli analisti scommettono su due nomi: il veterano della società Ajit Jain e Greg Abel, top executive dell’impero finanziario di Buffett. Jain, 63 anni e da 30 anni al fianco di Warren, tiene le redini delle attività di riassicurazione, una divisione che genera 42 degli 84 miliardi di premi assicurativi annuali di Berkshire, pilastro della performance del gruppo. Jain, di origine indiana, è noto per la capacità di gestire rischi poco ortodossi, tra i quali polizze per il baseball. L’alternativa per la successione, secondo gli analisti è Greg Abel, il 52enne responsabile delle attività nei servizi energetici del gruppo. Abel è considerato un efficacissimo dealmaker, un procacciatore e manager di acquisizioni. Dal 2000, quando entrò in Berkshire attraverso la fusione con una utility dell’Iowa, la divisione energetica, che Abel guida dal 2008, ha messo a segno operazioni per 15 miliardi di dollari.

Rupert Murdoch RUPERT MURDOCH VUOLE IL FIGLIOL PRODIGO Il destino di News Corporation sembra chiaro. Rupert Murdoch, classe 1931, sembra avere tutte le intenzioni di passare la guida del proprio impero al figlio maggiore, Lachlan. Quest’ultimo è il figliol prodigo dei nostri giorni: dopo avere voltato le spalle al padre per oltre un decennio, ha deciso di fare ritorno al suo fianco come co-presidente non   esecutivo di 21st  Corporation nel 2013 (nella prima sono confluiti gli asset televisivi e cinematografici,   nella seconda quelli editoriali). Il ritorno di Lachlan Murdoch è stato preso come il segnale più chiaro del fatto che Rupert preferisce lui a suo fratello minore, James, la cui   reputazione è stata macchiata dallo scandalo intercettazioni del quotidiano britannico News of the World. “Sono molto felice che sia tornato in un ruolo da leader nella società,   lavorerà a stretto contatto con me e con il resto del consiglio di amministrazione per continuare a fare crescere la società negli anni a venire”, ha detto Rupert Murdoch, in   quello che ha tutta l’aria di un manifesto programmatico.

John Malone IL MILIARDARIO JOHN MALONE HA UN PAIO DI IDEE John Malone, classe 1941, miliardario, patriarca del settore via cavo americano e oggi  alla guida del proprio impero, Liberty Media e Liberty International, ha fatto i compiti a   casa. L’anno scorso ha comunicato alle autorità di regolamentazione i piani per vendere   le proprie quote agli amministratori delegati di Discovery Communications e Liberty   Global nel momento in cui dovesse decidere di vendere, di fatto mettendoli in pole   position per un passaggio di consegne che non è atteso nel breve termine. David Zaslav,   numero uno di Discovery, ha il diritto esclusivo di negoziare l’acquisto dei 5,9 milioni   di titoli di Classe B attualmente in mano a Malone, a patto che sia ancora dipendente   dell’azienda. Proposta analoga è stata fatta a Michael Fries, numero uno di Liberty   Global, che potrà acquistare gli 8,7 milioni di titoli di Classe B che Malone detiene nella   compagnia di comunicazioni via cavo europea.

Li Ka-shing PER HUTCHISON WHAMPOA I GIOCHI SONO FATTI Li Ka-shing, uomo più ricco d’Asia, nato a Hong Kong nel 1928, è il presidente della conglomerata Cheung Kong, che controlla una quota del 49,97% in Hutchison Whampoa, una delle maggiori società quotate a Hong Kong e con interessi che spaziano dalle comunicazioni al retail e allo sviluppo immobiliare. Di recente ha detto chiaramente come dividerà la sua immensa ricchezza e a chi passerà le consegne: Victor Li Tzar- kuoi, suo figlio maggiore non ancora cinquantenne, prenderà il timone di Cheung Kong e   Hutchison Whampoa. Attualmente è vicepresidente di entrambe, mentre Li è presidente. L’altro figlio, Richard Li Tzar-kai, continuerà a seguire altre attività e resterà beneficiario del fondo fiduciario di famiglia.

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